Archive for giugno, 2007

Desperate Housewives – Senti chi parla: Teri Hatcher

giovedì, giugno 28th, 2007

Teri è cresciuta in un paesino della California, da piccola sognava di fare la ballerina, ma non aveva previsto di diventare un’attrice: “Non era nei miei programmi, quando ho partecipato a una gara per nuovi talenti, e in mezzo ad altre 800 ragazze sono stata scelta per fare la sirena danzante su Love Boat, per 1000 dollari alla settimana. Avevo 18 anni. In quei giorni il successo mi sembrava a portata di mano. Ma ci vollero anni. Solo adesso sto iniziando a crederci”.
 
La vita di Teri non è mai stata semplice: “Il matrimonio dei miei genitori era tumultuoso, spesso la mattina mi svegliavo con le urla delle loro liti. Però, come figlia unica mi hanno sempre trattato con rispetto, come un’adulta e ho imparato ad apprezzare mia madre e mio padre come individui ed amarli per le loro buone qualità, e cosi abbiamo avuto un buon rapporto”.
 
“Studiando recitazione ho imparato una cosa fondamentale: come la buona commedia provenga da cosa molte serie. Per questo penso di essere abbastanza brava come attrice comica, nella mia vita ho sofferto molto, ho avuto molti dolori segreti, e il modo migliore per affrontarli è stato trasformarli in qualcosa di divertente”.
 
Teri si sente vicina al personaggio di Susan, che interpreta in Desperate Housewives: “La cosa in cui ci assomigliamo di più è che io posso essere ben intenzionata e cercare di impegnarmi per ottenere qualcosa e poi va tutto male. Sono sfortunata e penso che anche Susan sia molto sfortunata”.
 
Teri condivide con Susan anche il romanticismo e il fatto di faticare ad essere felice: “Già alle superiori quando uscivo con un ragazzo, che magari si chiamava John Smith, la prima cosa che mi chiedevo era come sarebbe suonato Teri Smith. Volevo sposarmi, desideravo formare una famiglia, proprio l’ideale perfetto di famiglia”. Quello stesso ideale che fallisce in Desperate Housewives e che non si è realizzato neanche nella vita di Teri, che, come Susan Mayer, è divorziata, due volte, ed ha una figlia di nove anni.
 
“Penso di essere finita con uomini, fidanzati o mariti, che non erano per forza cattivi, ma non erano fedeli ai valori e agli obbiettivi necessari per reggere un matrimonio.” Ma dopo il suo secondo divorzio, Teri ha affrontato un periodo duro, anche dal punto di vista lavorativo: “Il mio matrimonio era fallito. Non avevo lavoro. Rischiavo di perdere la mia casa. Non avevo un uomo. Ero molto dura con me stessa, pensavo che non avrei mai potuto superare quella crisi. Ero disperata, mi sentivo come quando non riesci a vedere la luce alla fine del tunnel.” Ed è stato allora che è arrivato Desperate Housewives, un lavoro di successo, che ha permesso a Teri di risollevarsi.
 
“All’inizio non è stato semplice interpretare Susan, soprattutto perché non avevo in mente quale fosse la sua storia, come andasse a finire, perché naturalmente neanche gli scrittori lo sapevano, all’inizio. Insomma ho dovuto lavorare un po’ per costruire il personaggio. Ho scritto una biografia, come esercizio, ma è stato utile, al di là di ciò che ho scritto, per mettermi nelle condizioni di fare delle scelte e dare forma alla mia interpretazione  sulla base di un intento”.
 
Teri è ora una felice mamma single e ha recentemente scritto un libro dal titolo “Toast bruciati e altre filosofie di vita”, che è un divertente manuale di consigli femminili. Il libro è dedicato alla figlia di Teri: “A Emerson. Cercherò di non mangiare così tanti toast bruciati come mia mamma, e forse tu non ne mangerai mai”. Il toast bruciato è il simbolo di tutto quello che non va nella vita di una donna, quando per mille motivi si preferisce mangiare un toast bruciato piuttosto che farne un altro.
 
“Rappresenta l’incapacità delle donne di tenersi qualcosa per se stesse e la loro coazione a fare sacrifici. La mia speranza per tutte le donne è: fermiamo questa sindrome dei toast bruciati. Se le donne smetteranno di mangiarli, anche le loro figlie smetteranno.”.
 
Fosca Dallesio

Giovani Aquile

giovedì, giugno 28th, 2007

Da domani è nelle sale Giovani Aquile, film distribuito dalla Fox per la regia di Tony Bill, cineasta proveniente dal mondo della televisione ed anche attore e produttore.

Giovani Aquile ha come tematica centrale la squadriglia La Fayette, ovvero quei coraggiosi volontari americani che sfrecciarono nei cieli francesi durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1916 e il 1918, in nome della democrazia e della libertà.

Il film è sia una storia d’amore che di guerra, in cui sono protagonisti il giovane James Franco, famoso per essere l’amico/nemico di Peter Parker nella saga cinematografica di Spider – Man, e l’attore francese Jean Reno, che fu Leon anni or sono per Luc Besson. 

Nel 1958 era già stato girato un film sull’argomento, dal titolo Lafayette Escadrille, in bianco e nero, diretto da William A. Wellman.

LA SCHEDA DEL FILM
Titolo originale:  Flyboys
Regia: Tony Bill
Cast: James Franco, Jean Reno, David Ellison, Martin Henderson, Jennifer Decker, Abdul Salis
Produzione: Flyboys Films Ltd., Elstree Film & Television Studios, Electric Entertainment, Ingenious Entertainment, Ingenious Film Partners, Skydance Productions
Sito ufficiale del film: www.mgm.com/flyboys
 
 
 

