Archive for novembre, 2007

Speciale Lost – Anime perdute: Locke

venerdì, novembre 30th, 2007

Che John Locke avesse qualcosa di profondamente diverso da tutti gli altri sopravvissuti al disastro aereo, lo si era intuito fin dai suoi primi giorni sull’isola quando, a discapito della tragedia che si consumava intorno a lui, spendeva il suo tempo a meditare, rivolto verso il mare, lo sguardo assorto oltre la linea dell’orizzonte.

Nelle parole del grande filosofo inglese (con cui Locke ha in comune ben più del semplice nome), “ogni uomo, alla nascita, è una tabula rasa”: una creatura vuota, su cui il destino traccia giorno per giorno il suo disegno. Come una grande Dea, l’isola dona a Locke il più incredibile dei miracoli: (continua…)

Le novità di Dicembre su Fx Mobile

venerdì, novembre 30th, 2007

Dicembre all’insegna dello sport e dell’agonismo su FX Mobile.
 
Dal 4 dicembre, il martedì alle 15.00 (e in replica il venerdì alle 13.30), torna il reality di successo Football Icon (in italiano La Star del Pallone), la seconda stagione.

L’obiettivo dello show è, come nella prima stagione, scoprire nuovi talenti sportivi, mostrare come si allenano e sono selezionate le nuove leve del calcio. In palio un contratto da professionisti con il prestigioso Chelsea Football Club. I pretendenti saranno sottoposti a test, prove atletiche e lezioni di tattica e, ogni settimana, vi sarà un’eliminazione. Fino a quando ne rimarranno soltanto tre.
Al termine José Mourinho, famoso allenatore del Chelsea, designerà il vincitore, che coronerà così il sogno della sua vita.


Appuntamento al prossimo mese!

Le novità di Dicembre su FoxOne

venerdì, novembre 30th, 2007

Ecco cosa vi offre FOXONE per l’ultimo mese dell’anno:
 
Dal 12 Dicembre, ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle ore 13.00, la Stagione 4 del criminal drama più noto e amato al mondo: C.S.I.

Gil Grissom, Catherine Willows, Warrick Brown, Nick Stokes, Sara Sidle e Jim Brass sono i componenti della squadra della Scientifica più famosa della televisione. Loro sono alla continua ricerca dei dettagli, anche i più piccoli, che permettono di dare una voce alle vittime dei crimini che si consumano dietro i dorati paraventi di casinò, night club e sale divertimento di Las Vegas…

In onda dal 5 Dicembre, il mercoledì alle 15.30, la prima Stagione dello sci-fi Battlestar Galactica.
I robot Cylon furono creati dall’uomo per rendere la vita piú facile nelle Dodici Colonie. Venne poi il giorno in cui i Cylon decisero di sterminare i loro padroni. Dopo una guerra lunga e sanguinosa, fu dichiarato un armistizio. Nessuno ha mai visto o avuto notizie dai Cylon per oltre quarant’anni… Ora sono tornati… e la battaglia ha inizio!

Dal  13 Dicembre invece torna la Cacciatrice. Ogni martedì e giovedì alle ore 13.00 in onda la sesta

Stagione di Buffy – L’ammazzavampiri.     

Dopo aver sconfitto Glory sacrificando se stessa, Buffy viene riportata in vita da Willow tramite un rituale magico. Mentre cerca di adattarsi alle ultime, sconvolgenti esperienze, la ragazza si trova di fronte a un improbabile trio di "supercattivi", composto dalle vecchie conoscenze Warren, Jonathan ed Andrew. Gli improvvisati avversari sono più pericolosi del previsto, soprattutto Warren, che scatenerà una serie di eventi rischiosi, generando un nemico inatteso…

Appuntamento al prossimo mese!

 

Ugly Betty – Giù le mani dalla mia borsa!

venerdì, novembre 30th, 2007

La settimana scorsa Ugly Betty si è concentrata sul potere positivo della moda. Christina, responsabile di guardaroba ed accessori, conserva (quasi a rischio della propria vita) un’ambitissima borsa di Gucci per Betty; la ragazza accetta di prenderla per sé, nonostante qualche senso di colpa: la borsa vale qualche migliaio di dollari, una cifra con cui la sua intera famiglia tira a campare per diverso tempo; ma i sensi di colpa svaniscono quando Betty scopre che quella borsa la fa sentire “bene”.

Ugly Betty, con le esasperazioni dei personaggi, la messa in scena dell’ossessione per il look e l’esagerazione della superficialità legata al glamour, si prende gioco del mondo della moda. Ma al tempo stesso ne evidenzia i lati positivi: una semplice borsa può rallegrare la giornata a qualcuno. Indossare un capo firmato o possedere un accessorio griffato e invidiato da tutti può addirittura accrescere l’autostima, dare sicurezza, essere di supporto in un momento difficile.

La moda è una cura per l’anima, a volte, ci dice Betty. E la chiave di lettura, come spesso accade nelle serie ben strutturate, è duplice: la nuova borsa di Betty è un “supporto” per la ragazza perché la fa sentire “speciale” e perché le ricorda un regalo ricevuto dalla madre quando era piccola. Un semplice accessorio si trasforma in un accesso diretto ai ricordi, ricordi in parte dolorosi per la perdita prematura della mamma ma anche piacevoli per il calore con cui scaldano il cuore di chi li rievoca.

Ma l’ambita borsa – che i colleghi di Betty cercano di strapparle con ogni genere di scambio – per la ragazza è preziosa anche in un altro senso. Dopo aver assaporato la gioia di essere ammirata e “corteggiata” da tutti grazie al nuovo accessorio, Betty scopre che le qualità intrinseche di un capo firmato possono aiutare… ben più concretamente. E quando i soldi per le medicine di papà sono finiti, basta proporre alla farmacista uno scambio: medicine contro borsa firmata. Betty si accontenterà di un’imitazione e potrà dirsi soddisfatta.

Morale della favola: la moda, nel suo piccolo, può far bene all’anima, sicuro. Ma può anche aiutare concretamente, trasformandosi in un modesto segno del destino, cosa che in Ugly Betty succederà spesso: un abito, un paio di scarpe, un gioiello… qualunque cosa può “capitare” a portata di Betty nel momento più opportuno. L’oggetto giusto al momento giusto. È così che Ugly Betty ci dice che la moda, in fondo, è nostra amica. Perché se è vero che gli eccessi si prendono in giro, è anche vero che in ogni ambiente la vita provvede a mettere in campo delle compensazioni.

