Grey’s & Private: A proposito di ieri – Episodi 5.7 e 2.7

Categorie:  Deep&Specials, foxlife
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Il rapporto medico-paziente al centro delle nuove vicende di Seattle e Los Angeles

In questa stagione, le tematiche affrontate dai nuovi episodi di Grey’s Anatomy e Private Practice, in anteprima italiana ogni lunedì su FoxLife, viaggiano parallelamente. Ancor più che nella stagione precedente, che aveva visto il lancio dello spin-off incentrato su Addison Montgomery (Kate Walsh) ed ambientato a Los Angeles.

Negli episodi di ieri, la tematica al centro della narrazione ci ha riproposto un “grande classico” del medical drama: il rapporto medico-paziente. Mentre le vicende personali dei protagonisti, soprattutto a Los Angeles, hanno portato dei cambiamenti nelle vite dei personaggi (Addison, ad esempio, ha ricevuto l’inattesa visita del fratello Archer, interpretato dalla ex star di Melrose Place Grant Show, che vedremo anche in altri episodi), la narrazione di entrambe le serie si è concentrata sullo stesso concetto: le persone. Le persone che stanno dietro ai numeri, alle diagnosi e alle terapie annotate sulle cartelle cliniche. Le persone che dovrebbero, a volte, coinvolgere i medici più di quanto loro desiderino.

In Grey’s Anatomy, il “furto di cadaveri” non reclamati compiuto da Lexie (che continuando a cambiare atteggiamento ora rasenta il bizzarro, come personaggio) ed avvallato da tutti i colleghi ha permesso alla dottoressa Bailey di riportare l’attenzione dei chirurghi – costantemente descritti come “medici senza sentimenti” – sul valore della vita e della personalità dei pazienti.

Il ricordo di Denny e la presenza del paziente che non ha ricevuto un cuore per colpa sua hanno sconvolto Izzie, che si è trovata a dover affrontare la persona che ha pagato le conseguenze delle sue scelte, dettate dall’egoismo. E ancora: l’atteggiamento di Cristina e degli specializzandi ha spinto di dottor Hunt, che nello scorso episodio ci era sembrato quasi disumano per il suo comportamento nei confronti degli animali usati come cavie, a sottolineare la necessità di vedere i pazienti come persone e di preoccuparsi delle loro vite, dei loro sentimenti, dei loro cari. E non dell’esperienza che sono in grado di far acquisire agli studenti.

E a Los Angeles, mentre dai ricordi emergono le terribili esperienze di Dell e di Violet, si affronta il drammatico e scottante tema della pedofilia. Gli autori di Private Practice, trovando la nostra piena comprensione, ci mostrano quanto possa essere difficile (e umanamente comprensibile) – perfino per i medici che hanno il compito di curarlo – riuscire a vedere un uomo incline a tali orrori come una persona malata, mostrando come la casistica pressoché infinita lasci ancora aperta la spinosa questione del rapporto medico-paziente.

Scritto il 10 marzo 2009 da Chiara Poli

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