Archive for agosto, 2007

Lost: sull’isola si aumenta!

venerdì, agosto 31st, 2007

Mentre noi siamo in trepidante attesa della terza, grandi novità si prospettano sull’isola di Lost per la quarta stagione americana: numerose le new entry.

Come Lance Reddick, ex interprete di The Wire e Oz, del cui personaggio, Arthur Stevens, si sa ancora poco o nulla a parte il nome.

Torna poi Harold Perrineau (Michael – nella foto), totalmente assente nella storia dall’ultima puntata della seconda stagione.

Altri ingressi nello show sono l’orientale Ken Leung, attore visto nel film X-Men: Conflitto finale e ne I Sopranos, Jeremy Davies (Salvate il soldato Ryan), che dovrebbe ricoprire un ruolo importante, Jeff Fahey (Il tagliaerbe, Grindhouse) e sembra anche la britannica Rebecca Mader (Il diavolo veste Prada e la serie Justice).

Insomma, a quanto pare l’isola è sempre più popolata!
 
LOST: L’appuntamento con la terza stagione è dal 1 Ottobre in prima serata in esclusiva su FOX.

 

Desperate Housewives – A volte ritornano

venerdì, agosto 31st, 2007

ll 30 Settembre in America parte la nuova stagione di Desperate (beati loro!). Per chi si stesse chiedendo, dopo aver visto il finale della terza, cosa succederà a Gabrielle, ecco una succosa anticipazione: riappare un vecchio e noto personaggio, a complicare ulteriormente le cose nella sua vita.

Dal quarto episodio torna John Rowland (l’attore Jesse Metcalfe), il giardiniere che è stato amante della donna nella prima stagione.

A quanto pare John, che si era sposato, ha capito che il suo matrimonio non funziona e pensa bene di ricominciare a fare la corte a Gabrielle.

Se ne vedranno delle belle!

E intanto non perdetevi il trailer della quarta stagione on line! La regia è di ‘lusso’: David La Chapelle.

 

I Simpson – Ho sentito una voce

venerdì, agosto 31st, 2007

Non c’è dubbio: uno degli ingredienti principali del successo di Homer & Co sono le straordinarie voci che sono state create per i personaggi. In Italia siamo abituati agli ormai celeberrimi Tonino Accolla, Liù Bosisio, Ilaria Stagni e Monica Ward, capaci di ricreare e, in certi casi, addirittura di migliorare le voci dell’allegra famigliola e dei tanti altri “gialli” che interpretano.

Ma non molti conoscono le voci originali e i rispettivi doppiatori, sebbene ogni appassionato dei Simpson conosca a memoria tutto il rullo dei titoli di coda.

Dan Castellaneta (in foto), ad esempio, è da anni una delle voci più ricercate dal cinema e dalla televisione americana, con all’attivo una quantità incredibile di performance. Ne I Simpson, oltre al ruolo principale di Homer, saldamente nelle sue mani da quasi vent’anni, inventa tutta una serie di caratterizzazioni, da Barney Gumble al sindaco Quimby, passando per Telespalla Mel e Willy il giardiniere.
Per tutti quelli di voi che si sono chiesti: ma com’è fatto Dan Castellaneta? Semplicissimo: basta dare un’occhiata al fortunato film americano di Gabriele Muccino, La ricerca della felicità. Il vecchio Dan interpreta il dirigente istruttore al corso di broker che segue Will Smith.

A proposito di talento, Julie Kavner, ovvero Marge Simpson, ne ha da vendere. Da trenta anni una delle migliori comiche americane, la Kavner si è fatta conoscere al grande pubblico grazie al ruolo che le fu affidato in Rhoda, una delle più fortunate serie americane degli anni Settanta, spin off del celeberrimo Mary Tyler Moore Show. Sarebbe approdata al grande cinema solo una decina d’anni dopo, ma in grande stile, grazie a Woody Allen, che la vuole per una parte di primo piano in Hannah e le sue sorelle (Allen la recluterà per ben altri cinque film).
Poi tutta una serie di caratterizzazioni di successo, tra le quali ricordiamo Forget Paris, Risvegli e, recentemente, Click, al fianco di Henry Winkler.

Ma oltre a loro due e ai ragazzi, interpretati da Nancy Cartwright e Yardley Smith, c’è un altro nome di spicco nella serie, che doppia una quantità imbarazzante di personaggi. Parliamo di Hank Azaria, uno degli attori di maggior talento della nuova Hollywood. Capace di passare senza problemi da ruoli leggeri a drammatici, Azaria è insieme ad Harry Shearer un elemento fondamentale dei Simpson: non si può fare a meno del commissario Winchester o del proprietario del negozio di fumetti, né tanto meno del bifolco Cletus Splucker.
Azaria fa parte di quel gruppo che ruota attorno a Ben Stiller, non a caso è stato interprete di Mystery Man (era il Blue Raja, maestro in posateria) e di …e alla fine arriva Polly e Palle al balzo. Ma le sue interpretazioni migliori sono probabilmente quelle di due prodotti televisivi di livello straordinario. Prima di tutto, il ruolo del consulente militare della Casa Bianca, il Prof. Groeteschele, in A prova di errore di Stephen Frears, remake del film di Sidney Lumet prodotto da George Clooney nel 1999.
E poi lo psicanalista Huff, protagonista di una delle serie più sconvolgenti della televisione americana, Huff appunto, di cui si attende la seconda stagione, nella quale Hank dimostrerà sicuramente ancora una volta il suo talento.
 