In Ugly Betty la moda diventa il simbolo stesso dell’equilibrio naturale delle cose. Betty non è bellissima? È vero, però è intelligente, buona, sensibile. Le sue colleghe sono belle, non hanno problemi economici e non conoscono la disperazione? E allora, che siano aride di sentimenti: non sapranno mai cosa si perdono.
La moda e il suo ambiente si tramutano in strumenti di giustizia che servono a dare speranza alle donne (ma non solo) meno fortunate. A quelle magari un po’ bruttine, ma piene di mille altre qualità. E a quelle che sanno cosa è il dolore, e hanno voglia di farsi raccontare una favola a lieto fine.
Una favola in cui, alla fine, la bontà trionfi. Una favola come Ugly Betty.

CHiPs – Larry Wilcox: “l’altro” poliziotto

venerdì, novembre 30th, 2007

Sapendolo prima, probabilmente nessun attore ci avrebbe messo la firma: essere uno dei due protagonisti di una serie di incredibile successo, finendo spesso “in secondo piano”.
Jon Baker, il personaggio di Larry Wilcox in CHiPs, è come Toto Cutugno al Festival di Sanremo: l’eterno secondo. Certo, con uno come Erik Estrada ad interpretare Frank Poncherello, era abbastanza facile vivere di luce riflessa. Fatto che senza alcun dubbio avrebbe spinto molti altri attori a dare forfait. Molti altri, ma non lui. Non Larry Wilcox…

Probabilmente perché al contrario di diversi suoi colleghi, Larry Wilcox – nato a San Diego nel 1947 – ha avuto un’infanzia che non si può definire esattamente “felice”. Suo padre lasciò la moglie e i quattro figli quando Larry era appena nato e morì poco più tardi, subito dopo aver ottenuto il divorzio. La signora Wilcox, chiaramente in difficoltà (tirar su quattro bambini da sola, dovendo anche lavorare, non è cosa da tutti) decise di trasferirsi nel Wyoming per appoggiarsi ad alcuni parenti.

Larry, ragazzo timido e riservato che tutti definivano molto maturo fin dall’adolescenza, impara presto ad arrangiarsi. Dopo aver svolto diversi lavori estivi, o comunque di breve durata, si iscrive al college e mentre coltiva la passione per la musica inizia a studiare anche recitazione. Interrompe gli studi per arruolarsi nel corpo dei Marines, che nel 1967 lo manda in Vietnam. Dopo un anno al fronte, dove si è guadagnato il grado di Sergente, e dopo essere rimasto ferito, Larry viene congedato e torna a casa, dove riprende gli studi.

Dopo qualche piccolo ruolo, nel 1972 entra nel cast della popolarissima serie Lassie, nel ruolo di Dale Mitchell. Inizia così a farsi strada nel mondo della tv, che lo porta a recitare in moltissime serie: da M.A.S.H. a Le strade di San Francisco, da La famiglia Partridge a Cannon. La svolta arriva nel 1977, quando Larry viene finalmente scritturato per un ruolo da protagonista: quello dell’agente Jon Baker in CHiPs.

Sul set, l’attore insiste per girare quasi tutte le scene senza l’ausilio di una controfigura, correndo grossi rischi ma riuscendo ad evitare di farsi male. E mentre diventa uno dei nuovi idoli dei teenagers, Larry è consapevole che, stagione dopo stagione, la sua popolarità diminuisce a favore dell’aumento di quella del collega Erik Estrada, che in quegli anni viene trasformato in una sorta di “idolo nazionale”. Ma la cosa non preoccupa Larry. Anche se di tanto in tanto, per via del suo noto caratteraccio, Erik finisce per coinvolgere anche il suo serafico collega in qualche disputa.

I problemi sul set di CHiPs nascono, generalmente, dalle intemperanze di Estrada. E quando non ne può proprio più, Larry decide di lasciare la serie e il suo personaggio viene sostituito. È il 1983 e Larry Wilcox è pronto a dedicarsi ad altro. Comparirà in moltissime altre serie tv (La signora in giallo, Fantasilandia, Hardcastle & McCormick, Matlock, McGyver, Mike Hammer…) prima di “riesumare” l’agente Jon Baker nei film tv prodotti dopo la conclusione di CHiPs.

Fondatore della Wilcox Productions, l’attore ha deciso di sfruttare le sua abilità manageriali (scoperte proprio in seguito alla nascita della sua casa di produzione) anche in altri campi, investendo in una casa farmaceutica e in una compagnia produttrice di software. Per dedicarsi alla numerosa famiglia (ha avuto sei figli da due dei suoi tre matrimoni) ha deciso di ritirarsi gradualmente dalla scena. Anche se di tanto in tanto partecipa volentieri, come guest star, a qualche episodio televisivo.

Attivamente impegnato sul fronte sociale (è stato testimonial per diverse associazioni promotrici della ricerca medica), Larry Wilcox ha dimostrato come anche le esperienze più drammatiche (come la guerra) possano essere “riscattate” da ottimismo, fiducia e tanta voglia di rimboccarsi le maniche. Rimanendo fedeli alle proprie origini e mantenendo sempre i piedi ben saldi per terra. Anche quando si ottiene il successo sfrecciando ad alta velocità sulle autostrade della California…

Fonti:
Imdb
Incredible People

Numb3rs – Rob Morrow: un uomo e un attore da ammirare

venerdì, novembre 30th, 2007

Spero che siate fra i fortunati che hanno avuto modo di vedere Un medico tra gli orsi (Northern Exposure), deliziosa serie degli anni ’90 sulla storia di un medico newyorkese, Joel Fleischman, che per contratto deve esercitare la professione medica in Alaska per un certo periodo. E che, dopo lo sconvolgimento iniziale per essere finito nella cittadina di Cicely – che a uno di New York appare come il risultato di un viaggio indietro nel tempo – finisce per non volersene più andare.

Ad interpretare Joel c’era lui: Rob Morrow, realmente originario di New York (ma dello Stato, non della città: è nato a New Rochelle il 21 settembre 1962) e amatissimo dai fans delle serie tv. Che possono ricordare la sua prima apparizione in tv, in un episodio di Saranno famosi. Seguita dall’arrivo al Saturday Night Live, dal ruolo di protagonista in Un medico tra gli orsi e da Numb3rs, in cui l’attore interpreta, con la consueta bravura, il ruolo dell’agente dell’FBI Don Eppes.

Anche agli appassionati di cinema, però, il volto di Rob Morrow non può essere sconosciuto: l’attore ha infatti (magistralmente, aggiungerei) dato vita al personaggio di Dick Goodwin, giovane procuratore idealista, nel bellissimo Quiz Show (1994). Nel film, diretto da Robert Redford, Morrow stringe amicizia con Charles Van Doren (Ralph Fiennes) per poi scoprire che anche lui fa parte della schiera concorrenti corrotti del celebre quiz “21”.

