Su Cult arriva in prima tv la serie tratta dal film premiato con 3 Oscar, che ci racconta i legami, apparentemente casuali, fra un gruppo di personaggi… Pronti a ricordarci come basti un attimo per cambiare la nostra vita
Ecco la teoria: nulla accade per caso (Lost docet). Se basta un secondo, un solo secondo, per stravolgere il corso della tua vita – e di quella di molte altre persone – allora ci deve essere un motivo per tutto. Le coincidenze non esistono: siamo tutti pezzi di un unico, grande puzzle. Almeno secondo Paul Haggis, artefice di Crash, film vincitore di 3 Oscar (miglior film, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio). La pellicola, scritta, diretta e prodotta da Haggis, raccontava le drammatiche storie di un gruppo di personaggi (interpretati da Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, William Fichtner…) che finiscono per “scontrarsi” (crash, appunto) in qualche modo fra loro.
I racconti, apparentemente slegati fra loro, che ci vengono presentati dal film si dimostrano in realtà parte di un unico, grande “piano”. Proprio come nell’America Oggi di Robert Altman o in Magnolia, di Paul Thomas Anderson: riusciti film corali che riflettono sul destino, sugli eventi che determinano il corso delle nostre vite, ma soprattutto sulla difficoltà di comunicare. A dispetto dei numerosi mezzi di cui disponiamo, non riusciamo ad entrare davvero in contatto con gli altri. Questa era la premessa di Crash… Che anche la serie tv tratta dal film nel 2008 e firmata da Glen Mazzara (Life, The Shield) ha voluto far sua.
L’episodio pilota, che potete vedere in anteprima qui, per poi seguire la serie su Cult dal 21 aprile ogni martedì alle 21.00, ci presenta subito, e senza mezzi termini, uno dei protagonisti. Il discografico Ben Cendars (il grande Dennis Hopper) è arrogante, antipatico, aggressivo. E violento, irrispettoso, instabile. Ci bastano quindi pochi minuti per renderci conto, al contrario di ciò che accade di solito nel primo episodio di un telefilm, che il nostro “eroe” non ha… proprio nulla di eroico.
La sua storia, che si intreccia a quella del suo nuovo autista, Anthony Adams (Jocko Sims, Jarhead), finirà per intrecciarsi anche con la storia degli altri personaggi: il poliziotto Kenny Battaglia (Ross McCall, Band of Brothers), la sua collega – aspirante attrice – Bebe Arcel (Arlene Tur, Last Exit), l’immobiliarista Peter Emory (D.B. Sweeney, Buffy, 24), il paramedico Eddie Choi (Brian Tee, Fast and Furious: Tokyo Drift), il detective Axel Finet (Nick Tarabay, I Soprano) e tanti altri.
Tutti impegnati a vedersela con le piccole e grandi difficoltà della vita quotidiana sullo sfondo di una Los Angeles che, questa volta, di “solare” non ha proprio nulla. Nella prima stagione di Crash, composta da 13 episodi, Los Angeles sembra il freddo ed impersonale set di un film corale incentrato sulla disperazione di un gruppo di personaggi in cerca d’autore. E di risposte.
In Crash troverete tutto: sesso, droga, violenza, corruzione, disperazione, tradimento. Ma anche speranza, amore, passione, forza di volontà. E tutto, grazie all’atmosfera, al montaggio, alla regia, all’uso della colonna sonora e alla fotografia, vi ricorderà il film di Paul Haggis. Dimostrandovi ancora una volta che, anche paragonato a quello del cinema, lo schermo della tv non ha proprio nulla di “piccolo”…
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