Le Guest Star di Friends

mercoledì, giugno 27th, 2007

Helen Hunt: Compare nell’episodio “Vivere intensamente – 1° parte” (n° 16 della 1° Stagione) nel ruolo di Jamie Buchman, personaggio della serie TV “Innamorati Pazzi”, da cui è stata tratta anche la figura di Ursula, la sorella gemella di Phoebe.
John Lovitz: Nella puntata “Uno strano ospite” (n°15 della 1° Stagione) è Steve, il cliente di Phoebe alla ricerca di uno chef per il proprio ristorante che si presenta a casa di Monica sotto l’effetto di uno spinello. Riappare nella nona stagione (episodio n°14 – “Appuntamenti al buio”), quando Phoebe gli organizza un incontro con Rachel.
George Clooney: Il belloccio di Hollywood veste il camice del Dottor Michael Mitchell in “Vivere intensamente – 2° parte” (n°17 della 1° Stagione) e conquista Rachel e Monica, accorse all’ospedale per un piccolo ‘incidente domestico’.
Noah Wyle: Compare nella seconda parte dell’episodio “Vivere intensamente” assieme al collega George Clooney. I due attori, nei ruoli rispettivamente del Dottor Mitchell e del Dottor Rosen, sembrano farsi beffa dei propri personaggi in E.R. – Medici in prima linea.
Chrissie Hynde: La celebre chitarrista e leader della band The Pretenders fa la sua apparizione in “Allergia al kiwi” (n°6 della 2° Stagione) nel ruolo di Stephanie, la cantante scelta per sostituire Phoebe al Central Perk. Chris Isaak: É Rob Donnen nell’episodio “Il grande Marcel – 1° parte” (n°12 della 2° Stagione), un musicista che ha un flirt con Phoebe e le chiede di cantare per i bambini alla biblioteca.
Brooke Shields: Appare ne “Il grande Marcel – 1° parte” nel ruolo di Erika Ford, la fan psicopatica di Joey e del Dottor Drake Ramoray incapace di distinguere la soap "I giorni della nostra vita" dalla vita reale.
Julia Roberts: Ne “Il grande Marcel – 2° parte” (n°13 della 2° Stagione) interpreta Susie Moss, una vecchia compagna di scuola di Chandler che finge di essere interessata a lui per vendicarsi delle umiliazioni subite a scuola.
Jean Claude Van Damme: Compare ne "Il grande Marcel – 2° Parte” nella parte di se stesso, facendo impazzire le sue contendenti Monica e Rachel.
Tom Selleck: É molto più di una guest star; infatti il suo personaggio, l’oculista Richard Burke, primo grande amore di Monica, appare in ben dieci episodi della sit-com.
Charlie Sheen: É ospite della puntata "Due settimane di pruriti" (n°23 della 2° Stagione) nel ruolo di Ryan, il fidanzato marinaio di Phoebe che, appena sbarcato dopo due anni, si ammala di varicella.
David Arquette: Attuale marito di Courteney Cox, lo troviamo in "Per dimenticare Richard" (n°3 della 3° Stagione) nella parte di Malcolm, un ragazzo che pedina Phoebe convinto che si tratti della sua amata Ursula.
Isabella Rossellini: Fa un’apparizione al Central Perk nel ruolo di se stessa durante l’episodio "La Cassetta della Posta" (n°5 della 3° Stagione), in cui Ross cerca di rimorchiarla con pessimi risultati.
Ben Stiller: É Tommy ne "Il numero verde" (n°22 della 3° Stagione), il nuovo ragazzo di Rachel dal carattere un po’ impetuoso.
Robin Williams: Fa una breve apparizione al Central Perk all’inizio dell’episodio "Lotta Estrema" (n°24 della 3° Stagione), quando i sei amici ascoltano intrigati la conversazione tra lui e Tim, interpretato da Billy Crystal.
Billy Crystal: Lui e Robin Williams, alias Thomas e Tim, sono gli avventori del Central Perk in "Lotta Estrema", impegnati a discutere della relazione clandestina tra la moglie di Thomas e lo stesso Tim.
Rebecca Romijn-Stamos: In "Catering per funerali" (n°6 della 4° Stagione) interpreta Cheryl, la stupenda e quasi perfetta ragazza di Ross, che si scoprirà poco avvezza alle pulizie di casa.
Sarah Ferguson: Offre un suo piccolo cammeo ne "Il Matrimonio di Ross – 1° Parte” ( n°23 della 4° Stagione), quando Joey la incontra per le strade di Londra e la riprende con la telecamera.
Elle MacPherson: Appare in cinque episodi della 6° Stagione nel ruolo di Janine, l’affascinante ballerina che condivide l’appartamento con Joey e con il quale vivrà una breve relazione.
Ralph Lauren: É il capo di Rachel, la quale si inventa di aver avuto una relazione con lo stilista per fare colpo sui colleghi nella puntata "Un sorriso smagliante" (n°8 della 6° Stagione).
Reese Witherspoon: In "Una Visita Inattesa" (n°13 della 6° Stagione) irrompe sulla scena nei panni della viziatissima Jill Green, la sorella di Rachel che ci prova con Ross.
Bruce Willis: Interpreta la parte di Paul, il padre della ragazza di Ross che compare per la prima volta nell’episodio "Incontro con Papà" e con il quale Rachel avrà una breve storia.
Kristin Davis: La famosa Charlotte di Sex and the City è Erin, la nuova ragazza di Joey in "Sesso In biblioteca" (n°7 della 7° Stagione), che si tirerà indietro proprio quando lui si deciderà che è quella giusta…
Denise Richards: Con i suoi stupendi capelli e i movimenti sensuali, Denise dà vita a Cassie, l’irresistibile cugina di Ross e Monica che, nella puntata "Il Provino" (n°19 della 7° Stagione) mettere a dura prova gli ormoni di Ross.
Winona Ryder: Impersona Melissa, una ex compagna del college di Rachel. In "Ricordi quella sera?" (n°20 della 7° Stagione) Rachel rivela ai suoi amici di essersi baciata con lei dopo un festino e, per provarlo alla diffidente Phoebe, estorcerà la verità dalla bocca di Melissa con un altro bacio.
Kathleen Turner: Compare negli ultimi tre episodi della settima stagione nei controversi panni di Helena/Charles Bing – ossia il padre di Chandler!
Susan Sarandon: Appare ne "Il Cervello Nuovo" (n°15 della 7° Stagione) nel ruolo di Jessica Lockhart, la protagonista de “I giorni della nostra vita” che deve abbandonare la soap dopo 20 anni di presenza per lasciare il posto al Dottor Ramoray. Tra lei e Joey nasce un piccolo flirt.
Gary Oldman: Sua è l’interpretazione dell’attore Richard Crosby, protagonista del film di guerra che sul set crea non pochi fastidi a Joey. Lo potete vedere nella prima e nella seconda parte dell’episodio intitolato "Finalmente sposi" (n°23-24 della 7° Stagione).
Sean Penn: Ha il ruolo di Eric, il ragazzo di Ursula che trova breve conforto tra le braccia di Phoebe non appena scopre le menzogne della sorella. Episodi "La Festa di Halloween" e “La casa ideale” (n°6-7 della 8° Stagione).
Brad Pitt: L’allora invidiato marito di Jennifer Aniston partecipa alla puntata “Il club segreto” (n°9 della 8° Stagione) nel ruolo dell’attraente Will, un vecchio amico del liceo di Monica. Qui Rachel scopre che Will e Ross avevano fondato il Club “Io odio Rachel Green” e che i due avevano sparso strane voci sul suo conto.
Alec Baldwin: Fa un’apparizione in "Invito a Massapequa" (n°18 della 8° Stagione) al fianco della fidanzata Phoebe, la quale ha la malaugurata idea di invitarlo alla festa per il 35° anniversario dei genitori di Monica e Ross… il suo eccessivo entusiasmo per ogni cosa lo rende ben presto insopportabile a tutta la combriccola.
Paul Rudd: Compare per la prima volta nell’episodio “Il pediatra di Ross” (n°3 della 9° Stagione) nei panni di Mike Hanigan, ruolo che sarà suo per ben diciassette episodi. Mike sarà infatti il fortunato ragazzo che riuscirà a portare Phoebe all’altare.
Christina Applegate: Da’ vita e corpo all’altra viziata di casa Green, Amy. In “L’altra sorella di Rachel” (n°8 della 9° Stagione) chiede ospitalità a Rachel suscitando le antipatie di tutti, sorella compresa.
Selma Blair: In "A casa per Natale” (n°10 della 9° Stagione) è la sensuale collega di Chandler a Tulsa, Wendy, che cercherà di adescare il triste Chandler con le sue avances.
 
A cura di Donatella Marra

Leggi gli altri speciali su Friends: Forse non tutti sanno e Le migliori battute

Speciale Simpson – Parte 7: Grattachecca & Fichetto

mercoledì, giugno 27th, 2007

“Fight fight fight, bite bite bite… The Itchy and Scratchy Show!” Quando le parole di questa sciocca canzoncina risuonano nell’aria, le strade di Springfield diventano deserte. Ogni bambino (tranne Rod e Tod) si posiziona davanti alla TV: durante lo show di Krusty il clown va in onda Grattachecca e Fichetto. Ora, la prima cosa che va detta su questa non-serie (o serie nella serie, chiamatela come vi pare, fatto sta che fa sganasciare) è che, per una volta, la traduzione italiana non veritiera del titolo è migliore della versione originale, Hitchy & Scartchy, in una infelice puntata tradotti come Grattino & Pruritino.
 
La seconda cosa che va detta è che questa serie è infinitamente più divertente di qualsiasi altro cartoon simile, pur non essendo mai stata ufficialmente prodotta; mi perdonerà il mio idolo Wile E. Coyote…
 
Gatto e topo, nella loro eterna lotta, parodia della serie Tom & Jerry, ma molto più violenta, sanguinolenta, oserei dire slasher gore! In ogni episodio Fichetto (il topo) tortura e uccide Grattachecca (il gatto) con grande estro e fantasia: gli fa lo shampoo con la soda caustica, gli fa esplodere le budella, gli tira le tonsille fino a strappargliele dalla gola… e alla fine Bart e Lisa si rotolano dalle risate.
 
C’è da chiedersi come sia possibile che Marge permetta che i suoi figli guardino questa roba… Infatti, in un triste episodio, fu proprio Marge a scrivere alla casa produttrice lamentando l’eccessiva violenza nel cartone animato. In quello che lo stesso Krusty definì “Il peggiore episodio di Grattachecca & Fichetto mai trasmesso”, non vi fu nessun atto di violenza.

L’insuccesso fu tale da far sospendere la serie e da rendere Marge una mamma odiatissima…
In un altro episodio i Simpson furono responsabili della chiusura della serie: quando Bart e Lisa, pensando di fare cosa buona e giusta, intentarono una causa per plagio contro Roger Meyers Jr., a favore di Chester J. Lampwick, il vero creatore di Fichetto il quale, una volta ottenuti i diritti, sfogò tutto il suo astio verso la sua stessa creatura proibendo la trasmissione del programma. In quella puntata memorabile possiamo vedere i primi cartoon che segnarono la nascita dei personaggi: Vaporetto Fichetto (citazione di Steamboat Willie, il primo short con Michey Mouse) e Quel gatto felice. Ovviamente, da soli e spensierati i due eroi non facevano quandagnare un cent all’emittente televisiva…
 
Tanti e vari sono stati gli incroci fatali della famiglia Simpson con Grattachecca & Fichetto. Eccone alcuni…
 
Bart e Lisa fanno da sceneggiatori. Essendo minorenni, usano il nome di nonno Simpson per spedire gli script. La serie ha picchi di ascolto mai registrati prima, l’episodio “La piccola bottega del barbiere degli orrori” diventa un pezzo di storia sin dalla prima messa in onda, ma quando nonno Simpson la vede, non riesce a credere di prestare il suo nome per simili oscenità e rinuncia ai soldi e alla fama infrangendo i sogni dei nipotini.
 
Homer passa le selezioni per doppiare un personaggio aggiunto nella serie, inserito quando gli ascolti calano. Si tratta del cane Pucci, in seguito scomparso da dove era venuto.
 