Anche solo con Un medico tra gli orsi sul piccolo schermo e Quiz Show su quello grande, insomma, Rob Morrow avrebbe potuto dirsi soddisfatto della propria carriera. Ma l’attore, schivo per natura (si tiene accuratamente alla larga dai riflettori, cercando di preservare la propria privacy e quella di moglie e figlia), ha dato prova del proprio talento anche in altre occasioni.

Come nel caso di Maze, pellicola scritta, diretta, prodotta e interpretata dallo stesso Rob e acclamata da critica e pubblico. La storia è quella di un attore, affetto dalla sindrome di Tourette, che si innamora della fidanzata del suo migliore amico. Fra gli altri lavori di Rob Morrow per il grande schermo, vanno segnalati sicuramente anche Difesa ad oltranza (discusso film sulla pena di morte, in cui Rob è l’avvocato che tenta disperatamente di salvare la vita alla condannata Sharon Stone), Il club degli imperatori, Posizioni promettenti e The Bucket List, accanto a Morgan Freeman e Jack Nicholson.

Ma Rob Morrow non è solo un talentuoso attore: ha una vera e propria passione per la regia, soprattutto quella televisiva. E quando non è davanti alla macchina da presa, si diverte a dirigere episodi di vari telefilm (Oz, Joan of Arcadia, e lo stesso Numb3rs). Ma non è l’unica cosa con cui l’attore e regista si tiene occupato: la solidarietà ricopre un ruolo fondamentale nei suoi impegni quotidiani. Rob Morrow è infatti uno dei fondatori della troupe Naked Angels, un gruppo no-profit di attori nato nel 1986 per allestire spettacoli di beneficenza (fra gli altri membri: Ron Rifkin, Marisa Tomei e Nancy Travis). Inoltre, Rob sostiene il progetto ALS per la raccolta di fondi da destinare alla ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Rob Morrow è un attore con un curriculum di tutto rispetto. Ed è anche un regista, un attento marito, un padre affettuoso e un uomo votato ad occuparsi anche dei meno fortunati. Sapendo tutto questo, come si fa a non essere suoi fans?
Fonti:
TV Guide
Rob Morrow Official Site

Dirt – Courteney Cox: dalla commedia al gossip

giovedì, novembre 29th, 2007

Io me la ricordo così: in mezzo alla folla in delirio per il Boss, che la invita a salire sul palco a ballare con lui. Era il 1984 e lei, Courteney Bass Cox, aveva appena vent’anni. Ma le bastò quella breve apparizione nel video di Bruce Springsteen “Dancing in the Dark”, diretto nientemeno che da Brian De Palma, per rimanere impressa nella memoria dei fans del Boss. E di tutti coloro che ebbero modo di visionare il videoclip in tv…

Naturalmente, non fummo solo noi “persone comuni” a notarla: la fresca bellezza di Courteney, nata a Birmingham, Alabama, il 15 giugno del 1964, fu il “mezzo” con cui l’attrice iniziò la propria carriera. Dopo un’adolescenza difficile (il divorzio dei genitori fu un duro colpo per lei), alla popolarità a scuola (era cheerleader, membro della squadra di nuoto e campionessa di tennis) seguì il primo importante contratto come modella.

Dopo diversi servizi fotografici, qualche passerella e parecchi spot televisivi, Courteney però si stanca della moda e decide di studiare recitazione. Nel 1984 compare nella serie Così gira il mondo. L’anno successivo, trasferitasi a Los Angeles, viene scritturata per un ruolo da protagonista in Misfits of Science, storia di un gruppo di supereroi… poco cool che combattono il crimine con la scienza, più che con i muscoli. La serie viene cancellata dopo soli 16 episodi e Courteney si trova di nuovo senza lavoro. Ma per poco: nel 1987 straccia l’agguerrita concorrenza ai provini per ottenere un ruolo secondario (quello della fidanzata di Michael J. Fox) nella sit-com di culto Casa Keaton.

Dopo la chiusura di Casa Keaton nel 1989, Courteney tenta la strada del grande schermo. Ma con i film Masters of the Universe (I dominatori dell’Universo), Cocoon: il ritorno e Mr. Destiny non ottiene un grande successo. La sua carriera, insomma, sembra destinata a non decollare. Finché un ruolo secondario – e divertente – nel campione d’incassi Ace Ventura – l’acchiappanimali (il film che lancia Jim Carrey) le dona la giusta visibilità. E Courteney viene chiamata ai provini per il casting di una nuova sit-com, Friends, destinata a diventare una delle serie più amate e seguite della storia della tv.

Nel ruolo di Monica Geller, maniaca della pulizia e dell’ordine, esperta cuoca e fedele amica, Courteney Cox trascorrerà il decennio successivo. Un decennio davvero incantato, grazie ad uno strepitoso successo nel lavoro e all’incontro con l’amore: dopo una lunga relazione con Michael Keaton, l’attrice incontra David Arquette, con il quale è sposata dal 1999 e accanto al quale ha recitato nella saga cinematografica di Scream.

Dopo la fine di Friends, e dopo un ruolo da protagonista nell’interessante film Get Well Soon, Courteney Cox Arquette ha continuato a recitare per il grande e il piccolo schermo, in ruoli più o meno secondari, per potersi dedicare al marito e alla figlia. Quest’anno ha deciso di essere pronta per tornare a lavorare a tempo pieno e ha accettato il ruolo da protagonista nella nuova serie Dirt. Il ruolo di Lucy Spiller, che cancella con un deciso colpo di spugna il passato da “dolce Monica” di Courteney, procura all’attrice le lodi di tutti: pubblico e critica impazziscono per la sua interpretazione.

E Courteney Cox Arquette dimostra una volta per tutte di essere in grado di affrontare qualunque ruolo. E di saperlo fare con stile, risultando credibile: le caratteristiche di un’attrice completa, destinata a regalarci ancora tante, tante emozioni…

Fonti:
Starpulse
IMDb
DIRT: Seguilo su FoxLife ogni venerdì in seconda serata

Kyle XY – Secondo round

giovedì, novembre 29th, 2007

Il suo punto di vista non è un punto di vista qualsiasi. Kyle guarda al mondo con innocenza, ingenuità e tanta fiducia. Fiducia in un genere umano che lo ha già deluso, e che sicuramente lo deluderà ancora. Ma anche fiducia in un genere umano che gli ha dimostrato amore, affetto e comprensione. Tutte cose che ha trovato nei Trager, che lo hanno accolto come se avesse sempre fatto parte della famiglia.

