Dubito che riuscirò mai a dimenticare Erik Estrada in pantaloni a zampa, e camicia rosso/rosa con pailettes, che si agita su un palcoscenico cantando (alla peggio) “Celebration” dei Kool & The Gang. Ovviamente si tratta di un episodio dei CHiPs. E se di quell’episodio vi ricordate altro, oltre ai movimenti di bacino di Estrada, scrivetemi perché pretendo di sottoporvi alla macchina della verità.
Frank “Ponch” Poncherello (Erik Estrada, nominato ai Golden Globe per il ruolo) e Jon Baker (Larry Wilcox, produttore del film tv che “riportò in vita” i CHiPs nel 1998) hanno indubbiamente segnato un’epoca. Le uniformi aderenti (spulciate i forum di Chips Online: cercare per credere!), i modi gentili ma risoluti, i dialoghi senza fronzoli e la grande attenzione per il lato action del lavoro della polizia stradale sono solo alcuni degli elementi che hanno consacrato il successo della serie.
Fra ubriachi al volante, ladri o rapitori in fuga e vecchie signore con i riflessi non proprio brillanti, ogni giorno i nostri eroi avevano un bel da fare. E prendevano il loro lavoro molto sul serio: entrambi i protagonisti insistevano per ricorrere il meno possibile alle controfigure. Tanto che Estrada finì in ospedale per essersi ferito durante le riprese di un incidente. E nemmeno da lì riuscirono a farlo stare tranquillo: l’attore insisteva per girare almeno le scene che lo riprendevano in primo piano!
Una bella dedizione al lavoro, non c’è che dire. E anche un gran coraggio, visti i rischi del mestiere…
Nel ’77, anno d’esordio della serie creata da Rick Rosner, la computer graphic non esisteva. Nessuno si sognava di poter dar vita a spettacolari incidenti senza muovere un dito… Se non quello sul pulsante del mouse. Ecco perché i CHiPs colpirono subito il pubblico: gli incidenti, gli inseguimenti e le esplosioni erano veri. Veri quanto possono esserlo le acrobazie degli stuntmen e le ricostruzioni di esplosioni in miniatura, naturalmente.
Il budget medio di ogni episodio, poi, non era molto alto: ai tempi la troupe si poteva scordare i 3-5 milioni di dollari a puntata raggiunti da alcune produzioni contemporanee. I soldi erano pochi e bisognava usarli al meglio, cosa che i produttori dei CHiPs hanno fatto: a distanza di 30 anni, la maggior parte delle sequenze d’azione risultano ancora ben realizzate.
Certo, i dialoghi oramai suonano un po’ didascalici, perché gli sceneggiatori di servivano di Jon e Ponch per lanciare continui moniti agli spettatori (mai bere prima di mettersi al volante, mai superare il limite di velocità…). Tutti avvertimenti giustissimi, che oggi però si potrebbero inserire in maniera più indiretta.
Ma a noi che con Jon e Ponch ci siamo cresciuti non importa. I CHiPs furono fra i primi ad occuparsi seriamente dei pericoli per gli automobilisti.
Per un “semplice” telefilm della fine degli anni ’70, vi pare poco?
Chiara Poli
I CHIPs sono su FX
Dove posso trovare la replica della divisa di Frank “Ponch” Poncherello??????