I Simpson: Scheda, gallery e news

I segreti di C.S.I. Parte I – Giocando con la definizione e la luce

venerdì, agosto 31st, 2007

Basare una serie sul lavoro di un’unità della scientifica all’epoca era qualcosa di abbastanza nuovo e, fino a quel momento, poco sfruttato. Tra i precursori c’erano stati Quincy e pochi altri (tra cui lo sfortunato ma interessante Crimini Misteriosi), che non avevano certo lasciato tracce indelebili nell’immaginario collettivo.

Oltre all’idea di partenza servivano gli attori ed il cast, che nel caso di C.S.I. era composto da un gruppo di professionisti solido ed affiatato. Le sceneggiature poi erano di ottimo livello.

Tutte caratteristiche che, ovviamente, hanno contribuito alla nascita del mito. Ma in fin dei conti, se si analizza la serie dal punto di vista strutturale, ci si trova sempre con un telefilm poliziesco incentrato su un gruppo di investigatori che devono risolvere un paio di omicidi per episodio.
E, all’epoca, c’erano già state serie Crime rivoluzionarie, come Hill Street, NYPD, Law & Order e Homicide, che avevano avvicinato il delitto alle strade ed avevano scavato nella psicologia dei loro personaggi.
Il segreto del successo di C.S.I., forse, è dovuto a qualcos’altro.

La caratteristica vincente, quella che ha colpito di più gli spettatori, forse anche ad un livello subliminale, era che, guardando solo pochi minuti dello show, se ne rimaneva come ipnotizzati.
Non si poteva non coglierne la raffinatezza visiva e il suo stile. Era un diverso modo di raccontare le storie. Aveva un look unico, dovuto ai colori, al montaggio e ad alcuni accorgimenti tecnici nel modo di girare. In sintesi, aveva un aspetto cinematografico che le altre serie non possedevano.

Il ‘trucco’, se così si può definire, fu che fin dal pilota la serie non venne girata con le usuali macchina da presa (35 mm, super 16) o in video. Si scelse di girarla in Super 35. Questa pellicola in America è utilizzata per i kolossal (True Lies e Titanic) o i documentari per il circuito Imax. A causa degli alti costi è poco utilizzata altrove, ma in realtà ha un formato doppio rispetto alla normale pellicola cinematografica ed ha anche una definizione molto migliore (quasi il doppio). La sua resa è incredibile, ma ovviamente un film così girato, per rendere al meglio, dovrebbe essere visto proiettato nelle sale Imax.

Il girato di un episodio di C.S.I. viene poi riversato in digitale (in Alta Definizione) per poter effettuare la post-produzione. In questa fase, oltre al montaggio, viene lavorata la gamma cromatica, si sgrana e si desatura per ottenere l’effetto memoria nei flashback, si accentuano e si modificano (filtrandoli) i colori dei neon dei Casinò nelle scene notturne, si aumentano le dominanti blu e rosse negli interni, si inseriscono gli effetti speciali digitali fino ad ottenere l’immagine finale.

Questo lavoro in C.S.I. si vede, eccome, ed è stato qualcosa di unico, che in tutti gli altri serial all’epoca mancava. Era forse questo il suo segreto? Oppure sono stati i C.S.I. Shots?

C.S.I. Shots: scopri cosa sono lunedì, sul nostro sito!

 

American Idol: Quando la musica è sinonimo di successo

venerdì, agosto 31st, 2007

American Idol è un programma televisivo americano di argomento musicale, basato su una competizione canora tra concorrenti precedentemente selezionati in giro per il paese, derivato dal britannico Pop Idol, nato nel 2001 e divenuto vero e proprio fenomeno di costume.

La prima edizione risale al Giugno del 2002, trasmessa sui canali FOX, e conta fino ad ora sei stagioni di incredibile successo (si stanno tenendo le audizioni per la settima). La finale della prima stagione è stata seguita da circa 50 milioni di telespettatori. Attualmente il format è stato venduto a oltre 100 nazioni al di fuori degli Stati Uniti (in Italia abbiamo avuto la versione intitolata Popstars).

Creatore dello show è Simon Fuller, ex manager della band delle Spice Girls, e produttore esecutivo dello show So You Think You Can Dance. Alla regia ci sono Bruce Gowers, regista del video dei Queen Bohemian Rapsody e dell’evento musicale Live Earth di questo anno; Nigel Lythgoe, giudice anche in So You Think You Can Dance, e Ken Warwick, ex ballerino e produttore dello show America’s Got Talent e Gladiators.