Non tutti, però, sono pronti a concedere a Kyle XY il beneficio del dubbio: si tratta pur sempre di un ragazzo “strano”, dotato di un’intelligenza superiore e di incredibili abilità, ma anche pieno di segreti. Non ricorda chi sia, da dove venga, perché si sia risvegliato, nudo, in un bosco. Soprattutto, non ha idea di come possa essere legato all’omicidio di un uomo misterioso, e perché un’altrettanto misteriosa organizzazione gli dia la caccia.

Nel corso della prima stagione della serie creata da Eric Bress e J. Mackye Gruber (Blunt), Kyle (Matt Dallas) ha trovato alcuni indizi utili a tentare di rispondere alle sue stesse domande. Per esempio, ha scoperto che l’uomo che pensava gli desse la caccia forse non è proprio un “nemico”, bensì qualcuno che vuole aiutarlo. E l’uomo e la donna che affermano di essere i suoi genitori, chiedendogli di lasciare i Trager per tornare a casa con loro, mentono sulla loro identità. Kyle lo sa, ma per il bene della sua famiglia adottiva decide di seguire i falsi genitori. Chiunque gli sta vicino è destinato ad essere travolto dai suoi segreti, e Kyle vuole proteggere le persone che ama.

Il ragazzo vuole troppo bene a Nicole (Marguerite MacIntyre, The Shield), Stephen (Bruce Thomas, Birds of Prey), Lori (April Matson, Forsaken) e Josh (Jean-Luc Bilodeau, Ill Fated) per metterli in pericolo. Perché è grazie a loro che ha imparato cosa vuol dire avere qualcuno su cui contare. Ed è sempre grazie a loro che ha imparato a sviluppare dei rapporti d’amicizia, come quello con Declan (Chris Olivero, Boston Public), il ragazzo di Lori.

Vivendo insieme ai Trager, si può dire che Kyle abbia acquisito tutto ciò che lo identifica come “umano”. Ma alla fine della prima stagione il ragazzo lascia casa Trager, dirigendosi verso una destinazione ignota. E sicuramente sgradevole. Nella seconda stagione, in anteprima italiana su Fox da oggi, scopriremo dove verrà portato. E avremo ulteriori informazioni sul progetto top secret di cui Kyle fa parte. Senza contare il fatto che avremo modo di conoscere “altri come lui”, come Jessi (Jaimie Alexander, Watch Over Me), new entry della stagione che chiarirà parte del mistero attorno alla provenienza di Kyle.

Le sorprese, insomma, saranno tante. E continueranno a mescolarsi con l’analisi della natura umana che gli autori della serie conducono, mostrandoci il mondo attraverso gli occhi di Kyle. Occhi sinceri, a volte spauriti, ma anche pieni di speranza e di ottimismo. Occhi che cercano la verità sul passato, mentre si rivolgono verso un futuro fatto di un unico, semplice sogno: tornare a vivere insieme alle persone che sono diventate la sua famiglia.

Chiara Poli

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Speciale Dexter – Colazione da Dexter

giovedì, novembre 29th, 2007

Uova al tegamino, pancetta, una energetica spremuta d’arancia. Sono gli ingredienti base per una ricca colazione in perfetto stile americano. Quale modo migliore per affrontare una dura giornata di lavoro? (continua…)

Tru Calling – Nuovi giocatori, nuove sfide

giovedì, novembre 29th, 2007

Da quando c’è Jack, alleato col padre di Tru (fra i finalisti al “peggior padre televisivo della storia”), Tru Calling ha subìto un cambiamento. La dose di azione e suspense riservata ad ogni episodio è cresciuta: ora, la frenetica lotta contro il tempo di Tru, resa ancor più difficile dalla diffidenza delle future vittime, e dalla vita personale della stessa eroina (che spesso deve occuparsi della famiglia), è diventata quasi una sfida impossibile.

La dichiarazione di guerra fra Jack e Tru ha cambiato le carte in tavola. Anche perché Jack, grazie all’aiuto del padre di Tru, sembra essere sempre un passo avanti alla ragazza: ne prevede le mosse. Tru deve inventarsi soluzioni sempre più originali per salvare le persone che le hanno chiesto aiuto, mentre in gioco inizia ad esserci la sua stessa vita: Jack la fa addirittura arrestare per omicidio, in un’occasione, oltre a metterla costantemente in pericolo.

Al tempo stesso, però, si dimostra fedele a quello che considera il proprio lavoro, cioè far sì che vengano rispettati i piani del destino. Per questo, paradossalmente, Jack arriva addirittura a salvare la vita a Tru, e ad altre persone: la loro morte non era prevista, nel “giorno riavvolto” che Jack e Tru stanno rivivendo. E come non si devono salvare le persone destinate a morire, non si devono nemmeno lasciare morire le persone destinate a vivere: per Jack, alla fine tutto è una questione di equilibrio.

Il suo arrivo, e la tragica morte di Luc per colpa sua (fatto che scatena ufficialmente la guerra fra Jack e Tru), mettono in chiaro che Tru Calling costruisce la propria intera struttura sul contrasto fra Bene e Male. Tru diventa il simbolo della vita e della speranza, Jack quello della morte e dell’ineluttabilità del destino. Il gioco, quindi, diventa più difficile. Per Tru, ma anche per Jack, che deve vedersela con una ragazza determinata e disposta a sacrificare tutto, persino se stessa, pur di aiutare il prossimo. Il sacrificio, in effetti, è uno dei temi chiave della serie.

Lo dimostrano anche le nuove informazioni sul “dono” di Tru. Oltre alla tragica storia della sua famiglia (sappiamo che suo padre era come Jack, cioè aveva il compito di impedire alla madre di Tru di salvare le persone; e sappiamo che è stato proprio Richard Davies a far uccidere la moglie), siamo in possesso di nuovi dettagli. I poteri di Tru vengono tramandati a qualcun altro nel momento in cui chi li possiede viene a mancare. Normalmente si tratta di una persona vicina alla vittima: ecco perché Jack sostiene che Richard ha commesso un errore, facendo uccidere sua moglie. Secondo Jack, l’omicidio (anche quello di Tru, eventualmente) non farebbe che rimandare il problema.