Bart e Lisa finiscono per un breve memorabile momento all’interno della serie. È Halloween e i due bambini conosceranno l’orrore di veder realizzati i propri sogni. Infatti, accortisi che i due fratelli gialli ridono di loro, Grattachecca & Fichetto si coalizzano  e li inseguono per ucciderli. Con un pronto gesto, Homer mette in salvo la prole.
 
Per finire, due eventi storici: una sola volta Grattachecca ha avuto la meglio su Fichetto. Bart e Lisa però non hanno mai visto la gag (quindi nemmeno noi): un gruppo di universitari sono entrati in casa e sul più bello hanno staccato la spina per usare un modem. I bambini,allarmati, la hanno riposizionata subito, ma sullo schermo c’era già uno sghignazzante Krusty che affermava: “Un evento simile non accadrà mai più”!
 
Bart è stato l’unico bambino in tutta Spriengfield a non vedere “Grattachecca & Fichetto – il film” a causa di una punizione inflittagli da Homer. In un flashforward lo vediamo poi, ormai cinquantenne, andare al cinema con Homer a vedere la pellicola. Al botteghino lavora lo stesso nerd brufoloso ormai invecchiato e sul vetro c’è ancora la foto segnaletica di Bart… ma il nostro eroe è diventato Giudice della Corte Suprema!
 
Federica Aliano

Una mamma per amica: Il microcosmo di Stars Hollow

mercoledì, giugno 27th, 2007

Davvero un nome romantico quello della “cavità delle stelle”, un bel posto dove ambientare una serie come Una mamma per amica. E anche se Stars Hollow nella realtà non esiste, gli autori hanno delineato la cittadina come se davvero fosse posizionata sulle mappe degli States, collocandola vicino a New London, ma senza specificarne troppo la posizione.

 

Gli abitanti di Stars Hollow sono 9973 e sostanzialmente il luogo è composto da quattro strade tra le quali può succedere di tutto.

Come un’isola prima che la navigazione diventasse moderna, Stars Hollow è un microcosmo autosufficiente: tutto ciò che occorre ai cittadini è al suo interno, in delicati equilibri e incroci di amori e odi che non dovrebbero mai venire intaccati. Oltre al bar di Luke e alla gelateria di Taylor, si trova davvero qualunque cosa, persino un negozio di antiquariato (Kim’s Antiques, quello della madre di Lane), un negozio di abiti vintage, una scuola di danza (ovviamente gestita dalla signorina Patty), un hotel di lusso (già, proprio quello di Lorelai) e un locale di cibi etnici (Al’s Pancake World, che però smette ben presto di vendere solo pancake). In più ci sono numerosi locali e negozi che vengono solo nominati, ma mai mostrati, primi fra tutti gli innumerevoli posti che servono cibo a portar via e schifezze varie di cui le Gilmore si cibano continuamente (pur riuscendo a mantenere una linea invidiabile e una pelle di pesca).

La cittadinanza è a dir poco colorita. A volerla raccontare bene, si dovrebbe dire che sono tutti una gabbia di matti, prime fra tutte proprio le nostre adorate protagoniste. Per capire cosa passa per la testa di Kirk, titolare tra l’altro del negozio di cosmetici, ci vorrebbe un dizionario mentale, per non parlare di Miss Patty e della coppia d’oro Babette-Morey… La signora Kim è un’autoritaria megera, ai limiti del surreale e Taylor è uno zelante organizzatore di qualunque cosa possa passare per la mente di un qualunque cittadino di Stars Hollow. Un Filini all’americana, insomma…

Il fatto è che questo paesino si lascia amare, tanto che un giovane adolescente turbolento come Dean lascia la vita di New York per trasferirsi proprio lì, a guardare sempre gli stessi film d’essai e ad aspirare al massimo divertimento: ascoltare la città – Luke in testa – che prende in giro e ostacola Taylor in qualunque suo folle progetto durante le riunioni… o forse erano gli occhioni di Rory ad avere buona parte in questa storia?

Ma la cosa più romantica è la leggenda di come la città sia stata fondata e abbia preso il suo nome. Lo racconta la signorina Patty, in un episodio della seconda stagione. “La storia di un vero amore”, dice lei. Quella di una bellissima ragazza che veniva da un villaggio e il suo bellissimo innamorato che veniva da un altro. I loro genitori non approvavano questo rapporto, ma loro continuavano a sperare e nel frattempo si scrivevano romantiche lettere d’amore.

 

Una notte senza stelle, senza alcuna luce che potesse guidarli, i due giovani uscirono dalle rispettive case e iniziarono a correre, guidati solo dai propri sentimenti. Ma l’oscurità fece perdere l’orientamento ad entrambi. La ragazza, sfinita, si gettò a terra e chiamò: “Amore mio, dove sei?”. In quel momento, una scia di stelle illuminò tutta la campagna; la ragazza la seguì e giunse nel punto esatto dove ora sorge il gazebo, al centro di Stars Hollow. Lì, guidato dalla stessa scia di stelle, c’era il suo innamorato ad aspettarla.

 

Federica Aliano

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Will & Grace – LET THE MUSIC OUT!

mercoledì, giugno 27th, 2007

È servito un serial come “The L World”, d’accordo. E sono serviti anche giornalisti e presentatori, dall’outing di Alessandro Cecchi Paone all’irriverenza di Fabio Canino. Fatto sta che l’universo gay, da qualche tempo a questa parte, trova sempre più spazio all’interno del mezzo televisivo. E una parte del merito spetta sicuramente all’enorme popolarità di una delle serie “gay friendly” più amate dal pubblico: “Will & Grace”, la sit-com americana che in 8 stagioni televisive (l’episodio pilota è datato 21 settembre 1998) ha conquistato le comunità gay – e non solo – di ogni paese del mondo in cui è stata trasmessa, trasformando i suoi protagonisti (l’attore Eric McCormack e l’attrice Debra Messing) in vere e proprie icone, al pari delle grandi stelle della musica pop e rock che già lo sono considerate da anni.
 
I comprimari Jack e Karen – interpretati rispettivamente da Sean Hayes e Megan Mullally – a dispetto del titolo stesso del telefilm, sono i due veri traini su cui ruota l’estremo divertimento di ogni episodio, con le loro bizzarie, le loro conoscenze altolocate anche nel mondo dello spettacolo: non a caso possono apparire Jennifer Lopez, Cher o Britney Spears, sia interpretando se stesse che personaggi al limite dell’autoironia. Le popstar sgomitano per apparire come guest in una puntata di “Will & Grace”, così come per prestare le loro canzoni: “Waiting for tonight” per la Lopez, “Gypsies, Tramps and Thieves” per Cher, “Ooops, I did it again!!!” per la Spears. E dov’è il minimo comune denominatore? È in primis nella passione per Will, Grace, Jack e Karen. Ma è soprattutto nella loro vita privata, che tutti loro dichiarano ricca di grandi affetti e grandi amicizie gay.
 
I quattro protagonisti del serial si divertono in prima persona cantando sul brano “He’s hot!”, ma ovviamente non possono mancare altri loro grandi riferimenti iconografici come Elton John con “The bitch si back”, i Queen – quelli di Freddie Mercury – con “You’re my best friend”, Gloria Gaynor con la classica “I will survive” (poteva forse mancare?), Tom Jones con “It’s not Unusual” o i fantomatici The Bacon Brothers con la loro cover di “Footloose” (non vi dice niente il fatto che il protagonista dell’omonimo film fosse proprio un certo Kevin Bacon?). Altre piccole prelibatezze arrivano dalla sempre brava Carly Simon con “The right thing to do” (dove duetta con Karen!) ed un raffinato remix della “White flag” di Dido.
 
Di che stiamo parlando, dite? Ah, è vero, dimenticavamo il soggetto: si parlava di “Let the music out!”, l’ottima colonna sonora su CD di “Will & Grace” (Sony/Bmg), di difficile reperibilità nei nostri negozi di musica, ma facilmente acquistabile in rete attraverso i canali abituali, da iTunes (tramite download) ad Amazon (tramite e-commerce).
 
Stefano Piccoli

NYPD Blue: Sipowicz & Homer

mercoledì, giugno 27th, 2007

Tra le sue frequenti apparizioni sul piccolo schermo, l’attore Dennis Franz vanta anche un’importante partecipazione a un episodio della serie I Simpson, episodio della 6° stagione dal titolo “Homer Badman”, in cui appare un Homer crudele e perverso, una figura completamente diversa dal personaggio buonista e pasticcione del noto cartoon.

Inoltre, nell’episodio “Scene di lotta di classe a Springfield”, contenuto nella 7° stagione, il vero Homer vorrebbe indossare la camicia a maniche corte con la cravatta, proprio come il detective Sipowicz, ma Marge glielo impedisce e lui, frustrato ed esasperato, esclama: “Oh, quanto vorrei essere come Sipowicz!”.

NYPD Blue è su FX!
 