I vincitori delle precedenti stagioni sono stati:
Kelly Clarkson (tre album, tutti hit)
Ruben Studdard

Fantasia Barrino

Carrie Underwood

Taylor Hicks (il più grande)

American Idol ha ricevuto molti premi televisivi (tra cui il Teen Choice Award) e più di una nomination agli Emmy.

Nel 2006 il regista Paul Weitz (American Pie) ha realizzato una commedia, dal titolo American Dreamz, che ironizza sul programma e la sua rischiosa componente competitiva, cambiandone però il nome. Protagonisti Hugh Grant, Dennis Quaid e Mandy Moore.

Sito ufficiale del programma: http://www.americanidol.com/

American Idol: Dal 3 Settembre su Life ore 14.00.

 

Gli alieni stanno per tornare!

giovedì, agosto 30th, 2007

A breve gli alieni torneranno sulla Terra. O almeno sui canali FOX americani.

Arriva il nuovo serial fantascientifico Them, ispirato a un fumetto, il cui episodio pilota è pronto per essere lanciato nella prossima stagione televisiva USA.

David Eick, già produttore di Battlestar Galactica, è il produttore esecutivo della serie, nonché autore della sceneggiatura del pilot con John McNamara.
Regista del pilot è Jonathan Mostow (Terminator 3 e U-571).
 
Lo spunto tematico di Them è una cellula dormiente di alieni che si risveglia nel bel mezzo di Los Angeles. Per loro le emozioni umane però costituiscono un virus mortale, che  può condurli alla pazzia.

La protagonista principale in Them è Tricia Helfer, alias la Number Six di Battlestar Galactica, qui Naomi, agente governativo che indaga sulla cellula aliena.

Pronti a una nuova, emozionante invasione extraterrestre?

 

Criminal Minds – La fine di Gideon?

giovedì, agosto 30th, 2007

Tutto era iniziato in primavera con l’abbandono repentino della serie da parte di Mandy Patinkin, ed il susseguente panico da parte dei fan della serie, che avevano perso il loro beniamino. Cosa sarebbe successo? E soprattutto chi lo avrebbe sostituito al timone?

Per tutta l’estate si sono avvicendati i nomi dei possibili sostituti con cui il network era in trattativa. Nel giro di un paio di mesi sono stati candidati prima Geena Davis, poi Michael Keaton, poi Rosie O’Donnell ed infine persino Harvey Keitel.

Poi finalmente è arrivato l’annuncio ufficiale. Il sostituto di Gideon sarà l’agente italo americano David Rossi, interpretato da Joe Mantegna, che, pur essendo in pensione, decide di rientrare in pista.

L’attore feticcio di David Mamet, che lo aveva scelto come protagonista di La Casa dei Giochi e di Homicide, ha una carriera cinematografica e televisiva di tutto rispetto. Di recente lo abbiamo visto al cinema in Edmond.

Una curiosità: Joe in Usa è uno dei doppiatori storici de I Simpson. Il personaggio di Tony Ciccione ha la sua inimitabile ed incredibile voce (ascoltatelo in inglese se potete). Il mafioso ha ovviamente anche un ruolo nel film de I Simpson, in uscita in Italia a giorni.

Non rivedremo più Gideon? Niente paura, nelle prime puntate della terza stagione Patinkin dovrebbe esserci, per fare la sua ultima apparizione…

E intanto stasera alle 21.50 non perdete Senza via d’uscita, l’episodio che conclude la seconda stagione della serie.

Leggi gli altri articoli sul serial del nostro sito


Criminal Minds: La nostra scheda 
 
 

In the Motherhood

giovedì, agosto 30th, 2007

Kim, Maria, Heather: Tre ricche casalinghe annoiate alle prese con i piccoli e grandi drammi della vita quotidiana, tra figli impertinenti, algidi mariti e soufflè di patate da servire alle così dette “amiche”.

No, non stiamo parlando dell’ultima stagione della celeberrima serie Desperate Housewives, ma di un suo bizzarro clone che sta spopolando in rete.
In the Motherhood è una web-serie americana prodotta e distribuita da Microsoft, per la regia di…le mamme e le casalinghe di tutto il globo! La sceneggiatura di ogni puntata (siamo già alla quinta) si costruisce infatti grazie al contributo degli utenti iscritti che, postando in una apposita community le loro mini-sceneggiature, possono manipolare come moderni burattinai del web le tre attrici protagoniste, determinando lo sviluppo della storia fin nei minimi particolari.
Il sistema è molto semplice, e si basa sul meccanismo del “Find, Write, Vote” (Trova -l’elemento da arricchire con il tuo contributo -, scrivi, vota).

L’idea di fondo, che è poi lo spirito dell’intera serie, è quello di mettere in scena, attraverso un cast di tutto rispetto (le tre attrici se la cavano egregiamente), le esperienze vissute in prima persona dagli utenti, ironizzando sulle difficoltà e sui paradossi cui si trovano a far fronte le mamme del nuovo millennio.
Lo slogan è chiaro: by mums, for mums, about mums. Un modo originale di fare tv (o meglio, webtv), in linea con le nuove possibilità offerte dalla rete, che sempre più permette alle persone di “fare” intrattenimento, di generare contenuti.