Le forze del Bene hanno previsto tutto: qualcuno, che deve essere dotato della giusta determinazione e purezza di cuore, si troverà sempre “in campo” per difendere la vita. Così come ci sarà sempre qualcun altro a fare gli interessi del Male. E, mentre la tensione fra Jack e Tru cresce di episodio in episodio, non ci resta che scoprire quali altri assi nella manica si giocheranno i due “giocatori” di Tru Calling…

Chiara Poli

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Born in the U.S.A.

mercoledì, novembre 28th, 2007

Mentre continua lo sciopero degli sceneggiatori, che ormai sta mettendo in ginocchio la produzione di film, programmi e serie tv negli Stati Uniti, abbiamo di che consolarci con la notizia di tanti, interessanti progetti futuri. Come quello di J.J. Abrams, il signore dei misteri già “papà” di Alias e Lost, che fa trapelare qualche indiscrezione sul film Cloverfield (qui sul sito ufficiale potete vedere anche il trailer). In puro “stile Abrams”, in rete si sono susseguite notizie e smentite, tanto per garantire la giusta dose di mistero ai fans di J.J.

Il film (foto), girato su un set blindato (come sempre, quando c’è di mezzo Abrams), è già un culto, ancora prima della sua uscita, prevista per il prossimo 18 gennaio. Resta invece da confermare la data ufficiale (25 dicembre 2008) per il lancio del prossimo film di Star Trek, diretto sempre da J.J. Abrams. Con un cast di tutto rispetto: Winona Ryder, Ben Cross (star dell’indimenticato Momenti di gloria), Zachary Quinto (Heroes) – che interpreterà Spock – e Chris Pine (Baciati dalla sfortuna) – nei panni di Kirk. E ancora: Eric Bana (Munich), Bruce Greenwood (I, Robot), Anton Yelchin (Huff), Jennifer Morrison (Dr. House) e il mitico Leonard Nimoy (Spock nella serie classica).

Grande assente sul set, invece, William Shatner, l’interprete originale del capitano Kirk. L’attore aveva da tempo espresso delusione e incredulità (e una certa dose di risentimento) per essere stato (inspiegabilmente, in effetti) escluso dal progetto. Ora che le riprese sono in corso, fatto di cui Shatner non era nemmeno informato, l’ex capitano dell’Enterprise ha rincarato la dose. E francamente, mi chiedo perché mai non sia stata prevista almeno una sua brevissima apparizione… Fatto sta che, con o senza di lui, Star Trek XI (questo il titolo provvisorio del film) si garantisce fin da ora uno strepitoso successo.

E a proposito di grandi cast, ecco qualche indiscrezione sulle prossime “incursioni da guest star” sul piccolo schermo: George Segal (Chi ha paura di Virginia Wolf?) reciterà in Private Practice, lo spin-off di Grey’s Anatomy in anteprima italiana su FoxLife dal prossimo 10 dicembre. L’indimenticabile Padre Ralph di Uccelli di rovo, Richard Chamberlain, farà invece una capatina a Wisteria Lane , nella quarta stagione di Desperate Housewives (in onda sempre su FoxLife dal 5 dicembre, in contemporanea con la programmazione negli USA). L’attore interpreterà il padre di una delle protagoniste, Lynette Scavo. E dulcis in fundo: Kevin Weisman (l’adorabile Marshall Flinkman di Alias) comparirà nella nuova serie della CBS Moonlight e nella sit-com Chuck.

Chiara Poli

NYPD Blue – Provaci ancora, Andy!

mercoledì, novembre 28th, 2007

Sappiamo che ha rivoluzionato il poliziesco in tv. Sappiamo che per 12 stagioni ha incontrato il favore del pubblico in tutto il mondo. Sappiamo che, nel corso di oltre un decennio, ha ospitato moltissime star della tv. NYPD Blue, per diverso tempo, ha rappresentato una sorta di “tappa obbligata” per gli attori televisivi.

Oltre al costante successo e agli ottimi ascolti, le ragioni per cui tutti partecipavano volentieri alle riprese, anche solo come guest star in un singolo episodio, sono da ricercare nel clima che si respirava sul set. Dove la parola d’ordine era professionalità. Una qualità irrinunciabile per portare avanti uno show televisivo per tanto tempo, e sempre con ottimi risultati.

E dopo aver a lungo dimostrato di essere in grado di sopravvivere ai mutamenti del gusto del pubblico (inevitabili, in un arco di tempo così ampio), e a quelli del linguaggio televisivo (in termini di ritmo, scelte di ripresa, fotografia…), NYPD Blue ha imparato ad affrontare ogni nuova stagione nel migliore dei modi. Anche la nona, in onda su FX da oggi, si apre nel migliore dei modi: tensione alle stelle, protagonisti messi a dura prova dal punto di vista psicologico – e quindi costretti, come sempre, a dare il meglio di sé.

Il granitico detective Andy Sipowicz (Dennis Franz), personaggio-simbolo della serie, che negli anni ne ha passate veramente di tutti i colori, si trova a dover indagare sulla scomparsa di Danny Sorenson (Rick Schroder). La morte del giovane detective dovrà essere, prima ancora che affrontata e “accettata” dal punto di vista psicologico, risolta come uno dei tanti casi al 15° distretto. Il tutto mentre, naturalmente, altri casi richiedono l’attenzione di Sipowicz e compagni.

E come se il duro lavoro della polizia di New York non fosse sufficiente, i nostri eroi continuano a dover gestire una serie di situazioni personali a dir poco problematiche. Sipowicz, ad esempio, si trova in contrasto con John Clark (Joe Spano) semplicemente per aver offerto un drink a suo figlio, John Clark Jr. (Mark-Paul Gosselaar), in memoria di Danny. Clark non gradisce e accusa Sipowicz di voler trasformare anche suo figlio in un alcolista…

Situazioni cariche di tensione, complessi casi da risolvere e difficoltà a mantenere una separazione fra vita privata e lavoro continuano ad essere le caratteristiche principali di NYPD Blue. Anche in questa nona, imperdibile stagione, come sempre ricca di avvenimenti imprevisti e di attente analisi psicologiche, rivolte sia ai protagonisti che ai personaggi secondari.

Chiara Poli

Angel – Tutte le stagioni in DVD: l’oggetto dei desideri

mercoledì, novembre 28th, 2007

Sarò sicuramente di parte, non c’è dubbio. Ma da collezionista di DVD e da sfegatata fan di Buffy e Angel, non posso proprio fare a meno di eleggerlo mio personale “oggetto del desiderio” di questo Natale. Parlo del box con tutte e 5 le stagioni di Angel in DVD, disponibile a partire dal 6 dicembre, a tiratura limitata (500 pezzi), su etichetta 20th Century Fox .

