Su FOX arriva la serie che racconta la storia di una cittadina del Kansas e degli eventi – interni ed esterni – che ne sconvolgono la tranquilla quotidianità
Ai tempi del debutto di Jericho, mi era capitato di imbattermi in diverse recensioni che presentavano la serie come un “corrispettivo televisivo” del celebre film The Day After. In realtà, The Day After (1983) era un film prodotto proprio per la tv, vincitore di 2 Emmy ed impegnato a mostrare al vasto pubblico televisivo i devastanti effetti di un’esplosione nucleare. Dal punto di vista degli abitanti di Lawrence, una cittadina del Kansas. I punti di contatto con Jericho sono evidenti, ma i punti di vista adottati dalle due produzioni, separate da oltre vent’anni, sono molto diversi.
Jericho è una piccola città del Kansas che si trova di colpo isolata dal resto del mondo dopo una serie di esplosioni nucleari in città vicine e lontane. Gli abitanti, che si conoscono tutti per nome, non hanno idea di quali siano le ragioni degli attacchi, né sono a conoscenza dell’entità dei danni causati dalle bombe. Sanno solo che, tutto d’un tratto, si ritrovano soli, spaventati, tormentati dal dubbio e dall’angoscia. E radicalmente trasformati da quella che, da ordinaria esistenza quotidiana, si trasforma in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
Jericho si apre con il ritorno in città di Jake Green (Skeet Ulrich, Scream), rimasto lontano da casa per cinque anni. Dopo aver rivisto la sua famiglia (caratterizzata dai contrasti di Jake con il padre Johnston – Gerald McRaney, Simon & Simon – ed il fratello Eric – Kenneth Mitchell, Ghost Whisperer), e dopo aver rivisto l’ex fidanzata Emily (Ashley Scott, Birds of Prey) ed alcuni vecchi amici, Jake si mette in viaggio per lasciare di nuovo Jericho. Sulla strada del ritorno, però, rimane coinvolto in un incidente stradale… Causato dalla disattenzione di un uomo intento a fissare all’orizzonte il fungo atomico scaturito dalla bomba che ha colpito la città di Denver.
Sconvolto, confuso e ferito, Jake decide di tornare indietro e finisce per trasformarsi in uno dei personaggi chiave del racconto, incentrato sulle conseguenze della paura e sull’istinto di sopravvivenza dell’uomo. Al contrario di The Day After, che pur soffermandosi sulle reazioni degli abitanti di Lawrence voleva portare più alla riflessione sulle conseguenze della guerra e sulla necessità di eliminare le armi nucleari, Jericho esplora a fondo la natura umana. Gli eventi che trasformano gli abitanti della città in quelli che potrebbero essere gli unici sopravvissuti alla devastazione nucleare restano in qualche modo sullo sfondo, mentre gli autori si concentrano sull’affiorare dei bisogni primari in situazioni estreme.
Attraverso storie di solidarietà e di individualismo, di coraggio e di viltà, di generosità e di egoismo, Jericho ci mostra – in maniera tristemente realistica – le possibili conseguenze di una situazione di precarietà che diventa l’occasione per fare emergere il peggio di noi. Ma anche il meglio, fortunatamente…
Creata nel 2006 da Josh Schaer, Jonathan Steinberg e Stephen Chbosky, la stessa serie ha dovuto… lottare per la sopravvivenza. Cancellata dopo la prima stagione dalla CBS, grazie alla mobilitazione dei fans Jericho ha potuto vedere l’alba di un nuovo giorno. Inizialmente il network aveva dato il via libera alla realizzazione di un film tv di due ore che concludesse la storia; in seguito, però, anche grazie al forte interesse dei media per la sorte della serie, venne deciso di realizzare una vera e propria seconda stagione, composta da 7 episodi. Nonostante nuovi tentativi dei fans di ottenere la produzione di altri episodi, nel 2008 la serie si è conclusa. Ed ora si parla di un sequel per il grande schermo.
In ogni caso, meno di trenta episodi sono bastati a Jericho per diventare un piccolo cult. Un cult che, dal 17 aprile, gli spettatori di FOX potranno seguire ogni venerdì in prima serata.
ma maderanno su fox anche la seconda stagione?
Ciao Vasil,
al momento la 2° stagione non è prevista ma tieniti in contatto, magari ci saranno novità prossimamente!