Improvvisatevi registi, ordunque, perché In the Motherhood è solo uno dei tanti prodotti innovativi che popolano la rete. Presto, ne vedremo delle belle! 

Per chi vuole saperne di più: http://inthemotherhood.msn.com
 

24 – Il lato horror di Elisha

giovedì, agosto 30th, 2007

Dopo la commedia rosa La ragazza della porta accanto (2004), e l’horror/remake La maschera di cera (2005), Elisha Cuthbert, alias Kim, la figlia ribelle di Kiefer Sutherland in 24, torna nelle sale con un nuovo film, in uscita il 31 Agosto: Captivity, per la regia di Roland Joffé (Mission, Urla del silenzio).

Captivity è un thriller forte, disturbante, basato sulla componente psicologica. In esso Elisha è Jennifer Tree, una modella famosa in  tutta New York. Un giorno, improvvisamente, si risveglia in un letto che non è il suo e si rende conto di essere prigioniera. Ma non solo. C’è un monitor sul quale scorrono delle immagini tratte da sue vecchie interviste, mentre lei parla di sé, delle sue passioni, delle sue fobie. E, nella sua nuova prigione, Jennifer non è sola…

La Cuthbert ha ammesso di aver accettato di girare questo horror per il desiderio di lavorare con una leggenda come Roland Joffé. E intanto sono in arrivo altri tre suoi film: My Sassy Girl, The Six Wives of Henry Lefay e Cat Tale, dove presta la sua voce al personaggio d’animazione di Cleo.

In attesa della sesta stagione di 24, possiamo gustarci Elisha sui palinsesti FOX nelle repliche della prima stagione, in onda a partire dal 21 settembre in prima serata.

Il sito ufficiale del film: http://www.captivitythemovie.com
 

NCIS – Forse non tutti sanno

giovedì, agosto 30th, 2007

Le serie tv sono spesso piene di ‘Inside Jokes’, dei piccoli scherzi che vengono inseriti nei film o telefilm dagli autori, dal regista o anche dagli attori, più che altro per divertimento, senza che servano veramente né a far procedere la trama né a divertire il pubblico. Normalmente non vengono colti dai più, ma a volte sì.
N.C.I.S. è una serie tv che ne è piena.

Qualche esempio? Lo sapete che il creatore della serie, Donald P. Bellisario, è apparso in molti episodi di N.C.I.S., ma solo in fotografia? Una sua foto è, infatti, appesa nella parete dei ricercati più pericolosi del N.C.I.S..

Avete presente i titoli di testa del telefilm? La scena in cui si vede una portaerei che passa sotto il Golden Gate? È un estratto da un vecchio film del 1988, Il Presidio – Scena di un crimine. Il film raccontava di un omicidio compiuto in una base militare di San Francisco (il Presidio, appunto), e delle difficili indagini di un ispettore di polizia per infrangere il muro di omertà militare che lo circondava. Sapete chi interpretava il poliziotto? Mark Harmon, proprio il nostro Agente Speciale Gibbs.

Altri esempi circondano il simpatico Agente DiNozzo, Michael Weatherly (nella foto). Il suo personaggio è un fan dei vecchi telefilm degli anni ’80, soprattutto di Airwolf (1984) e Magnum P.I. (1980). Indovinate chi ha creato entrambe le serie? Vi diamo un indizio. Il suo nome inizia per Donald P.…

In un episodio poi DiNozzo afferma che una donna è carina ma “non è certo Jessica Alba”. Michael Weatherly, non solo ha girato Dark Angel al fianco della Alba, ma ne è stato anche, per un certo periodo, il fidanzato.

Un ultimo esempio, che mostra quanto a volte i confini tra la realtà e la fantasia degli sceneggiatori siano molto labili, è rappresentato dal fatto che DiNozzo, quando aveva 12 anni, è stato diseredato dal ricco padre: Michael Weatherly ha subito lo stesso destino da parte del suo ricco padre, quando ha deciso di voler fare l’attore.

Un ultima notizia riguarda un dialogo tra Kate Todd (Sasha Alexander) e Gibbs. Lei gli chiede notizie di Ducky (David McCallum), di come fosse da giovane. Lui le risponde che assomigliava a “Illya Kuryakin.”
David McCallum aveva interpretato davvero Kuryakin in una mitica serie di spionaggio degli anni Sessanta: The Man from U.N.C.L.E.!

I Simpson – David Silverman

mercoledì, agosto 29th, 2007

Produttore, regista, supervisore del settore animazione, una volta anche doppiatore: Signore e Signori, ecco a voi David Silverman.

Nato a New York, nel 1957, e cresciuto nel Maryland, Silverman ha iniziato ad appassionarsi al mondo dell’animazione a sei anni. Più grande, giocava insieme ai suoi amici a realizzare filmati animati e dal vivo, su pellicole Super 8.