Un oggetto del desiderio che permette di rivedere tutti gli episodi di Angel – finora trasmessi interamente, in Italia, esclusivamente da Fox. Rivedere gli episodi di Angel dal primo all’ultimo significa rivivere le emozioni che condiscono ogni avventura del vampiro con l’anima. Dall’arrivo a Los Angeles, frutto di una dolorosa scelta (impossibilitati a vivere la loro storia d’amore, Buffy e Angel non possono che allontanarsi), all’atto finale. Che in fondo, altro non è che un nuovo inizio…

Nel corso delle sue 5 stagioni, la serie creata da Joss Whedon e David Greenwalt come spin-off di Buffy ha saputo “cavarsela da sola”. Con la pesante eredità del buffyverse, e dell’etichetta di “cult” che ne derivava, il nostro vampiro in cerca di redenzione è riuscito a costruirsi un proprio universo. Fatto di mostri, di scelte difficili, di dolorose espiazioni, di nuovi amici, di sacrificio, di missioni apparentemente impossibili. Un universo fatto soprattutto di continui colpi di scena, di cambiamenti di rotta – una stagione dopo l’altra – pronti a spingere la serie verso nuove, inesplorate direzioni.

Con Angel, Whedon, Greenwalt e il team di autori e produttori hanno avuto modo di approfondire alcune delle tematiche appena accennate in Buffy, e al tempo stesso hanno potuto riscrivere, con un nuovo punto di vista, alcune di quelle già affrontate nella serie originaria. Il tema del potere, e della corruzione ad esso legata, ha trovato in Angel nuove chiavi di lettura. Sapientemente illustrate attraverso la continua alternanza di fantasy e realtà, di rimandi mitologici e attinenze con l’attualità.

Rivedere dal principio tutte e 5 le stagioni di Angel significa (ri)scoprire gli infiniti riferimenti culturali presenti nella serie. E, soprattutto, ci consentirà di scoprire elementi sempre nuovi: ogni frase, ogni gesto, ogni scelta dei protagonisti (da Angel a Cordelia, da Lorne a Gunn, da Wesley a Connor), rivisto “col senno di poi”, vi stupirà. Perché Joss Whedon ha pianificato tutto fin dal principio. E anche se ha dovuto “affrettare” la chiusura (non definitiva: Angel prosegue a fumetti, proprio come Buffy), non ha dovuto rinunciare proprio a tutte le scelte che aveva già programmato.

E questi sono solo alcuni dei motivi per cui vale la pena di riguardarsi tutti gli episodi di Angel contenuti nel box. Un altro motivo è quello che ci permetterà, una volta riviste le puntate, di gustarci i numerosi contenuti extra presenti nei DVD: moltissime featurettes che approfondiscono tutti gli aspetti della serie (dagli effetti speciali ai costumi, dai riferimenti culturali ai legami con Buffy); biografie del cast e foto gallery; commenti audio agli episodi (raccontati da Joss Whedon, Tim Minear, Fred Keller e David Greenwalt); copioni originali di alcuni episodi; special sui provini al cast, sugli errori sul set e sui bloopers; trailers e tanto, tanto altro.

Perché di momenti da ricordare, in 5 anni e 110 episodi, Angel ce ne ha regalati davvero tanti. Momenti che si legano ai gusti di ciascuno di noi, e allo stato d’animo con cui abbiamo seguito l’evolversi delle vicende del nostro eroe. Vicende che commuovono, spaventano, divertono… Vicende che ci hanno colpiti con frasi che non dimenticheremo mai, e con piccoli e grandi gesti. Come il bacio fra Buffy ed Angel, nello straziante “Il ritorno di Buffy”. O come l’improbabile lotta fra Spike e… Puppet Angel, ovvero Angel tramutato in pupazzo (rigorosamente vampiro!) ne “L’ora del sorriso”. O, ancora: la nascita di Connor in “Ninna nanna”, la “gita” a Pylea in “Attraverso lo specchio”…
Potrei continuare all’infinito, ma non lo farò: mi limiterò a “sfogarmi” rivedendomi Angel, ancora una volta, dal principio alla fine. In DVD. E quando avrò finito, passerò ai contenuti extra… Chi mi fa compagnia?

ANGEL COMPLETE BOXSET
(disponibile dal 6 dicembre)
Tutte le 5 Stagioni di Angel, la serie tv nata come spin-off di Buffy l’Ammazzavampiri e che narra le vicende ambientate a Los Angeles di Angel (David Boreanaz) dopo la fuga da Sunnydale e dal suo unico vero amore, Buffy Summers, finalmente in un unico box da collezione!

La scatola, in edizione limitata (500 pezzi) conterrà i DVD restage delle 5 stagioni: un pezzo imperdibile per i fan della serie tv, un regalo completo per chi volesse conoscerla e diventarne dipendente.

Army Wives – Questione di coraggio

mercoledì, novembre 28th, 2007

Ormai, dopo 8 episodi, possiamo dire di conoscerli abbastanza bene. Roxy, Pamela, Claudia Joy, Trevor, Roland, Jeremy, Amanda… I numerosi protagonisti di Army Wives, ogni giovedì sera, ci raccontano le loro storie su FoxLife. E ogni giovedì sera i loro rapporti si complicano, i loro desideri mutano, le loro aspirazioni vengono disattese, mentre alcuni dei loro (piccoli) sogni diventano realtà.

La serie di Katherine Fugate, tratta dal romanzo di Tanya Biank, mescola con cura gli elementi strettamente legati alla vita militare di Fort Marshall e quelli che fanno capo alla sfera affettiva dei personaggi. Da un lato, quindi, la trama viene “spinta in avanti” dalle missioni assegnate ai militari, dagli incidenti al fronte che tengono in ansia le loro famiglie, dai trasferimenti, dalle crisi del ritorno a una vita “normale” dopo aver vissuto l’inferno della guerra.

Dall’altro lato, Army Wives mette in scena le reazioni emotive dei personaggi a questi stessi avvenimenti. E a molti altri, magari meno evidenti ma altrettanto importanti nella vita di chi “resta a casa”. Così, le mogli i cui mariti sono lontani da anni finiscono per sentirsi sole e corrono il rischio di scivolare in qualche relazione clandestina, come quella che, come ci aspettiamo, probabilmente travolgerà Roland, in crisi coniugale dopo il rientro della moglie Joan dal fronte.

Altri personaggi, invece, devono affrontare una solitudine ben diversa, magari aggravata da un forte stato d’ansia. Come nel caso di Denise Sherwood, che per giorni ha atteso notizie sul marito Frank, disperso dopo un incidente in elicottero, e poi tornato a casa con gran sollievo di tutti. Ma la solitudine è insidiosa, e ferisce anche in altri modi: è per la paura della solitudine e del dolore, ad esempio, che una giovane vedova, con un figlio piccolo e un altro in arrivo, rifiuta di lasciare la sua casa a Fort Marshall, come prevede il regolamento dell’esercito. Grazie all’aiuto di Roxy e Claudia Joy, la donna accetterà di farsi forza per il bene dei suoi figli.