NYPD Blue: Da John Kelly a Robert Simone

martedì, giugno 26th, 2007

Inizialmente, avrebbe dovuto essere lui il vero protagonista di NYPD Blue, considerata anche l’alta caratura dell’interprete David Caruso (nella foto). La scoppiettante esplosione di Sipowicz/Franz, e l’abbandono repentino di Caruso dopo appena due stagioni, hanno invece fatto sì che questo personaggio rappresenti poco più di un protagonista secondario nella storia del telefilm.
Quanto Sipowicz è sregolato, sfrenato e incontrollato, tanto Kelly è posato, riflessivo e diplomatico.

Tuttavia, è opportuno notare come il sangue bollente irlandese sia in realtà mitigato da una adesione ossessiva e frustrante alle regole costituite. Un rispetto della legge così servile e cieco che, in una serie TV marchiata dall’ambiguità, porterà presto il detective John Kelly a scomparire dalla sceneggiatura, prontamente sostituito, sul set e nel cuore dei fan, dal detective Robert “Bobby” Simone, interpretato da Jimmy Smits, nuovo braccio destro e compagno di avventure di Sipowicz.

NYPD Blue è su FX!

 

I Classici del mistero – Il nome della rosa

martedì, giugno 26th, 2007

Il primo romanzo di Umberto Eco è stato uno dei più grandi successi internazionali degli ultimi vent’anni. La storia delle misteriose morti violente dei frati di un convento benedettino della fine del 1300 ha catturato l’attenzione di molti lettori, nonostante il romanzo sia anche una raffinata, e per molti versi complessa, riflessione storica e filosofica su alcuni dei temi chiave del medioevo.
 
L’intreccio giallo potrebbe apparire solo un pretesto per un romanzo storico, ma l’abilità di Eco è di mettere il concetto di indagine al centro della tematica del romanzo. Dunque non a caso è stato scelto il genere giallo, come genere filosofico, che ruota attorno alla problematica della verità, tema ricorrente anche nei successivi romanzi di Eco.
 
Il protagonista che indaga, Guglielmo da Baskerville, frate francescano, è modellato apertamente sull’archetipo moderno dell’investigatore: Sherlock Holmes, come lui è inglese e proviene dallo stesso luogo che dà il titolo a uno dei più noti romanzi di Conan Doyle, Il mastino dei Baskerville. Guglielmo è anche il prototipo di uomo moderno, che usa macchine e strumenti (l’astrolabio, la lente di ingrandimento) per indagare la realtà oltre la superstizione medioevale, nelle parole dell’autore è mosso “dall’unico desiderio della verità, e dal sospetto che la verità non fosse quella che gli appariva nel momento presente”.

Un elemento fondamentale de Il nome della rosa è il labirinto, che nella storia è la biblioteca. L’autore nella postfazione dichiara che il labirinto è un “modello astratto di congetturalità” e proprio la congettura è il punto di partenza di qualsiasi processo di indagine. Ecco perché il labirinto è il luogo del mistero, dove si gioca il finale del romanzo, con la scoperta della verità, è la prova suprema per Guglielmo, ma anche il sacrificio massimo, con l’incendio finale, in stile Babele, che brucia tutta la biblioteca.
 
Il titolo previsto da Eco mentre scriveva era un semplice “L’abbazia dei misteri”, cui fu preferito il più enigmatico “Il nome della rosa”. Il titolo viene spiegato nelle ultime righe del romanzo, che termina con un verso in latino: la rosa primigenia esiste in quanto nome, possediamo i semplici nomi. Il titolo è volutamente suggestivo.
 
Nel 1986 fu realizzato un film da Il nome della rosa, dal regista francese Jean Jacques Annaud, prodotto da uno dei più abili produttori italiani, Franco Cristaldi.
 
Il film è un’opera ambiziosa, che si regge su una sceneggiatura solida, anche se in alcuni casi un po’ pedante.
 
Molto del fascino del film si deve ai vividi ritratti dei monaci, per cui il regista ha saputo scegliere attori con volti molto drammatici. Spicca soprattutto l’interpretazione di Guglielmo da parte del sempre carismatico Sean Connery, che esprime al meglio il fascino del personaggio creato da Eco.
 
Fosca Gallesio

Speciale Desperate Housewives: La sigla

lunedì, giugno 25th, 2007

La sigla di Desperate Housewives è una delle più interessanti degli ultimi anni. Essa si compone di un collage di famosi quadri e immagini che fanno riferimento al ruolo della donna nella storia. Dalla primordiale Eva, alle principesse egizie, fino alla donna come moglie e, ovviamente, casalinga.

La sigla si apre con un quadro del ‘500 di Adamo ed Eva del pittore tedesco Lucas Cranach, dove nell’animazione vediamo un Adamo ancora oppresso dal matriarcato e schiacciato da una gigantesca mela. Erano tempi ancora felici, quando Eva usava probabilmente la costola di Adamo per tenere a bada il marito. Poi si passa all’immagine di una donna egizia, fasciata nel suo elegante abito, ma anche assediata dai suoi molti bambini, che letteralmente la affogano.

Inizia la storia delle casalinghe con il dipinto di Van Eyck che rappresenta marito e moglie, ma l’uomo, nella geniale animazione della sigla, si mangia una banana, buttando incurante la buccia alle sue spalle e indovinate a chi è che passa la scopa? Ovviamente alla sua disperata moglie, per di più incinta! Si passa poi al ritratto di due rigidi puritani, American Gothic, del pittore della depressione Grant Wood. Ma qui altro che depressione, c’è di che suicidarsi: quando il marito viene solleticato da una procace pin up, la moglie finisce direttamente in una scatola di sardine.

Si passa poi alle immagini pop anni ’50, con una nuova casalinga, forse più felice grazie all’aiuto degli elettrodomestici, ma sempre oppressa dalla spesa. E proprio una delle mitiche lattine Campbell di Andy Warhol è il pegno che un uomo porta alla sua bionda compagna, per farsi evidentemente perdonare, suscitando in lei una lacrima e facendosi dare un sicuramente meritato pugno in faccia.
Nel finale si torna all’albero con le mele del peccato e le nostre quattro casalinghe disperate; ma felici di poter cogliere la mela che può segnare l’inizio del loro riscatto!

E proprio la rossa mela del peccato è il simbolo fondamentale delle Desperate Housewives. Rappresenta la tentazione, che rischia di diventare vizio: rossa come il sangue che scorre nei misteri della serie. Infatti è proprio la mela l’elemento unificante dei due bellissimi promo della seconda e terza stagione, dove vediamo le nostre casalinghe in abiti bianchi super sexy alle prese con i loro peccati preferiti: Lynette e la gelosia, Bree e l’ira, Edie con l’invidia, Gabrielle e la lussuria e Susan, forse, con l’avarizia di non saper dare il suo cuore all’uomo giusto.
In sottofondo a questi filmati la canzone Juicy promette succosi intrighi…


Fosca Gallesio

Leggi Oltre le siepi di Wisteria Lane: Alla scoperta delle Casalinghe Disperate. Bree Van De Kamp, Gabrielle Solis e Lynette Scavo

 
Leggi lo speciale Come nascono le Desperate Housewives
 
Leggi Senti chi parla: Eva Longoria 

Vai alla scheda della serie  

Michael Mann e la sua doppia Miami

lunedì, giugno 25th, 2007

Il regista statunitense Michael Mann, autore di titoli prestigiosi del calibro di Manhunter – Frammenti di un omicidio (di cui è stato fatto poi il remake Red Dragon), Heat – La sfida, che permetteva di avere nella stessa pellicola due mostri sacri del cinema come Al Pacino e Robert De Niro, L’ultimo dei mohicani, Insider – Dietro la verità, con un Russell Crowe candidato all’Oscar e Collateral, con un Tom Cruise versione cattivo sale e pepe, è stato il produttore esecutivo del serial poliziesco ‘alla moda’ Miami Vice, ed ha contribuito attivamente alla sua realizzazione, influenzando l’ambientazione, la musica e lo stile.

Fu però un altro, Anthony Yerkovich, a ideare il serial, prendendo spunto da un articolo di giornale sui traffici illegali in Florida.

Nel 2006 Michael Mann distribuisce in sala l’adattamento cinematografico del telefilm, sviluppandolo ai giorni nostri e dandogli un look più cupo, crepuscolare. Michael ne cura la regia e la sceneggiatura, e anche Yerkovich collabora a livello di scrittura alla sua realizzazione. Al posto di Philip Michael Thomas e Don Johnson nei ruoli di Crockett e Tubbs, alle prese con una multinazionale del crimine, due autentiche star di Hollywood: Colin Farrell, attore irlandese visto come protagonista di Alexander e The New World, e Jamie Foxx, Premio Oscar per il biografico Ray.

Il film in Italia è uscito nell’Ottobre del 2006, negli USA il 28 Luglio ed è stato girato tra Miami, la Colombia, Cuba, il Paraguai, Haiti, il Brasile e la Repubblica Domenicana.

Sito ufficiale del film: www.miamivice.com
Sito italiano: http://www.uip.it/miamivice/

Miami Vice: Seguilo dal 2 Luglio su FX!