In seguito Silverman decide di studiare animazione e cinematografia alla UCLA, mentre lavora contemporaneamente come illustratore di cartoni. Dopo aver conseguito il Master of Fine Arts alla UCLA, nel 1983,  lavora  come Assistant Character Designer per un paio di programmi del sabato mattina, Turbo Team e The Adventures of Mr T. In seguito fa il regista presso la Laser Media, e infine approda al cinema, partecipando al film con Demi Moore Una folle estate, che comprendeva dieci minuti di animazione.

Silverman, insieme al suo amico animatore Wes Archer, aveva lavorato in passato alla Klasky-Csupo, la società di animazione che si era aggiudicata il contratto per i corti de I Simpson per il The Tracey Ullman Show. Nel 1987 i due amici e colleghi iniziano a disegnare gli spot animati della durata di trenta  secondi con i personaggi di Matt Groening.
Nel 1990 I Simpson debuttano in prima serata su FOX. Silverman dirige i titoli principali e cinque dei tredici episodi della prima stagione, compreso lo speciale di Natale. Viene nominato Supervising Director e due anni dopo, nel ’92, producer.

Oltre a I Simpson, una delle maggiori soddisfazioni professionali di Silverman è la collaborazione con la DreamWorks, per la quale ha diretto alcune sequenze del film La strada per El Dorado (2000), e la partecipazione come co-regista al lungometraggio della Pixar MONSTERS & CO..
 
Inoltre è stato consulente alla sceneggiatura ne L’Era glaciale di Chris Wedge, e  consulente per Robots, sempre di Chris Wedge, e Looney Tunes: Back in Action, film della Warner Bros.

Adesso Silverman si è cimentato nella regia del primo film su I Simpson, già uscito nelle sale americane a Luglio e in arrivo il 14 Settembre da noi.

Un’ultima curiosità su di lui: suona la tuba e si è anche esibito in trasmissioni tv e in festival come quello di Burning Man nel Nevada.

Niente male per un uomo che ha appena compiuto il mezzo secolo, voi che ne dite?

I Simpson: Se avete dubbi su quanto ci piacciano andate qui!

 

Big Love – Non c’è due senza tre

mercoledì, agosto 29th, 2007

Big Love, il serial sulla poligamia, ha avuto l’ok ufficiale per la terza stagione, 12 episodi in totale.

Bill Henrickson e le sue tre mogli quindi continueranno a farci compagnia in tv, nonostante i problemi di ascolto attraversati. In effetti, nel passaggio dal primo al secondo ciclo, vi è stato un evidente calo di audience negli States. 
Nonostante ciò Big Love ha ottenuto comunque il supporto da parte del HBO, che la considera una delle  sue serie di punta.

Big Love: vai alla scheda e segui gli episodi su Life

 

Eureka – Quando le icone nascono negli anni ’80 parte II

mercoledì, agosto 29th, 2007

Il fantasy è di casa ad Eureka: è scritto anche nel Dna di alcuni dei suoi interpreti.

Matt Frewer è divenuto negli anni Ottanta l’icona per eccellenza della fantascienza, con una serie tv innovativa e profetica.
Per il mondo lui era Max Headroom. Il personaggio nasceva come protagonista di un talk show di Channel 4, ed era stato lanciato come il primo presentatore virtuale della storia, ma in realtà era interpretato da Matt Frewer, ricoperto totalmente da un pesante make – up (gli effetti digitali erano più che altro utilizzati per gli sfondi).

Lo show ebbe successo, ed i suoi creatori si guadagnarono la possibilità di realizzare un tv movie di un’ora per raccontarne le origini.
Il pilota è ambientato in un futuro apocalittico dominato dalle multinazionali e dai network televisivi. Il protagonista è Edison Carter, un reporter d’assalto che, a seguito di un’indagine, scopre il coinvolgimento del suo network nell’invenzione e trasmissione di una pubblicità subliminale superpotente, responsabile della morte di un’alta percentuale di spettatori. Nel tentativo di portare al sicuro le prove, e di fuggire dagli sgherri dell’organizzazione, Edison subisce un incidente. Il network lo crede morto e scarica la sua mente per rimpiazzarlo con un doppio virtuale. Ma la sua replica, modificata dal download, assume una propria personalità ed una nuova identità, quella di Max Headroom: un essere virtuale con la capacità di muoversi nella rete, dai Pc alle tv.
Max aiuta Edison a concludere le sue indagini.

La ABC, come spesso avviene con le serie inglesi di successo, decise di produrre un remake americano del pilota direttamente sotto forma di serie tv. Max Headroom visse solo due stagioni. Probabilmente era troppo avanti per i suoi tempi. Nel corso di quei due anni anticipò ed influenzò la letteratura fantastica (tra i suoi fan annoverava anche William Gibson).

