Su FX tornano, dal primissimo episodio, le vicende della famiglia (e della “famiglia”) di Tony Soprano. Ecco perché non ve le potete perdere
Nella sua veste tutta rinnovata, FX ci propone (ogni martedì alle 20.40 a partire dal 2 marzo) le pluripremiate ed imperdibili vicende de I Soprano, la famiglia malavitosa guidata da James Gandolfini nei panni di un boss che dopo aver iniziato a soffrire di attacchi di panico entra in analisi. Tutto inizia nel 1998, quando David Chase (David DeCesare all’anagrafe) – appassionato di musica e di gangsters movie e già apprezzato autore televisivo (Kolchak: The Night Stalker, Agenzia Rockford) propone al network della HBO una serie tv incentrata su un boss della malavita. Presentandola fin dal primo momento come una serie “senza peli sulla lingua”.
Inutile dire che quella di HBO era la porta giusta a cui bussare per un progetto così coraggioso, che seguendo le vicende personali di un boss della malavita avrebbe approfondito per la prima volta, in tv, i meccanismi che regolano la vita criminale del New Jersey (dov’è ambientata la serie). I Soprano, che io definisco sempre “un film lungo sei stagioni”, diventa oggetto di culto già dopo la messa in onda dell’episodio pilota. Nell’arco delle sue sei stagioni, trasmesse in America fra il 1999 e il 2007, la serie di Chase si è portata a casa 21 Emmy Awards, 5 Golden Globes e un’infinità di altri premi. Ora vi spiego perché, e vi ricordo perché – che li conosciate già oppure no – non potete perdervi l’appuntamento con I Soprano.
Il segreto della serie, che cattura l’attenzione dello spettatore fin dalla splendida sigla (cliccando sul link che punta al nostro speciale, potete vederla e ascoltarla), risiede in un elemento apparentemente insospettabile per uno show tanto complesso ed articolato: un rigoroso equilibrio fondato sulla costante ricerca di semplicità. L’originale punto di vista, infatti, è quello dell’uomo “qualunque” che guarda un uomo “qualunque”… per caso a capo di una famiglia di gangsters italo-americani. Tony Soprano (un bravissimo James Gandolfini, in quello che è senza dubbio il ruolo della sua vita) è un uomo come tutti gli altri, che si divide fra casa e lavoro. Fra famiglia e … famiglia. Come molti, è sottoposto ad un forte stress, che gli causa degli attacchi di panico. Così Tony, dopo le iniziali riluttanze, decide di affidarsi alle cure della dottoressa Melfi (Lorraine Bracco) entrando in analisi.
Tony ipnotizza il pubblico con la (apparente) normalità che lo contraddistingue in ogni occasione – perfino quando picchia qualcuno (perché Tony picchia) o quando, ancora peggio, prende per altri decisioni definitive… Sempre costretto a guardarsi le spalle, conscio di non potersi fidare di nessuno (scoprirete perché nell’arco dei vari episodi) e determinato a sopravvivere il più a lungo possibile (impresa non facile), Tony Soprano alterna magistralmente attimi di calma e furiosi accessi d’ira, tenendoci col fiato sospeso perché non sappiamo mai come reagirà o cosa farà. Tony Soprano è così: “semplice” nel suo essere lineare e coerente con se stesso (ma non con la nostra idea di coerenza) ed imprevedibile. Proprio come la serie di cui è protagonista: semplice e imprevedibile.
Una combinazione vincente che insegna ai telespettatori, episodio dopo episodio, le regole del mondo di Tony e delle due sue famiglie (quella che divide con la moglie Carmela, una Edie Falco in forma strepitosa, e quella che condivide con i suoi affiliati e lo zio Junior, un indimenticabile Dominic Chianese).
I Soprano rappresentano senza ombra di dubbio una delle migliori serie di tutti i tempi. Grazie ad un accurato lavoro di sceneggiatura e a magistrali interpretazioni, lo show di Chase si è costruito un equilibrio unico nel suo genere, fondato su momenti “duri” e violenti che si alternano a momenti in cui la violenza finisce per stemperarsi in due chiacchiere al bar o in una riunione di famiglia a base di ziti. Fra un traffico illegale e un’estorsione. Fra una recita scolastica e una festa in famiglia.
questo “nuovo” FX mi piace meno di prima: nessun formato originale (1.78:1 i.e. 16:9) e nemmeno un cambio di palinsesto netto e deciso (oggi pomeriggio la programmazione era uguale a quella delle settimane scorse, eccetto che le serie sono ripartite dalla prima stagione). francamente da questo restyling mi spettavo di più. mi spiace molto per questo.