Prison Break – Paul Scheuring un detenuto modello

lunedì, giugno 25th, 2007

Paul Scheuring era rimasto scottato da Hollywood. La sceneggiatura del suo film, Il risolutore, era stata pesantemente rimaneggiata, il film fu rigirato due volte, persino il protagonista Vin Diesel ne aveva preso le distanze. Ma come spesso avviene agli autori cinematografici delusi e maltrattati dai produttori e dei registi, Paul ha trovato un rifugio sicuro in tv, dove è divenuto il creatore e produttore di Prison Break, uno dei serial più adrenalinici ed apprezzati degli ultimi anni.
Certo la strada del successo non è stata propriamente una passeggiata, e ci sono voluti più di due anni e mezzo prima che il dramma carcerario riuscisse ad andare in onda.
 
Ma come è nato Prison Break? L’idea è stata suggerita a Paul da una donna con cui un tempo collaborava, era la storia di un uomo che commetteva un crimine per essere messo in prigione ed una volta lì organizzava un’evasione. Lo scrittore la riteneva una premessa interessante, ma allo stesso tempo di una stupidità inarrivabile. “Nessuno vuole finire in prigione se non vi è costretto.”
 
Paul doveva risolvere il problema. Lavorandoci su, gli è venuta l’idea del fratello accusato ingiustamente, del complotto e della sua imminente condanna a morte. Il protagonista non può rivolgersi al sistema e non ha altra alternativa che infrangere la legge. Un altro problema da risolvere era la certezza della fuga. Ed è qui che è venuto il tatuaggio. Le mappe di una prigione devono essere, per forza, troppo complesse da memorizzare, e allo stesso tempo devono essere introdotte dal nostro protagonista, impresse sul suo corpo, l’unica cosa che può portarsi in carcere.
 
I tatuaggi sono anche un’allegoria. L’immagine dell’ascensione dei demoni sul braccio sinistro e quella degli angeli sul braccio destro rappresentano la natura ambigua e contraddittoria del nostro eroe. Fare qualcosa di male per perseguire il bene. In fondo è il tema della serie: nessuno è completamente buono o cattivo.
 
Un’altra ispirazione è arrivata da una serie di film carcerari molto amati da Scheuring, opere come Nick mano fredda, La grande fuga e Le ali della libertà.
 
All’inizio Prison Break non doveva essere una serie regolare, ma era nata con un altro formato.
La Fox aveva intenzione di realizzare una miniserie in dieci puntate, con un grosso nome da utilizzare come presentatore, perché lo si riteneva un progetto troppo a rischio, strano e sperimentale. A quel punto nel team arrivò Steven Spielberg, con l’intenzione di replicare quello che aveva già fatto in Taken e Band of Brothers.
 
Tutto sembrava andare per il meglio, ma dopo pochi mesi il regista fu costretto ad abbandonare il progetto per realizzare La guerra dei mondi. Così tutto si bloccò per altri tre o quattro mesi, e tutti si misero alla ricerca di un altro grande nome.
 
Paul si stava demoralizzando, quando un bel giorno in tv arrivò Lost. Una serie strana ed un successo incredibile. Pochi giorni dopo la Fox diede la luce verde, e non con una mini ma con una serie regolare.
 
Il risultato? Uno dei thriller carcerari più avvincenti degli ultimi anni!
 
Francesco Cinquemani
 

Speciale Simpson – Parte 5: Le Guest Star

lunedì, giugno 25th, 2007

I Simpson, con le sue diciassette stagioni all’attivo, è entrato nel Guinness dei primati per essere la serie animata che ha ospitato il maggior numero di celebrità nei suoi episodi.

Ma i Simpson amano parodiare la cultura americana e spesso mettono in scena personaggi reali, che inoltre doppiano se stessi in versione cartoon. È accaduto con il mitico Dott. Spok di Star Trek, interpretato da Leonard Nimoy, che è stato testimonial della Monorotaia di Springfield, progetto poi fallito miseramente. In un altro episodio, “Dalle stelle alle stalle”, Homer atterra, in seguito a un incidente con il parapendio, nella camera da letto della residenza estiva di Kim Basinger e Alec Baldwin e si offre di fare da assistente per i due divi. Finirà male, quando Homer si lascerà scappare davanti a tutti che la famosa coppia è in città, e verrà licenziato. Quando Homer fugge dalle ire di Kim e Alec, incappa anche nel regista Ron Howard, che colpisce mentre è in fuga.

Nella puntata in cui Lisa decide di diventare vegetariana, l’indiano Apu la conduce da Paul e Linda Mc Cartney, che le faranno da mentori. Molti altri cantanti appaiono nel serial: Tom Jones, che è il cantante preferito di Marge, appare nella puntata in cui la donna va a lavorare alla centrale nucleare e il Sig. Burns tenta di corteggiarla e rapisce Tom Jones per lei. Quando Marge rifiuta le avances di Burns, lui la licenzia. Ma Tom Jones si esibisce alla fine con la sua hit “It’s Not Unusual” in uno show privato per Homer e Marge. Inoltre, nella puntata dedicata al mitico festival estivo di rock Lollapalooza, intitolata “Homerpalooza”, appaiono i Sonic Youth, gli Smashing Pumpkins e i Cypress Hill.
L’impatto dei Simpson è tale che gli U2 (nella foto) hanno addirittura contattato i produttori per apparire nella serie, e gli autori li hanno inseriti nell’episodio numero 200 della serie, “Spazzatura da Titani”.

Un cast di grandi stelle compare nell’episodio “Krusty viene Kacciato”, in cui il clown rischia il fallimento del suo programma per la concorrenza dello show di un ventriloquo. Bart chiama alcuni divi per organizzare una serata speciale per Krusty. Tra questi c’è Luke Perry, famoso solo come il Dylan di Beverly Hills 90210, che sostituisce Telespalla Bob. Ma Krusty diventa ben presto invidioso di Perry e, durante lo show, lo spara via con il cannone. Luke vola fuori dallo studio, attraversa il museo e vola contro una vetrina di acidi al supermercato, per poi atterrare fortunatamente in una fabbrica di cuscini. Il secondo dopo la fabbrica viene demolita.
Allo show di Krusty si esibiscono anche i Red Hot Chili Peppers, come sempre in mutande, Hugh Hefner, il creatore di Playboy, che suona una melodia con i bicchieri, Barry White e Bette Midler.

Torna anche una celebrità dimenticata come Mark Hamill, conosciuto solo come interprete di Luke Skywalker nella prima trilogia di Star Wars. Nell’episodio “Sindacato contro la mafia”, Homer lo incontra a una convention di Fantascienza, e Hamill riappare alla fine dell’episodio con il costume da Jedi per difendere Homer dai mafiosi.

Infine ricordiamo il celebre musicista sudamericano Tito Puente, soprannominato The Mambo King, che appare nell’unica puntata doppia dei Simpson, quando si spara al sig. Burns.
La sigla dei titoli di coda è un suo pezzo, intitolato “Señor Burns”.

Fosca Gallesio


Leggi lo speciale La Genesi


Leggi lo speciale Homer sei un mito!

 
Leggi lo speciale Lisa Simpson Vs USA
 
Leggi lo speciale Totti e Sgarbi nei Simpson?
 

Buffy e le altre: Quando l’eroe si fa donna

venerdì, giugno 22nd, 2007

Donne e poteri. Anzi, donne con superpoteri. Buffy Summers, l’eroina dark creata da Joss Whedon sul finire degli anni ‘90, non è certo la prima eroina con poteri speciali nella storia del mondo della televisione. Altre figure similari l’hanno preceduta, sebbene con caratteristiche e target piuttosto diversi.

A cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, sul piccolo schermo impazzano due personaggi femminili dai poteri straordinari: la Samantha di Vita da strega (Bewitched nell’originale), sitcom trasmessa dalla ABC in cui la protagonista è una strega che abbandona il mondo della magia per sposare un comune mortale, Darrin. E Jeannie, genio con tanto di lampada, che si innamora e va a vivere con il suo padrone, l’astronauta Maggiore Nelson (un giovanissimo Larry Hagman, futuro bastardo in Dallas). Jeannie è la svampita mattatrice in Strega per amore (I Dream of Jeannie nell’originale), sitcom trasmessa dalla NBC.
In entrambi i programmi, di grandissimo successo e tuttora replicati in tv, la magia usata dalle protagoniste è semplice escamotage per dare vita a situazioni e gag comiche e surreali, che scaturiscono dal difficile menage familiare che si instaura tra un essere mortale e un essere che mortale non lo è per niente! e che, il più delle volte, è costretto davanti agli altri a nascondere i propri poteri o a rimediare ai pasticci combinati facendone un uso improprio e/o illecito.