Matt da allora ne ha fatta di strada, ha proseguito nel fantasy, sia in diverse serie televisive (tra le tante Psi Factor e Taken) che al cinema (Il tagliaerbe 2 e L’alba dei morti viventi). È anche uno degli attori più legati al nome di Stephen King, avendo preso parte negli ultimi anni agli adattamenti di Desperation, Riding the Bullet e L’ombra dello scorpione.
Ma per chi lo ha conosciuto negli anni ’80 rimarrà sempre Max Headroom.
 
 La parte I

Diana. Storia di una principessa

mercoledì, agosto 29th, 2007

Il 31 Agosto del 1997 muore tragicamente la principessa Diana, conosciuta anche universalmente con il nominativo di Lady D.

FoxLife, in occasione dell’anniversario dell’evento, trasmette giovedì 30 Agosto, sui suoi canali, uno speciale diviso in due parti, dal titolo Diana. Storia di una principessa. L’appuntamento è alle ore 15.40 con la prima parte e, a seguire, alle 16.35 con la seconda.

Diana, vero nome Diana Frances Mountbatten-Windsor Spencer, nata da un’antica e nobile famiglia inglese, è stata la prima moglie del Principe di Galles Carlo, molto amata dal suo popolo, soprattutto per il suo notevole impegno sociale.
I due si sono sposati nel 1981 e sono rimasti uniti fino al 1996, quando hanno divorziato. La causa del divorzio è nota a tutti: l’altra donna di Carlo, Camilla Parker – Bowles, ora sua moglie. Insieme hanno avuto due figli, William, l’erede al trono, ed Henry.

Il 31 agosto del 1997 Diana rimane vittima di un misterioso incidente automobilistico a Parigi, insieme al suo attuale compagno, il miliardario arabo Dodi al-Fayed. La loro Mercedes si schianta sul tredicesimo pilastro della galleria dell’Alma, l’autista muore.
Sulla sua morte viene aperta un’inchiesta e tuttora esistono numerose, diverse ipotesi, dal complotto al crudele destino avverso passando per una possibile gravidanza di lei.

Lady D è divenuta un vero e proprio fenomeno mediatico, i suoi funerali sono stati trasmessi da tutte le televisioni del mondo, il musicista Elton John le ha dedicato una canzone e, in occasione del 10° anniversario dalla sua scomparsa, i figli hanno organizzato una messa speciale presso Buckingham Palace.

L’anno scorso il regista Stephen Frears ha diretto un film molto apprezzato sulle conseguenze della sua morte nel Regno Unito, in particolar modo sulla Famiglia Reale e la Regina: The Queen, che ha regalato la Coppa Volpi al Festival di Venezia e l’Oscar agli Academy Awards alla sua protagonista, Helen Mirren.

Diana. Storia di una principessa è su Life il 30 Agosto

 

DVD – La stagione 6 di Stargate SG – 1

mercoledì, agosto 29th, 2007

Dal 29 Agosto la 20th Century Fox Home Entertainment distribuisce la sesta stagione completa della serie fantascientifica Stargate SG 1, con 22 episodi inclusi ed abbondanti extra allegati.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Audio:
Italiano 5.1, Francese 5.1, Inglese 5.1
Video: 16:9, 2.35:1
Sottotitoli: Francese, Olandese

CONTENUTI SPECIALI 
Prophecy: Commento del direttore William Waring, del direttore della fotografia Peter Woeste e del capo tecnico delle luci Rick Dean
Full circe: Commento del direttore Martin Wood e del direttore della fotografia Jim Menard
Galleria fotografica della stagione 7
Anteprima episodi del Volume 32
Trailer del Fan Club

Stargate: Seguilo su FOX!

 

Eureka – Quando le icone nascono negli anni ’80 parte I

martedì, agosto 28th, 2007

Il fantasy è di casa ad Eureka: è scritto anche nel Dna di alcuni dei suoi interpreti.

Prendiamo ad esempio Joe Morton e Matt Frewer, due volti noti all’appassionato del fantastico già dai lontani anni Ottanta.

Il primo ha infatti interpretato uno dei film sci-fi più apprezzati del periodo, Fratello da un altro pianeta, un bizzarro ed originale cult movie diretto da John Sayles, regista indipendente per antonomasia. Morton ne era il protagonista, un alieno di colore che atterrava con il suo disco volante nel bel mezzo di Harlem. Il film era un apologo sul razzismo, pervaso da un macabro e surreale senso dell’umorismo.

Morton è un veterano dello schermo, con un centinaio di interpretazioni all’attivo tra cinema e televisione. Ha esordito nel 1970 in un episodio dell’originale Mission Impossibile, ed il suo amore per il fantastico traspare nelle sue scelte.
Lo abbiamo visto anche in Terminator 2, La moglie dell’astronauta, Le verità nascoste, Dragonfly – Il segno della libellula, Paycheck, Stealth ed in tv in Smallville ed X-Files.

Una curiosità: in Extralunati, un vecchio film a basso budget, interpreta lo sceriffo di un paesino che deve vedersela con una minaccia aliena. Avrà dato dei suggerimenti a Colin Ferguson per il ruolo?

