An Independent Mind – Il dono della libertà

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CULT trasmette un film-documentario che parla della violazione di uno dei diritti fondamentali dell’uomo: la libertà di espressione

Per noi, talmente abituati alla nostra libertà da darla per scontata, può essere difficile crederlo. Eppure, al mondo ci sono posti in cui si finisce in prigione per aver scritto una canzone che qualcuno ritiene scomoda, per aver firmato una vignetta satirica su un politico, per aver diffuso idee proibite tramite un racconto, un articolo, una poesia. Addirittura, si può finire nei guai raccontando una semplice barzelletta… Mercoledì 10 dicembre alle 22.00, con il documentario An Independent Mind – Noi, voci libere, Cult ci mostra come tutto questo succeda davvero, e più spesso di quanto potremmo pensare.

La battaglia per il rispetto dei diritti umani è ancora molto lunga. Perché abbia successo e perché la libertà diventi un diritto universale, e non più un privilegio a cui solo una parte di noi ha modo di abituarsi, c’è bisogno dell’impegno di tutti. Lo stesso impegno che sessant’anni fa è sfociato nella Dichiarazione dei Diritti Umani, sottoscritta a Parigi il 10 dicembre del 1948, il cui anniversario viene celebrato proprio grazie al racconto delle incredibili esperienze dei protagonisti di An Independent Mind. Un lungo racconto che ruota attorno ad un tema comune: quello citato dall’articolo numero 19 della dichiarazione, quello che sancisce la libertà di espressione.

Otto diverse storie, che provengono da otto diverse parti del mondo, ci dimostrano come la libertà d’espressione sia tutt’altro che scontata e come siano necessari ancora molti cambiamenti prima che tutti i Paesi del mondo siano in grado di uniformarsi alla cultura della libertà di parola. Il film-documentario, girato nel 2007 da Rex Bloomstein, coinvolge anche i professori Nigel Rodley e Kevin Boyle dello Human Rights Center, che vantano una grandissima esperienza nella raccolta di informazioni sui casi più disparati di violazione del diritto alla libertà di espressione.

Bloomstein ha iniziato a lavorare come regista per la BBC, specializzandosi gradualmente in documentari sulla prigionia e sulle ingiustizie sociali. Il suo impegno in nome del diritto alla libertà gli è valso diversi premi e riconoscimenti.

Scritto il 9 dicembre 2008 da Chiara Poli

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