Alla fine degli anni Settanta arrivano sui palinsesti due altre superdonne. Una non possiede in realtà poteri magici ma “tecnologici”: è La donna bionica (The Bionic Woman nell’originale), ovvero Jamie Sommers (Sommers/Summers: una coincidenza?), tennista che, causa un terribile incidente con il paracadute che le costa quasi la vita, subisce una trasformazione anatomica e alcuni suoi arti sono sostituiti con parti bioniche: l’orecchio e il braccio destro, più le gambe. E Wonder Woman, adattamento televisivo in tre stagioni della supereroina nata sui celebri fumetti della DC Comics, dove la ‘donna delle meraviglie’ è impersonata da una avvenente Lynda Carter, ex Miss America, con un indimenticabile e sexy costume che riproduce la bandiera americana.
In entrambi i serial, molto noti, si predilige l’aspetto puramente avventuroso delle gesta delle superdonne in questione, alle prese con missioni governative ad alto rischio la prima e ladri, furfanti e malandrini di ogni sorta la seconda.


Saltando gli anni Ottanta, periodo televisivamente parlando di stampo più “macho”, con gli anni Novanta le supergirl invadono nuovamente il mondo della TV. Solo che i tempi sono cambiati: non c’è più spazio per risate e leggerezza, come negli anni 60/70, e neanche per prodotti di genere ‘action’ come La donna bionica e Wonder Woman.

Le nuove eroine dotate di poteri hanno un’evoluzione, sia a livello tematico sia come look, verso l’horror/gotico, e non devono combattere contro compagni in ansia per i guai che loro hanno provocato con qualche pozione o contro terroristi internazionali. Devono combattere contro demoni, vampiri, persino Dei, contro il Male come forza soprannaturale. Altra profonda e immediata differenza con il passato è che queste neo paladine del Bene non sono più donne adulte, mature, ma semplici teenager. Queste teenager, investite di grosse responsabilità verso l’umanità, sono la cacciatrice Buffy, che vede la luce nel 1997, e a breve distanza, un anno dopo, le tre sorelle Halliwell di Streghe. Sia per Buffy che per il magico Trio adempiere al compito che è stato loro prefisso implica dolore, sacrificio, rinuncia (Buffy deve lasciar andare il grande amore della sua vita, Angel, e Prue Halliwell viene uccisa da un demone).

Con Buffy e Streghe il filone sul soprannaturale e il mystery al femminile raggiunge il boom, le due serie riscuotono un successo planetario e pian piano negli anni generano altre ‘sorelline’: ecco che arrivano allora Tru Davies, novello medico che ha il potere di rivivere una singola giornata quando il cadavere di una persona deceduta in modo violento le chiede aiuto (Tru Calling), Allison DuBois, aspirante avvocatessa che può parlare coi morti e sogna quanto già accaduto o quanto sta accadendo (Medium) e Melinda Gordon, proprietaria di un negozio di antiquariato che ha il dono di comunicare con le anime dei morti (Ghost Whisperer – Presenze).

Aspettiamo le prossime eredi del genere, pronte alla lotta, pronte a salvarci, pronte a proteggerci e diradare le tenebre intorno a noi. E anche ad ammaliarci con la loro bellezza, la loro potenza e la loro determinazione.   

Cristina Vitagliano

Buffy: Vai alla scheda del serial


Scopri tutto su Joss Whedon, il creatore di Buffy


Lo sapevi che la serie ha origine da un film?

Speciale Simpson – Parte 4: Totti e Sgarbi nei Simpson?

venerdì, giugno 22nd, 2007

Sebbene la tradizione di avere delle guest star (letteralmente star ospiti) nelle serie da noi sia ancora poco usata, il doppiaggio italiano dei Simpson si è adattato alla tendenza della  versione americana,  coinvolgendo diversi ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo, dello sport e anche della politica.

La sensuale e morbida voce di Valeria Marini si è modellata senza difficoltà su Mindy, l’affascinante collega di Homer, da cui lui è inevitabilmente sedotto nel corso di un viaggio d’affari. Ma niente paura, alla fine Homer rimane fedele alla sua Marge.
Paolo Bonolis invece si è esibito in una simpatica interpretazione dell’inaffidabile avvocato Lionel Hutz che, diventato agente immobiliare, assume Marge e la costringe a vendere ai Flanders una casa che è stata teatro di molteplici omicidi.
Luciana Litizzetto invece interpreta l’inflessibile giudice Grazia Negata (nella foto) in due episodi, personaggio creato originariamente per essere una parodia della serie Il Giudice Amy. Il mitico comico del “Drive-In” Gianfranco D’Angelo interpreta il sovrintendente Chalmers, il direttore della scuola, nell’episodio in cui il suo sottoposto Skinner viene licenziato per assumere Flanders, che però si rivela totalmente incapace di mantenere la disciplina a scuola.

Curiosamente, diverse delle voci italiane scelte come guest star non sono solo attori. Il politico Ignazio La Russa ha doppiato nell’episodio “Dolce Amara Marge” il sig. Cuoredimamma, direttore di una fabbrica di zucchero, che Marge affronta nella sua crociata contro l’obesità (Nella versione originale il personaggio è stato doppiato dal comico Ben Stiller).
Il giornalista Paolo Liguori ha invece dato voce al vero Seymour Skinner (in inglese l’attore Martin Sheen, il protagonista di Apocalypse Now), un militare a cui il preside di Springfield ha rubato l’identità durante la guerra del Vietnam.

Un’altra apparizione dall’universo politico è stata quella di Alessandra Mussolini, che ha dato voce alla femminista Tammy, che coinvolge Marge nel suo gruppo ma poi la costringere a rubare in casa di Burns per finanziare le loro attività.
Anche Vittorio Sgarbi ha interpretato un personaggio: il doppiogiochista Cooder che, approfittando della generosità di Homer, gli ruba la casa, cambiando serratura e lasciando i Simpson fuori. Homer però riuscirà con un tranello a recuperare la sua villetta!

Indimenticabile, per quel che riguarda il doppiaggio in italiano, l’apparizione di Francesco Totti e della moglie Ilary Blasi come interpreti di un campione di baseball e della sua consorte, ex lap dancer, che hanno problemi di coppia e si rivolgono a Marge e a Homer per consigli.

Fosca Gallesio

Leggi gli altri speciali: Lisa Simpson Vs USA, Homer sei un mito e La Genesi 

A-Team: I am Mr. T

venerdì, giugno 22nd, 2007

Viso imbronciato. Stazza possente. Un singolare taglio di capelli da indiano mohawk. Una delle sue frasi preferite è: “Adoro i piani ben riusciti”. Ultimo indizio: ha sempre avuto un debole per le catene d’oro ma dal 2005, dopo la tragedia dell’uragano Katrina, le ha tolte.
Di chi stiamo parlando? Facile! Del Bosco "B.A." Baracus del telefilm cult anni ’80 A-Team. O meglio dell’attore che gli ha dato le fattezze, universalmente chiamato Mr. T, ma nato all’anagrafe Lawrence Tureaud.

Mr. T, che secondo una votazione a opera della BBC è il quarto personaggio più influente nella storia americana dopo Homer Simpson, Abramo Lincoln e Martin Luther King, non è sempre stato baciato dalla fortuna. Prima di accedere alle vette dell’Olimpo hollywoodiano, ha avuto un’infanzia e un’adolescenza piuttosto dura.
Nasce il 21 Maggio del 1952 nei ghetti di Chicago. Ha ben undici fratelli, quattro femmine e sette maschi, e lui è uno dei più piccoli. Saranno proprio i suoi fratelli a spingerlo a modellare il suo corpo e allenarsi per diventare un campione di wrestling (sarà campione della sua città per tre volte).
Il padre abbandona la famiglia quando lui ha cinque anni, e la madre manda avanti ‘la baracca’ con 87 dollari al mese, facendoli tutti vivere in un appartamento di sole tre stanze. La madre è una donna molto religiosa, e ha avuto una fortissima influenza su di lui (“Qualsiasi persona che non ami la propria madre non può essere amico mio”, ha dichiarato). E grazie a lei, per non provocarle sofferenze e preoccupazioni, Lawrence non si ficca troppo nei guai durante la sua crescita ed è un discreto studente a scuola (“La maggior parte del tempo guardavo fuori dalla finestra, semplicemente sognando a occhi aperti. Non ho mai dovuto studiare molto perché avevo una memoria fotografica”).
Frequenta la Dunbar Vocational High School e vince una borsa di studio per giocare a football alla Prairie View A&M University nel Texas, ma dopo un anno viene cacciato via.

Per quanto riguarda la sua carriera, nel 1982 è scelto da Sylvester Stallone per il ruolo del suo borioso antagonista in Rocky III (L’allenamento cui si sottopone nel film il suo personaggio, Clubber Lang, rispecchia la sua vita reale: quando era giovane e povero Mr. T, non potendo permettersi l’uso di macchinari per allenarsi, era obbligato a improvvisare con quanto aveva sottomano). Per questa parte si guadagna tra l’altro una nomination ai Razzie Awards, gli anti Oscar, per la peggior performance in un film.
Poi diventa B.A. (B.A. sta per “Bad Attitude”, ovvero “Pessimo Elemento”) Baracus, per noi in Italia P.E. Baracus, nel popolare telefilm A-Team. Mr. T è l’unico dello show a non fare il provino, viene scelto a prescindere.