A domani per la parte II

EUREKA: Ogni sabato sera su FOX

E.R. – Il cuore troppo sensibile di John Carter

martedì, agosto 28th, 2007

John Carter, nella prima puntata di ER, è un inesperto tirocinante di chirurgia; dieci anni dopo riceve dal Dott. Greene l’investitura come nuovo leader dell’Emergency Room, con le parole “Ora sei tu a condurre il gioco”.
La stessa frase fu detta a Greene nella prima puntata. Carter ne ha fatta di strada, maturando professionalmente e umanamente, ma non senza sofferenze.

Carter è segnato da un difficile quadro familiare, con alle spalle una dinastia di ricchi, che non condivide la sua scelta professionale: una madre anaffettiva, un fratello morto di leucemia e un cugino tossicodipendente, che John cerca senza successo di aiutare.
Il costante confronto con i propri problemi personali, insieme alla disponibilità umana che John ha come medico, ne hanno fatto uno dei protagonisti più amati della serie. Forse proprio per questo gli autori hanno voluto accanirsi su di lui, impedendogli di trovare un felice sbocco sentimentale.
Sempre un po’ timido e impacciato con le donne, Carter non ha mai avuto vita facile, spesso subendo la concorrenza di un seduttore nato come il Dott. Ross. Sempre in bilico tra amore e amicizia, Carter non ha relazioni durature, forse perché troppo indeciso, forse perché troppo impegnato con il lavoro, ma anche perché è molto introverso e difficile da capire.

La prima storia di John è con un’altra tirocinante, nella seconda stagione, l’intrigante Harper, che però gli preferisce (appunto) il sensuale Doug Ross.
Sembrerebbe che John si innamori sempre delle donne sbagliate, come la Dott.ssa Keaton, chirurgo pediatrico, apertamente in competizione con Benton, il capo di Carter. La relazione, già difficile, finisce con la partenza della donna per una missione umanitaria in Pakistan, quasi un indizio delle future scelte di John.
In seguito ha un vero colpo di fulmine per la solare Dott.ssa Anna Del Amico (Maria Bello), ma di nuovo il fascino della Dott.ssa fa prudere il naso del Dott. Ross che, prima di tornare definitivamente con Carol, si concede con lei un’avventura. Carter diventa soprattutto il confidente di Anna, che alla fine torna con il suo ex marito.
Più che una storia, è un’intensa amicizia anche il rapporto con Lucy Knight, studentessa più giovane di Carter, con il quale lui ha un atteggiamento protettivo. Un evento tragico mette fine al loro rapporto: Lucy viene pugnalata da uno psicopatico e muore; Carter in seguito avrà un periodo di forte depressione, in cui cadrà vittima anche dell’abuso di droghe.
Durante questo periodo di difficoltà, John conosce una donna che sarà per lui fondamentale: Abby Lockhart, infermiera dell’ospedale. Tra loro c’è da subito una buona alchimia, ma per lungo tempo rimangono solo amici. Quando finalmente decidono di mettersi insieme, i problemi legati alle loro famiglie prevalgono: Abby deve affrontare la malattia mentale di suo fratello e John si trova davanti al lutto per la scomparsa dell’unico membro della sua famiglia cui si sentiva vicino, la nonna. La loro storia si interrompe bruscamente con la partenza di Carter per l’Africa, in soccorso di Luka.
Carter non tornerà dall’Africa e lascerà a Luka una lettera per Abby, dove scrive: “Stare qui mi ha cambiato come mai avrei immaginato. Ora vedo tutto nella giusta prospettiva. L’ospedale, la morte della nonna, tu. Beh, tu ed io. Abbiamo dovuto lavorare con fatica su ogni cosa. Troppa fatica, capisci? Quando penso all’ultimo anno insieme, tutto appare confuso. In Congo, invece, è tutto molto chiaro. La gente soffre. Io posso aiutarla. Ha bisogno di me. Tu invece no. Sei molto più forte di quanto tu pensi. Non hai bisogno di me, Abby, e forse non ne hai mai avuto. Sappiamo entrambi che ce la caviamo meglio da soli.

A molti fan sarà sembrata una decisione avventata, e la mancanza di Carter nel serial si sente; ma si tratta solo di una pausa, per permettere all’attore Noah Wyle di intraprendere la carriera di papà. John tornerà dal Congo, e con un nuovo amore, forse finalmente quello vero…

ER: Segui gli episodi su Life

C.S.I. – Grissom salvato dai Canadesi?

martedì, agosto 28th, 2007

C.S.I. è un acronimo ormai noto ovunque. Le squadre investigative delle tre serie raggiungono ogni settimana più di due miliardi di spettatori sparsi per il mondo. Ma sapete che all’epoca non si era per niente sicuri che il programma sarebbe stato un successo? Si è perfino rischiato che non venisse mai realizzato, e se la serie è andata in onda lo dobbiamo solo ai canadesi.

Bisogna fare un salto indietro, alla fine degli anni ’90: il primo C.S.I., quello di Las Vegas, era in cantiere, e doveva essere prodotto dalla CBS in collaborazione con la Disney’s Touchstone Television.

