Big Love – Un amore grande, grande, grande

Categorie:  TvFlash, foxlife
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Su FOXlife torna la (grande) famiglia Henrickson, con tutte le sue complicazioni e tante, tante sorprese…

Bill. Barb. Nicolette. Margene. Quattro nomi, quattro personaggi, una grande – e complicatissima – storia d’amore. Bill, Barb, Nicolette e Marge fanno parte di un’unica grande famiglia, la famiglia Henrickson. Bill è sposato con tutte e tre le donne, e tutte e tre gli hanno dato dei figli. Gli Henrickson sono mormoni che praticano la poligamia, e l’idea di un secondo matrimonio per Bill (Bill Paxton, Apollo 13) nasce quando Barb (Jeanne Tripplehorn, Basic Insinct) si ammala e non vuole che Bill resti da solo. È in quel momento che arriva Nicolette (Chloe Sevigny, Dogville). Poi, però, Barb guarisce… E Nicolette resta. Qualche tempo dopo, arriva anche Margene (Ginnifer Goodwin, Mona Lisa Smile) e la famiglia cresce ancora.

È questa la premessa di Big Love, una di quelle serie che fin dal principio mettono alla prova il loro pubblico. Il discusso tema della poligamia è difficile da gestire, ed è anche difficile da accettare per chiunque – come la maggior parte di noi – non lo contempli come una possibile scelta di vita. La sfida di Mark V. Olsen e Will Scheffer, dietro le quinte della serie targata HBO, è proprio questa: avvicinare i telespettatori ad una situazione stra-ordinaria e poi convincerli a concentrarsi sugli aspetti ordinari di quella stessa situazione.

All’arrivo della serie, trasmessa in anteprima su FOXlife, ci aspettavamo una sorta di atteggiamento voyeuristico nei confronti di un uomo che ha tre mogli molto diverse fra loro per età, atteggiamento e temperamento. Invece siamo stati sorpresi da una serie che ha voluto concentrarsi, fin dall’inizio, sull’aspetto pratico del dover gestire le esigenze di una famiglia tanto numerosa e di tre mogli… molto diverse fra loro per età, atteggiamento e temperamento. Big Love si è concentrata da subito sul personaggio di Bill, servendosi di lui e delle difficoltà che affronta ogni giorno per lanciare un messaggio inequivocabile: l’amore, comunque lo si voglia gestire, è sempre complicato.

Dividere la propria vita con qualcuno è una sfida continua. Anche quando si cerca la persona perfetta per ben tre volte… si scopre che le gelosie, i litigi, le piccole ripicche quotidiane e le arrabbiature appartengono a tutti. Fanno parte della vita di coppia. Anzi, della vita sociale: stare insieme ad altri esseri umani è difficile. Gratificante, a volte, ma difficile. È soprattutto a questo che hanno pensato gli autori di Big Love, che nella prima stagione ci hanno conquistati con la messa in scena di una storia che di voyeuristico non ha proprio nulla, ma ha – invece – uno spiccato lato umano. Siamo rimasti affascinati dalle personalità, così ben strutturate e così diverse, dei vari personaggi.

E siamo rimasti affascinati dagli interpreti di un racconto che non vuole essere un’affermazione dei lati positivi della poligamia, bensì un’occasione per parlare della vita e delle sue complicazioni quotidiane. Che aumentano, ad esempio, se si è cresciuti all’interno di una comunità guidata da un uomo come Roman Grant (Harry Dean Stanton, Cuore selvaggio), spietato ed egoista e capace di raggirare ragazzine, convincendole di essere destinate a diventare compagne del profeta. E capace anche di spingersi oltre qualunque limite per trarre profitto da chi gli deve un favore.

Roman è un gangster mormone in piena regola. Ma è anche il suocero di Bill… In questa seconda stagione scopriremo se Bill riuscirà a rimettere ordine – per quanto possibile – nella propria vita, imparando a gestire lo stress e riuscendo a portare a termine il suo piano per togliersi definitivamente dalla sfera d’influenza di Roman. Nei nuovi episodi, in anteprima su FOXlife dal 23 luglio, potremo inoltre seguire le nuove complicazioni nei rapporti fra Bill e le sue mogli e – soprattutto – fra le tre donne, che si confronteranno in maniera sempre più diretta… Per continuare a stupirci con colpi di scena, segreti, e soprattutto emozioni umane.

Scritto il 22 luglio 2008 da Chiara Poli

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