Nel 1985 entra nel mondo del wrestling, è il partner di Hulk Hogan in occasione della prima WrestleMania. In occasione di WrestleMania 2 disputa poi un incontro contro Roddy Piper. Nel 1987 torna sul ring per la World Wrestling Federation, in qualità di arbitro. Nel 1994 è nuovamente arbitro speciale in un incontro disputato tra Hogan e Ric Flair nella World Championship Wrestling. Da quel momento ha abbandonato definitivamente il mondo del wrestling.
Roddy Piper e altri colleghi wrestler hanno dichiarato la loro disapprovazione nei confronti di Mr. T, essendo un attore che si è "intrufolato" nel wrestling e quindi non un vero professionista.

In televisione, oltre all’acclamato A-Team, è apparso dal 1988 al 1990 in tre stagioni della serie drammatica T. & T.. Con l’eccezione, nel 2001, della commedia Non è un’altra stupida commedia americana, è difficile vederlo ultimamente sia sul piccolo che sul grande schermo.
Nel 2007 ha condotto i Taurus World Stunt Awards, i premi che vengono consegnati alle migliori acrobazie cinematografiche e alle migliori controfigure dell’anno.

Nel 1984 ha girato il video “Be Somebody or Be Somebody’s Fool”, video in cui insegnava ai bambini ad apprezzare le loro umili origini, come vestirsi, come studiare il proprio look senza sprecare soldi e come controllare la rabbia.
Ha realizzato anche, nel 1984, un album rap dal titolo “Mr. T’s Commandments”, con l’aiuto di Ice-T.

Tra i mestieri che Mr. T ha fatto prima dell’attore ci sono l’insegnante di ginnastica, il poliziotto, il buttafuori e la guardia del corpo (tra i suoi clienti Steve McQueen, Muhammed Ali e Diana Ross). Ha pure affermato di essere il miglior bodyguard che ci sia in giro. “Sono come un pilota Kamikaze. Al Presidente hanno sparato perché i suoi uomini si sono rilassati”.

Gettando un’occhio alla sua vita privata, Mr. T si è sposato con Phillys Clark e ha divorziato. Ha tre figli: Lesa, Erika e T Junior. Possiede una immensa proprietà di 100 acri nell’Illinois, a Lake Forest. Di lui si dice che non beva bevande alcoliche e che conceda autografi senza problemi (Con una sola eccezione: NON disturbarlo mentre sta mangiando!).

Nel 1995 gli è stato diagnosticato un cancro. Lo ha sconfitto nel 2001, alla soglia dei 50 anni.

Mr. T ha riscosso una tale popolarità negli anni ‘80 che la sua immagine è apparsa anche sulle scatole di cereali per bambini ed è stato prodotto un cartone animato su di lui, trasmesso nel 1983 dalla NBC in 13 episodi. Nel 2000 inoltre è apparso ne I Griffin come sé stesso e nel 2004 ne I Simpson, sempre come sé stesso.

Se gli si prova a chiedere come si chiama veramente lui risponde così: “Il mio primo nome è Mr, il secondo è punto, e il cognome T”.

Sito dedicato a Mr. T: http://pro-t.chrunck.com/index.html

Shopaholic on line

venerdì, giugno 22nd, 2007

Ciao a tutte le shopaholic. La volta scorsa ci siamo lasciate stuzzicare dalle proposte on line delle più famose marche cosmetiche, ma ora è arrivato il momento di fare ciò che più ci piace: acquistare! Se si possiede una carta di credito (meglio se prepagata), è un gioco da ragazze, ma molti siti accettano anche il pagamento alla consegna della merce, magari aggiungendo pochissimi euro per l’incomodo.

Il primo sito che vi proponiamo è ormai un classico della vendita per corrispondenza: www.bottegaverde.it. Infatti Bottega Verde è nato proprio come marchio da vendersi per posta e internet ha fatto solo aggiornare la nota erboristeria. Direte voi: ma se ormai si trova un negozio a ogni angolo di strada, perché dovremmo ordinare on line? Primo, non siate egoiste e pensate a tutte quelle che non vivono in città, ma ci tengono moltissimo al look; secondo, perché ci sono sconti e offerte in continuazione in esclusiva per chi si registra al sito. Per non parlare degli omaggi (tra cui la consegna gratuita del pacco oltre i 35 euro di spesa), dei test, i concorsi e dell’asta on line per mezzo della quale si possono abbattere i prezzi dei prodotti.

Ugualmente classici sono i prodotti di Linea Mediterranea, ottimi cosmetici che contengono in tutte le formulazioni l’olio di oliva dei Fratelli Carli. Prima solo le abbonate alla consegna dell’olio (peraltro di grande qualità) potevano averli; ora basta cliccare su www.carli.com/LineaMediterranea per ordinarli tutti e poter usufruire di sconti che arrivano fino al 60%!

Interessanti e da provare sono i cosmetici di Pharma Elite, utilizzati in diverse SPA italiane e naturali al 100%. Su www.pharmaelite.it non troverete nulla riguardo il make-up, ma ottimi trattamenti per il viso e il corpo, nonché prodotti cosmeceutici e interessanti cofanetti regalo. Per le iscritte al sito, sono ovviamente previsti degli sconti.

So cosa vi state chiedendo: le marche più famose dove sono? Purtroppo per ora solo Lancôme ha un sito (dalla grafica freschissima e accattivante) che prevede la vendita on line. Su www.lancome.it si può acquistare di tutto, dalle linee viso ai profumi, dagli smalti ai solari. Oltre i 50 euro di spesa la consegna è gratuita, nel pacco si troveranno due campioni omaggio e la consegna è garantita in 2-3 giorni. Inoltre ci sono delle offerte che variano a seconda del periodo e, se si vuole fare un regalo, il pacco sarà recapitato a chi vorrete confezionato in un elegante cofanetto regalo.

In attesa che anche gli altri marchi si adeguino ai nuovi mezzi, andate su un motore di ricerca e digitate “profumeria”: vi si aprirà un mondo! Per ora vi consigliamo www.laprofumeria.com, grande varietà di prodotti e sconti interessanti, e www.lupicini.it, che tratta ottime marche, alcune anche difficili da trovare in negozio, e offre inoltre newsletter e buoni sconto agli utenti registrati. La più classica è poi su www.profumeria.com, che ha quasi tutte le marche in commercio, anche se le offerte richiedono una spesa minima piuttosto alta: 150 euro per la spedizione gratuita e 250 per avere il 5% di sconto. Il vantaggio è che ci si trova proprio tutto, anche gli spazzolini da denti. Inoltre mettono a disposizione una neglette, degli esperti on line e un forum per gli utenti registrati utilissimo per scambiarsi consigli di ogni tipo.

Shopping addicted, andate col click!

Federica Aliano

Friends – Forse non tutti sanno

venerdì, giugno 22nd, 2007

Inizialmente l’attrice Courteney Cox era stata scelta per il ruolo di Rachel ma, dopo aver letto le sceneggiature, chiese di interpretare Monica perché più vicina alla sua personalità.
 
Il personaggio di Ursula, la gemella di Phoebe, compare in un’altra sit-com americana, “Innamorati pazzi”, nei panni di una cameriera. Il collegamento è evidente nella prima serie di Friends quando Fran (Leila Kenzle) e Jamie (Helen Hunt), due personaggi di “Innamorati Pazzi”, fanno il loro ingresso nel Central Perk e scambiano Phoebe per Ursula.
 
Nei primi 6 episodi della prima stagione l’appartamento di Chandler e Joey è il numero 4, mentre quello di Monica e Rachel il 5. Successivamente vengono cambiati in 19 e 20 perché i produttori si son resi conto che, trovandosi a uno degli ultimi piani,  risultava poco probabile che i due appartamenti avessero numeri cosi bassi.
 
I titoli originali degli episodi iniziano tutti con “The One…”, ad eccezione della prima e dell’ultima puntata, che s’intitolano rispettivamente "The Pilot", e "The Last One".
 
James Michael Tyler, prima di ottenere la parte di Gunther, lavorava in un bar di Hollywood.  Inizialmente non erano previste battute per il suo personaggio.
 
Joey Tribbiani, il personaggio di Matt LeBlanc, ottiene la parte del Dottor Drake Ramoray in una soap opera chiamata “I giorni della nostra vita”. In realtà, questa soap opera esiste e vi recita il padre di Jennifer Aniston, John Aniston.
 
In Gran Bretagna il costo di uno spot pubblicitario di 30 secondi alla fine di ogni episodio di Friends ha raggiunto la cifra stellare di circa un milione di sterline: lo spazio pubblicitario più costoso nella storia della televisione inglese, fatta eccezione per i programmi sportivi.
 
I quadri presenti nel Central Perk vengono cambiati ogni 3 episodi.
 
Nell’ episodio "La principessa Leila e il bikini dorato”, i ragazzi entrano nel Central Perk e trovano altre persone sedute sul loro divano: si tratta degli autori dei vari episodi della terza serie.
 