Il problema erano i costi e, anche se la serie non era la più costosa ad essere prodotta in quel periodo, aveva sempre un budget che si aggirava intorno ai due milioni di dollari a puntata.
La CBS non aveva intenzione di investire più di un milione e duecentomila dollari per la messa in onda in Usa, ed avrebbe tenuto per sé i diritti delle repliche e la successiva syndacation americana.
La Disney avrebbe dovuto gestire ed incassare le vendite nel resto del mondo, ma aveva paura di non riuscire a rientrare della spesa, rischiando di chiudere l’anno con una perdita secca di una decina di milioni di dollari.
Dopo aver tergiversato per un po’ alla fine la Disney si fece da parte, ed il progetto venne congelato. I produttori iniziarono il giro degli altri studi.

Fu prima offerto alla Paramount, poi alla Warner Brothers ed infine anche alla Twentieth Century Fox, ma tutti, dopo aver valutato i rischi, si fecero da parte.

Quando le speranze di vedere C.S.I. sul piccolo schermo sembravano quasi esaurirsi si fece avanti una compagnia canadese, la Alliance Atlantis. La società era in attività da diversi anni, aveva una buona rete di clienti in tutto il mondo, aveva già prodotto alcune serie tv con discreti risultati (ad esempio Once a Thief di John Woo) e se la sentì di rischiare.
La serie venne prodotta e la società canadese riuscì a battere tutti i record precedenti di vendite all’estero già alla fine della prima stagione di C.S.I. – Las Vegas.

Il resto è storia…

 

Brothers & Sisters – La moglie del senatore ha un volto!

martedì, agosto 28th, 2007

Durante la prima stagione di Brothers & Sisters, andata in onda su FoxLife, ed attualmente in replica, si è spesso sentito parlare di lei: la moglie, separata, del senatore Bob McAllister (Rob Lowe).

Ora la signora McAllister avrà finalmente un volto, quello di Marin Hinkle, attrice originaria della Tanzania, nota per la sua interpretazione del personaggio di Judith Harper nella sitcom Due uomini e mezzo.

La Hinkle sarà Courtney McAllister in un solo episodio della seconda stagione, ma sembra ci siano forti possibilità che il suo diventi un ruolo fisso.

E intanto lei ha girato l’ultima pellicola di Barry Levinson, What Just Happened?, in compagnia di un ricco cast: Robert De Niro, Bruce Willis, Sean Penn, Stanley Tucci e John Turturro.

 

Star – Donald P. Bellisario

martedì, agosto 28th, 2007

Il creatore di Jag – Avvocati in divisa e di NCIS è nato nel 1935 a Cokeburg, in Pennsylvania.
Nel 1955 si arruola nei Marines e vi rimane fino al congedo nel 1959, con il grado di Sergente ed una medaglia per buona condotta.
Un’esperienza che lo segnerà profondamente e che ritornerà in molti dei suoi personaggi: da Magnum P.I., che è un veterano della guerra del Vietnam, al Comandante della Marina Harmon “Harm” Rabb Jr. di JAG, fino a Leroy Jethro Gibbs di NCIS, che è un ex Sergente del Corpo dei Marines.

Bellisario si trasferisce ad Hollywood per divenire scrittore, dopo aver lavorato, per ben quindici anni, prima come copywriter e poi come direttore creativo in un’agenzia pubblicitaria.
A Los Angeles ha la fortuna di lavorare con personaggi come Glen A. Larson e Stephen J. Cannell. Collabora in produzioni di rilievo come Kojak e l’originale Battlestar Galactica e apprende alcuni trucchi del mestiere, come quello di lavorare sempre con lo stesso numero ristretto di attori.

Nel 1980, Magnum PI, con i suoi 150 episodi, lo lancia nell’olimpo dei produttori. Al fortunato detective privato segue un altro grande successo, con i quasi 100 episodi di Quantum Leap ed i suoi viaggi nel tempo.
Poco dopo è la volta di JAG e poi di NCIS.

Per i suoi telefilm ha spesso dichiarato che preferisce seguire il personaggio, la sua evoluzione e le sue caratteristiche, piuttosto che la storia ed i colpi di scena, e di amare le situazioni comiche anche all’interno di eventi drammatici.

Donald Bellisario ha avuto quattro mogli e sette figli, tra cui Michael Bellisario, che ha ricoperto il ruolo di Michael Roberts in JAG e quello di Charles ‘Chip’ Sterling in NCIS. Invece Troian Bellisario, sua figlia, interpreta Sarah McGee in NCIS.

Una curiosità su NCIS: Il suono che si sente all’inizio e alla fine di ogni atto, quando la scena diventa in bianco e nero, è prodotto da Donald P. Bellisario in persona, in un microfono. Voleva che ci fosse un segnale caratteristico che designasse la cesura dei singoli atti dello show e, dopo aver provato con alcuni effetti che non lo avevano soddisfatto, decise d’inciderselo da sé.

Anche se Don lascerà NCIS con la prossima stagione, per noi la serie rimarrà sempre legata a lui.