Andare avanti, superare qualunque ostacolo – paure, brutte notizie, dolore, solitudine… – è il tema ricorrente di questa serie, in cui viene costantemente messo in scena quanto la vita possa essere crudele e quanto coraggio ci voglia per affrontarla, un giorno dopo l’altro. Il tutto mentre le carte in tavola vengono continuamente rimescolate, e i cambiamenti nelle vite dei protagonisti sono sempre dietro l’angolo.

L’avevamo pensato, ad esempio, di Roxy: l’arrivo di sua madre sembrava destinato a mettere in gioco nuove dinamiche. Ma la visita di mamma, alcolista incapace di cambiare davvero, è di breve durata. Al contrario dell’ennesima delusione di sua figlia… E a proposito di figlie e delusioni, è complicata anche la situazione famigliare di Claudia Joy, che vede sua figlia Amanda innamorarsi del figlio degli Sherwood, Jeremy. Un ragazzo che ha più volte picchiato sua madre e che, comprensibilmente, è l’ultima persona che una madre vorrebbe per l’adorata figlia…

Ma non sono i desideri di Claudia Joy a contare: la vita è imprevedibile. Complicata. Difficile. Una continua prova. Che i soldati, e le loro mogli, affrontano con coraggio e determinazione ogni giorno. O, meglio: in ogni nuovo episodio…

Chiara Poli

Army Wives: Vai alla scheda della serie e alle altre news

LOST IN PROGRESS: episodi 18-19-20

martedì, novembre 27th, 2007

Questa volta farò un’eccezione: niente ordine cronologico. Partiamo da L’uomo dietro le quinte, il “puntatone”, che ci spinge verso il gran finale.
Ben ha mentito: non è nato sull’isola. Il cadavere trovato nel furgoncino da Hurley appartiene a suo padre. È stato lo stesso Ben ad ucciderlo. Conosciamo lo scopo originario del Progetto Dharma: (continua…)

E.R. – John Carter: il medico di fiducia dei telespettatori

martedì, novembre 27th, 2007

Impossibile dimenticarlo: John Carter fa la sua comparsa nell’episodio pilota di E.R., una delle serie più amate e seguite di tutti i tempi, nei panni di un giovane specializzando in medicina un po’ impacciato e di buona famiglia (tanto da farsi prendere in giro per il suo camice su misura). Lo conosciamo al suo arrivo al Policlinico Universitario di Chicago, e lo vediamo crescere come medico e come uomo.

John Carter intraprende il tirocinio in chirurgia, tiranneggiato dal dottor Benton, e poi capisce di non essere tagliato per fare il chirurgo e cambia specializzazione, dedicandosi a tempo pieno al pronto soccorso. Sopravvive miracolosamente alla brutale aggressione che costa la vita alla sua collega Lucy Knight, e a seguito del trauma e delle ferite riportate finisce per diventare dipendente dai farmaci e deve lottare duramente per uscirne. La sua vita sentimentale conta diverse avventure e poche storie importanti, fra cui quella con l’infermiera Abby Lockhart, con la quale Carter sembra in procinto di convolare a giuste nozze… Finché tutto si risolve in un nulla di fatto.

E di ritorno dalla toccante (e pericolosa) esperienza africana di Medici senza frontiere, Carter corona l’idillio d’amore con Kem, che sta per dargli un figlio. Un bambino che, purtroppo, nascerà morto, mandando in pezzi il rapporto di John e Kem e spezzando il cuore ad entrambi. Insomma: nell’arco di 11 stagioni, a John Carter succede un po’ di tutto. E noi spettatori siamo sempre con lui grazie al fatto di averlo conosciuto “medico in erba” e di averlo visto trasformarsi in seguito alle proprie esperienze, negative o positive che fossero, rimanendo fedele a se stesso e ai suoi princìpi.

John Carter, in definitiva, è uno di quei personaggi che in qualche modo ti accompagnano per anni, finendo per farsi riconoscere più come “amici virtuali” che come “semplici” personaggi televisivi. Il merito per cui Carter è uno di questi personaggi non è solo degli autori, che hanno scelto di farne uno dei simboli della serie (indimenticabile, ad esempio, il passaggio del testimone dal dottor Greene ad un ormai maturo dottor Carter). Il merito è anche, e soprattutto, di Noah Wyle, che ha saputo fare di Carter un uomo “vero”, pieno di debolezze e contraddizioni ma mai tanto debole o contraddittorio da commettere errori irreparabili o da risultare sgradevole.

Noah Wyle, nato nel 1971 a Hollywood da una famiglia numerosa (ha cinque fratelli), ha iniziato a lavorare giovanissimo, quand’era ancora un adolescente, prendendo parte a produzioni teatrali e televisive dalla metà degli anni ’80. Ma è con il ruolo di John Carter che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Un ruolo da cui difficilmente, nel bene e nel male, l’attore riuscirà mai a separarsi davvero. E nonostante la decisione di lasciare E.R., comprensibilmente desideroso di dedicarsi ad altro dopo tanti anni, l’attore ha accettato di comparire di nuovo, di tanto in tanto, nei panni del celebre medico.

Per due motivi: per non tradire le aspettative di un nutrito pubblico a cui l’attore deve tutto (e lo riconosce apertamente, nelle rare interviste che rilascia), e per non tradire la memoria del personaggio che gli ha ritagliato un ruolo sempre al centro di risorse narrative interessanti e diversificate. Onore quindi a Noah Wyle. E ovviamente al dottor Carter: fra tutti i medici televisivi che possiamo aver conosciuto negli anni, John Carter è in cima alla lista dei dottori che vorremmo incontrare nella vita reale. Almeno per una larga parte di spettatori statunitensi. E sicuramente anche per me. Voi che ne dite?

Chiara Poli

Veronica Mars – Evviva l’intrattenimento

martedì, novembre 27th, 2007

«Non ti bastano le guide agli episodi? I promo non placano la tua sete? Leggere le quotes è troppo poco per te? Bene, per voi palati esigenti, per voi fan incontentabili, abbiamo creato una nuova sezione del sito»… È questa la frase che campeggia su una pagina di VeronicaMars.it, il sito italiano di riferimento per i fans della bionda investigatrice. La pagina in questione è quella dedicata alla sezione Extra, in cui sono state raccolte «le cose più frivole, i particolari più nascosti», gli eventi più buffi della serie.

Tutte cose, ancora una volta, messe in luce grazie alla passione dei fans. Tutte cose che dimostrano come Veronica Mars – oltre al mix di generi, alla riscrittura di detective e teen drama, alla denuncia delle ingiustizie sociali e all’uso enciclopedico della cultura pop – ci offra anche tante piccole occasioni di intrattenimento vero e proprio.
Intrattenere è lo scopo principale della tv. Il resto (impegno sociale, metafore sui mali della società…), come si dice, è tutto “grasso che cola”. Che senza la capacità di intrattenere non ha ragione d’essere.