Nell’arco di dieci stagioni Phoebe ha cantato oltre 25 canzoni originali, tra cui la famosissima “Gatto Rognoso” che ha ispirato il titolo di uno spettacolo portoghese, “Gato Fedorento".
 
Kevin Bright, oltre a dirigere alcuni episodi, si occupa della sigla della sit-com, che viene cambiata all’inizio e a metà di ogni stagione.
 
Negli ultimi mesi delle riprese di Friends, Courteney Cox era in dolce attesa ma, dal momento che il suo personaggio Monica non poteva avere figli, gli autori decisero di nascondere la sua gravidanza facendole indossare abiti più larghi.
 
Il palazzo in cui vivono i ragazzi si trova a New York nel Greenwich Village, all’incrocio tra Grove st. e Bedford st.
 
Durante la sesta stagione Courtney Cox si è sposata con David Arquette e, nella sigla iniziale del primo episodio, i nomi del cast artistico e tecnico vengono scherzosamente cambiati in: Jennifer Aniston Arquette, Lisa Kudrow Arquette, Matt LeBlanc Arquette, Matthew Perry Arquette, David Schwimmer Arquette, e persino David Crane Arquette e Marta Kauffman Arquette.

Oltre le siepi di Wisteria Lane: alla scoperta delle Casalinghe Disperate – Gabrielle Solis

giovedì, giugno 21st, 2007

Abiti firmati, gioielli di platino, auto di lusso, un marito sexy e una casa da far invidia ad un pascià: Gabrielle Solis è l’emblema di un’esistenza votata al lusso e all’eccellenza.

La sua vita sembra perfetta: i vicini la vedono fare jogging al mattino, yoga all’ora di pranzo, shopping d’alta moda nel pomeriggio, eleganti party la sera. Ma cosa si nasconde dietro il giardino ben curato della splendida Gabrielle, ex modella delle passerelle di Milano? Beh, innanzitutto un giardiniere che ha la metà dei suoi anni, e che sembra essere l’unica ancora di salvezza in una vita monotona e priva di significato. Poi c’è suo marito Carlos, con cui è perennemente in guerra: una guerra subdola e machiavellica, dove la vittoria si gioca sulla capacità di far leva sulle debolezze dell’avversario fino a metterlo ko. Sì, perché il rapporto di Gabrielle con suo marito Carlos è prima di tutto un rapporto d’affari, con delle clausole vessatorie tutt’altro che implicite. Lui le garantisce una vita agiata, e lei lo ricambia nell’unico modo che conosce: la seduzione.

Ma chi è, in realtà, questa donna così sicura di sé da gestire il suo matrimonio come se fosse un conto in banca da cui attingere a piene mani? Ma, soprattutto, questa donna è davvero così superficiale da credere che basti questo per essere felice? Si, se ci si ferma alle apparenze. Ma, scrutando con occhio attento oltre la siepe del suo giardino, scopriamo che Gabrielle ha ben altri sogni, e ben altre priorità….è solo che lei non lo sa!
Ciò che contraddistingue Gabrielle dalle altre casalinghe di Wisteria Lane, è il fatto che sia completamente inconsapevole di ciò che vuole veramente. Mentre Bree, Susan e Lynette lottano ogni giorno per avvicinarsi il più possibile alla loro personale idea di felicità (accorgendosi ogni giorno che passa di come sia difficile inseguire i propri sogni), Gabrielle è la donna che crede di aver raggiunto ciò che desiderava, e che ad un certo punto si accorge di avere sbagliato completamente strada. Ciò che  più le rende difficile questa presa di coscienza, è il fatto di aver lottato con i denti per raggiungere un tale status quo, sposando un uomo che non amava per il solo piacere di indossare una collana di diamanti, e scegliendo la sicurezza economica come fine ultimo della sua esistenza.

Cresciuta in una famiglia povera, costretta a subire le angherie di una madre snaturata e le attenzioni di un patrigno perverso, Gabrielle crede che la sua più grande paura sia quella di tornare ad essere povera. Quando ciò accade, quando a causa dell’irresponsabilità di Carlos Gabrielle rischia di perdere tutto ciò che affannosamente ha conquistato, ecco che si accorge di aver speso tutte le sue energie per inseguire la luce di un diamante, dimenticando che una semplice pietra non può colmare il vuoto dell’anima. Gabrielle inizia a guardare alla sua vita con occhi diversi, cercando delle risposte a domande che non si era mai posta prima. Forse Gabrielle deve alle sue amiche più di quanto loro possano immaginare: è attraverso la saggezza di Bree, la forza di Lynette e l’ingenuità di Susan che Gabrielle scopre infatti, giorno dopo giorno, che la condivisione è l’unica cosa che ci rende davvero liberi.

Ma in Desperate, come sappiamo, il destino ha un modo tutto suo di portare a galla ciò che si cerca ostinatamente di nascondere, sia che si tratti di un misterioso baule che riposa nelle profondità di un lago, sia che si parli di un sentimento umano assopito nei meandri del cuore. E così Gabrielle scopre la maternità con la perdita, l’amore con il senso di colpa, e la fede con la solitudine. Da questo momento in poi, comincia anche per lei la perenne ricerca di una risposta certa in un mare di incertezze. Non può lontanamente immaginare cosa il destino abbia ancora in serbo per lei, quante altre maschere ancora da calare, e quanti giorni bui da attraversare. Ma ciò che è certo, è che Gabrielle Solis ha ricominciato a sfilare. E questa volta sulla passerella della vita.     




 

Speciale Simpson – Parte 3: Lisa Simpson Vs USA

giovedì, giugno 21st, 2007

Quando esattamente ha cominciato a perdere entusiasmo per il suo lavoro?”: Questa frase sovversiva viene pronunciata dalla giovane Lisa Simpson. Una chiara accusa nei confronti della scarsa professionalità della cuoca della mensa della scuola elementare di Springfield.

Fu proprio in quel periodo che la piccola Simpson ha iniziato a manifestare i primi segni di pensiero libero, solitamente repressi dall’illuminata presidenza del direttore Seymour Skinner, ma che sono passati per lungo tempo inosservati a causa degli eccellenti voti della bambina (anche se molti pensano che il famigerato furto dei testi delle risposte degli insegnanti sia opera sua…).
Eppure Lisa Simpson è vegetariana, in parole povere non mangia piatti tipici della tradizione americana come l’hamburger, l’hotdog e soprattutto la carne di bisonte americano, vero e proprio simbolo della conquista della frontiera.
Buffalo Bill si rivolterebbe nella tomba vedendo questa ragazzina mangiare hamburger di tofu con un indostano e due inglesi (nello specifico, gli schedati coniugi Paul e Linda McCartney) sul tetto di un Jet Mart.

Ma questo forse è il problema minore. Ci sono prove schiaccianti a supporto della sua presenza attiva in una manifestazione sindacalista pro assistenza odontoiatrica davanti ai cancelli della centrale nucleare del benemerito Signor Barnes, benefattore di Springfield e uomo dalla levatura morale ineccepibile, osteggiato da Lisa per un’evidente questione economica. Barnes e Lisa erano infatti soci in una florida attività di riciclaggio dei rifiuti, fino all’inspiegabile ritiro di quest’ultima per motivi non meglio identificati che l’hanno portata a rifiutare addirittura la sua percentuale dell’azienda, un milione e mezzo di dollari (il padre, Homer, è stato ricoverato in seguito alla notizia con tre infarti contemporanei, un caso clinico che si studia ormai in tutti i testi universitari).

Vista la giovane età dell’indagata, crediamo sia ancora possibile salvarla, avendo dimostrato comunque un attaccamento alla bandiera e allo Stato dell’Unione davvero raro. Basti vedere il supporto dato al Vice-Presidente Al Gore nel comprare uno dei suoi saggi illuminati: lei e gli altri tre acquirenti hanno sicuramente una mente aperta come pochi altri.
Così come la leggenda che una cartomante abbia predetto a Lisa un futuro da primo Presidente donna degli Stati Uniti d’America non può che farci pensare che il suo senso della famiglia e, soprattutto, la sua personalissima visione del sogno americano possano essere un domani da guida agli americani del futuro.
Oltretutto, suona il sax molto meglio dell’ex presidente Clinton…

Comunque, il Bureau continuerà a tenere d’occhio Lisa Simpson, i cui geni sono stati sicuramente corrotti da quelli della nonna paterna, ecoterrorista latitante ormai da ventisette anni. Ma l’ottima educazione che le ha impartito la signora Margaret Bouvier Simpson (il cognome da nubile è lo stesso della First Lady Jackie Kennedy, e non può essere un caso) e il fatto che Homer sia stato di grande aiuto sullo Shuttle a un eroe nazionale come la barra inanimata di carbonio, ci fanno credere che questo piccolo fiore americano ritornerà in carreggiata quanto prima.

Rapporto redatto dall’Agente Fox Mulder, dopo aver conosciuto personalmente il genitore Simpson, Homer J.

Alessandro De Simone

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