Deep: Una donna alla casa bianca
giovedì, maggio 31st, 2007Hollywood ha sempre trasformato i sogni in realtà, per lo meno sullo schermo. Ora, invece, il suo potere magico potrebbe apportare dei cambiamenti reali nella politica d’oltreoceano.
Il successo americano di “Commander in Chief” (da noi tradotto “Una Donna alla Casa Bianca"), mandato in onda dall’ABC lo scorso anno, potrebbe infatti aver spianato la strada alla Presidenza di un donna.
Mostrando la figura forte di un Presidente donna, alla guida della Nazione in tempo di guerra, la serie TV sembra sia riuscita a vincere la tentennante riluttanza di alcuni elettori all’idea di incaricare una donna della sicurezza nazionale. Merito indubbiamente della riuscita interpretazione del premio Oscar Geena Davis.
Tutto ciò potrebbe, quindi, facilitare un’eventuale vittoria alla Casa Bianca della Senatrice Hillary Rodham Clinton, del Segretario di Stato Condoleeza Rice o di altra rappresentante del gentil sesso, in occasione delle prossime elezioni del 2008.
Sebbene questo possa suonare un po’ strano, fantasioso forse, non dobbiamo dimenticarci che la cultura e lo spettacolo hanno spesso guidato, plasmato e influenzato gli atteggiamenti e le politiche degli Americani. Basti pensare che, negli anni ’60, “Star Trek” offrì all’America il primo bacio televisivo interraziale, mentre “Julia” presentò per la prima volta alla Nazione una donna afroamericana, Diahann Carroll, nel ruolo di protagonista.
Senza contare che, oggigiorno, un ragazzo su cinque sceglie come canale di informazione politica gli spettacoli comici o satirici; e che politici come Arnold Schwarzenegger sono ospiti sempre più frequenti di tali spettacoli, ad esempio del "Tonight Show" di Jay Leno; e che “l’idolo Americano” è riuscito ad ottenere il quintuplo dei voti del vero Presidente americano.
Ora è arrivato il turno della Davis nelle vesti di Mackenzie Allen, un vice Presidente che si trasferisce nella Stanza Ovale alla morte improvvisa del Presidente. “Questo darà una bella scossa alla nostra storia”, come ha affermato più volte Marie Wilson, direttrice del White House Project, il gruppo indipendente che da tempo promuove l’elezione di un Presidente donna.
I cittadini americani, dal canto loro, sembrano già mentalmente aperti all’idea di eleggere una donna, almeno stando ai sondaggi. Secondo la maggior parte delle inchieste, essi non avrebbero problemi nel votare una donna: se finora gli Americani si erano fidati a lungo delle donne al comando, ma limitatamente ad alcune aree – quali l’educazione e la salute – un sondaggio recente ha rivelato che una debole maggioranza di elettori ritiene che una donna non sarebbe differente da un uomo in qualità di detentore della sicurezza nazionale.
"La presenza di persone come Condoleeza Rice e l’ex Segretario di Stato Madeleine Albright ha davvero accresciuto il livello di fiducia che la gente nutre nei confronti delle donne che ricoprono cariche di tale importanza”, ha sostenuto Marie Wilson, la quale nel suo libro “Closing the Leadership Gap: Why Women Can and Must Help Run the World” ha anche scritto: “I personaggi televisivi non solo hanno seguito le tendenze in atto, ma ne sono stati loro stessi i promotori”.
Del resto il creatore della serie, Rod Lurie, non ha mai fatto mistero delle proprie intenzioni con i giornalisti accorsi poco prima del debutto di “Una Donna alla Casa Bianca”:
“Spero proprio che influenzi la cultura e la politica americana; sarebbe un sogno, per me, assistere a una cosa del genere”. Ma l’accorto Lurie ha anche sottolineato: “Non si tratta di una sorta di spettacolo/campagna a favore di Hillary Clinton o chissà chi ma, più in generale, a favore delle donne. Vorrei solo vederle più coinvolte nella politica, siano esse democratiche, repubblicane o indipendenti. Se c’è un messaggio sociale dietro questa serie, è senz’altro quello di essere entusiasti all’idea di avere un Presidente donna e indipendente.”
Insomma, il concetto è: Women power!
Donatella Marra
Una donna alla casa bianca: guarda la scheda del serial
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