Morale del primo episodio di ieri sera: la mamma ha sempre ragione. Un piccolo Hurley dice al padre, che gli offre una tavoletta di cioccolato, che la mamma non vuole che ne mangi. Vent’anni dopo, capiamo che Hurley ha un po’ esagerato con le merendine. Appunto: aveva ragione la mamma.
È incredibile come anche “piccolezze” come queste riescano ad emergere dal mare di emozioni che ci travolge ad ogni nuovo episodio di Lost (a proposito, consiglio: se c’è un labrador nei paraggi – ovvero un cane da riporto – è consigliabile nascondere bene i cadaveri. Possedendo io stessa un labrador, spero vivamente di non ricevere mai in “regalo” dal mio cane un macabro reperto, come quello portato da Vincent…).
Ma passiamo alle cose serie. Tema dell’episodio su Hurley: la rivincita. E la sfortuna, ovviamente, che si lega al destino. Sfortuna = destino + eventi spiacevoli. Un’equazione assai semplice da verificare, almeno per Hurley. Che cerca disperatamente di cancellare gli eventi negativi che l’hanno colpito prendendosi una rivincita sul destino. «A me è un po’ che gira male, mi ci vuole una vittoria» dice. E ancora, mentre aspetta di scoprire se si schianterà insieme a Charlie con il furgoncino trovato nella giungla: «Te la crei, la fortuna».
E forse è vero: Hurley la spunta. Ma allora dov’è finito il destino inesorabile che governa l’intero universo di Lost? Da nessuna parte: è ancora lì, ben saldo. Ma una vittoria ogni tanto, un piccolo “lieto fine”, rientra nei piani del destino stesso… In un gioco un po’ sadico, a dir la verità.
Perché due secondi dopo esserci rilassati per la ritrovata fiducia di Hurley, il diabolico trio (J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber) ci riporta all’ordine. Nel secondo episodio, quello che ci racconta un altro tassello del complesso – e drammatico – passato di Sayid, la speranza finisce… in fumo. Letteralmente. Sayid, Kate e Locke (accompagnati dalla Rousseau) raggiungono la stazione Fiamma del progetto Dharma. Dove un certo Mikhail, dopo aver prima ferito e poi medicato Sayid, sostiene di essere l’ultimo superstite del progetto. Mentendo: è uno degli Altri, e insieme a lui c’è Bea (l’avevamo vista al “finto villaggio” degli Altri, mentre interrogava Michael).
E non è finita qui: Locke non resiste alla tentazione di giocare a scacchi contro il computer di Mikhail. Batte la macchina e come “premio” ottiene accesso ad un filmato con lo scienziato del progetto Dharma, protagonista di tutti i filmati d’orientamento. Lo scienziato dà a Locke alcune indicazioni sui tasti da premere per comunicare con il mondo esterno. Ma i mezzi di comunicazione sono tutti fuori uso. Così, Locke sceglie un’altra combinazione di tasti: quella da premere in caso di incursione nemica. Locke, al contrario di Sayid e Kate, non sa che la stazione Fiamma è minata… Ma lo scoprirà poco dopo.
Il che significa che tutta la preziosa attrezzatura di Fiamma non tornerà utile ai nostri eroi. Senza contare la delusione per aver creduto (ma siamo sinceri: io non ci ho creduto nemmeno per un attimo, voi?) alle parole di Mikhail, illudendoci di ottenere informazioni sul progetto Dharma e gli Altri. Macché. Gli interrogativi sono addirittura aumentati. Fortunatamente, a distrarci da questa nuova ondata di domande ancora senza risposte, ci pensa un episodio fra i più intensi visti fino a questo momento. Un episodio incentrato sul tema del passato, dal quale non c’è modo di nascondersi. Quello che abbiamo fatto non si può cancellare. Mai.
La sequenza in cui Amira si confronta con il suo torturatore, Sayid, in un flashback che ricorda l’incontro-scontro fra Ben Kingsley e Sigourney Weaver ne La morte e la fanciulla, è una delle più coinvolgenti di tutta la serie.
Dopo aver negato in ogni modo di essere responsabile delle torture subite dalla donna, Sayid crolla e si lascia andare ad un pianto liberatorio, confessando la verità. E dimostrandoci, ancora una volta, come Lost e i suoi protagonisti non finiscano mai di sorprenderci…
Chiara Poli
CURIOSITÀ
Il nome del nuovo personaggio, il guardiano della stagione Fiamma, Mikhail, deriva da quello del rivoluzionario russo Mikhail Bakunin, considerato il padre del movimento anarchico. Mikhail è interpretato da Andrew Divoff (Interceptor, Alias, Air Force One)
Il gatto di Mikhail si chiama Nadia, come la ginnasta Nadia Comaneci, vincitrice di 5 medaglie d’oro alle Olimpiadi e “idolo” di Mikhail (almeno secondo quanto sostiene lo stesso Mikhail, prima di svelare la propria identità). Ma Nadia è anche il nome della donna amata da Sayid, la cui storia ci viene raccontata nelle stagioni precedenti.
Tricia Tanaka, la reporter che intervista Hurley e resta uccisa nel suo locale (colpito da un meteorite), è interpretata da Sung Hi Lee, attrice sudcoreana nota per il numero “record” di apparizioni su Playboy (oltre una dozzina in poco più di 5 anni)
L’appuntamento con Lost è fissato, come sempre, per lunedì prossimo. E promette nuove, spettacolari evoluzioni: vi basterà dare un’occhiata agli esclusivi video/indizi per prepararvi a rivedere Jack, a scoprire un’altra parte del passato di Locke e ad incontrare di nuovo gli Altri…