E Veronica fa di quella capacità di intrattenere uno dei suoi punti di forza. Fra battute, sottotrame e citazioni ce n’è per tutti i gusti. Letteralmente: vi basta consultare Le ricette di Veronica per cimentarvi nell’arte culinaria che ha fatto capolino nei vari episodi della serie (dai mitici waffles ai tacos). Oppure, se vi sentite meno “casalinghi” e più “moderni”, potete sbizzarrirvi nell’esame dei numerosi gadgets tecnologici a cui si affida la protagonista.

Personalmente, avrei fatto qualunque cosa per il telefono tuttofare di Veronica. Purtroppo si tratta di un modello che non è disponibile per il mercato italiano, ma nella rubrica Gadgetmania, almeno, scoprirete tutti i suoi segreti…

Nessun segreto, invece, per le altre due rubriche della sezione Extra di VeronicaMars.it:: quella dedicata ai messaggi ispiratori di Logan Echolls, ovvero una raccolta dei messaggi – principalmente citazioni famose – registrati dal ragazzo per la propria segreteria telefonica, e quella (la mia preferita, lo ammetto) che omaggia le t-shirt di Dick Casablancas. Tutte rigorosamente realizzate con messaggi provocatori, bizzarri, irriverenti. Magliette non sempre “educate”, ma esilaranti.

Una scritta su una t-shirt è un modo come un altro per lanciare un messaggio, identificare un personaggio, sottolineare uno stato d’animo, rendere esplicita una citazione. Nulla, in una serie come Veronica Mars, è casuale. Anche il più piccolo dettaglio ha uno scopo: che sia semplicemente intrattenere o portare messaggi più importanti, non fa molta differenza. Perché tutto contribuisce a costruire quel perfetto equilibrio che ci tiene incollati al piccolo schermo. Quando, in onda, c’è Veronica Mars

Chiara Poli

News – La sfida del dottor House

martedì, novembre 27th, 2007

Forse l’idea è venuta a produttori e sceneggiatori dopo un’attenta analisi dei punti di forza del Dottor House, ovvero… il dottor House. I casi affrontati dal burbero e geniale medico, per quanto interessanti, sono certo l’attrattiva minore per i milioni di telespettatori che seguono le avventure di Hugh Laurie in tutto il mondo. Perciò, dietro le quinte si saranno chiesti: perché non inserire un nuovo elemento, per “smuovere” un po’ le acque?

Detto, fatto: Gregory House ha bisogno di un nuovo staff. Come al solito, il caratteraccio che lo ha reso celebre ha finito per farlo ritrovare completamente solo (ma mai disperato, lui non si dispera. Al massimo è contrariato…). I suoi fedeli compagni d’avventura, naturalmente, torneranno a farsi vivi. Ma nel frattempo serviva un diversivo. Così, nella quarta stagione della serie, in onda negli Stati Uniti, gli autori hanno inserito un meccanismo stile “reality competition” per la selezione dei candidati.

Il dottor House si trova con ben quaranta aspiranti al titolo di assistente nel suo staff. E invece di scegliere i fortunati (o malcapitati? chi lo sa…) tramite una “selezione ordinaria”, ecco che i giovani medici si trasformano in concorrenti di un reality show all’interno di un telefilm. Da quaranta, i concorrenti rimarranno in tre, grazie ad una vera e propria “sfida in diretta” lunga 8 episodi. Gli spettatori conoscono i possibili futuri assistenti di House, e assistono alle “prove” a cui vengono sottoposti, un episodio dopo l’altro, e alla conseguente eliminazione di chi non supera i test dell’inimitabile dottore.

I 40 concorrenti, come se non bastasse, non vengono nemmeno chiamati per nome da House (sarebbe chiedere troppo: già aveva difficoltà a ricordarsi i nomi dei suoi assistenti quando erano solo in 3…). Nossignore: ognuno di loro indossa un pettorale con un numero, tanto per facilitare le cose. E per rendere ancora più anonima la loro partecipazione al “grande concorso del dottor Gregory House”. La cui indifferenza stavolta pare davvero non conoscere limiti.
Anche se questa piccola rivoluzione promette di consolidare ancora di più (se possibile) il successo mondiale di Dr. House… Al cui confronto, alla luce di questa novità, Amazing Race sembra un concorso per reginette di bellezza…

Chiara Poli

Alla scoperta di Lost – The Lost Experience: Parte I

lunedì, novembre 26th, 2007

Il primo grande successo di Abrams è stato Alias, uno show a cui l’autore è ancora molto legato. J. J. spesso e volentieri ha affermato che in quella serie ha commesso un
unico errore: ha creato una mitologia legata alle fantomatiche invenzioni del geniale scienziato italiano Milo Rambaldi e si è fatto prendere un po’ troppo la mano dalla stessa. Solo in seguito ha compreso che la maggior parte degli spettatori era molto più interessata alle disavventure sentimentali della bella Sydney che ai vari misteri di Rambaldi.

Quando J. J. accettò di realizzare Lost, decise fin da subito con i suoi collaboratori di non ripetere gli stessi errori. (continua…)

Photo Call – Il dietro le quinte di un clic

lunedì, novembre 26th, 2007

Protagonista della nona e ultima puntata di Photo Call, on line da oggi, è Carolina Crescentini, giovane attrice romana, classe 1980.

Carolina frequenta la Facoltà di Lettere, alcuni laboratori teatrali e poi il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, dove si diploma.
Nel 2003 partecipa alla serie italiana La squadra 4, nel 2005 alla miniserie televisiva Carabinieri: Sotto copertura, e questo anno la vediamo sia in Provaci ancora Prof 2 che nella sit-com di successo trasmessa su FOX Boris.
La Crescentini ha girato inoltre numerosi cortometraggi (É giusto così, Ho deciso, Autodistruzione per principianti, Natura morta, etc).
Dopo aver recitato nel film horror di Alex Infascelli H2Odio, ha debuttato nel 2007 come protagonista accanto a Nicolas Vaporidis nella commedia Notte prima degli esami – Oggi, regia di Fausto Brizzi.
Recentemente è apparsa del noir italiano Cemento armato e ha girato San Pietroburgo, dramma di Giuliano Montaldo, e Parlami d’amore, pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Carla Evangelista e Silvio Muccino, qui anche regista.

Sito ufficiale della Crescentini:
http://www.carolinacrescentini.it/

Photo Call: Hai visto i video precedenti?