Ellery Queen, è il nome di un personaggio di fiction, ma è anche uno pseudonimo, creato nel 1930 da una coppia di cugini di Brooklyn, Daniel Nathan (alias Frederic Dannay) e Manford Lepofsky (alias Manfred Bennigton Lee) per scrivere i loro racconti e romanzi gialli. È un nome, che si è rivelato molto fortunato; è stato stampato su svariate decine di milioni di copertine in tutto il mondo, ma anche un nome che è stato trasportato in altri campi.
Prima è risuonato in radio, alla fine degli anni trenta; ed infine è apparso in tv. Ha avuto tre incarnazioni televisive, ma quella che ci riguarda; la più longeva ed interessante, è stata portata sul piccolo schermo da un’altra coppia, molto attiva nel campo del giallo e quasi altrettanto fortunata di quella formata dai cugini di New York.
Stiamo parlando di Richard Levinson e William Link; i geniali creatori di “Colombo”, “Mannix “e “La Signora in giallo”. La coppia d’oro, produsse un’unica stagione, originariamente trasmessa dalla NBC tra il 1975 e il 1976 (in Italia arrivò in Rai nel 1979).
La serie è composta da 22 episodi più un pilota; gli autori riadattarono alcuni dei racconti brevi compresi nelle raccolte più famose dei due scrittori, in particolare l’antologico “Le avventure di Ellery Queen”, apportando solo qualche piccola modifica, riguardante soprattutto i personaggi di contorno (ne aggiunsero un paio).
È una serie ambientata nella seconda metà degli anni ’40; si tratta di un whodunit puro; lo spettatore assiste alle indagini di Ellery, un detective dilettante e figlio dell’ispettore Richard Queen; in sottofinale viene sfidato dallo stesso, che si rivolge direttamente al pubblico, a scoprire l’assassino. Un’idea divertente, e molto metacinematografica. Poi il nostro eroe raduna tutti i sospetti in una stanza e come da tradizione, smaschera il colpevole. Il ruolo del protagonista fu affidato a Jim Hutton, noto soprattutto negli anni sessanta per aver interpretato la spalla giovane in alcuni film di grandi attori. Lo ricordiamo al fianco di John Wayne (in “Berretti Verdi” e “Uomini d’amianto contro l’inferno”); di Burt Lancaster in “La carovana dell’alleluia”, di Charlton Heston in “Sierra Charriba” e in tanti altri film.
La serie, dopo un’accoglienza tiepida, si rivela uno sleeper, guadagnando pubblico con il passare del tempo e delle repliche; ma purtroppo, nel 1979, quando si decise di mettere in cantiere la seconda serie, il protagonista morì di cancro al fegato. Recentemente si sta parlando di riportarla in vita con Timothy, il figlio di Jim, come protagonista, ma per ora nulla di concreto.
Francesco Cinquemani
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