Grey’s & Private – A proposito di ieri: Episodi 6.12 e 3.12

Categorie:  Deep&Specials, foxlife
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Mentre a Seattle proseguono i grandi cambiamenti annunciati ad inizio stagione, a Los Angeles si affrontano tematiche impegnative…

Wow. Non c’è altro modo per esprimere lo stupore di fronte alla grande novità fra i corridoi ospedalieri di Grey’s Anatomy: per la prima volta in sei stagioni, Cristina “sicura-di-sé” Yang non sa proprio a che santo votarsi. La sua offerta di “barattare” Owen con Teddy, che pareva una semplice uscita infelice durante una discussione, si trasforma in un bizzarro credo. Un po’ come il post-it di Derek e Meredith, efficace arma di ricatto morale nel corso di un lungo tira e molla che finisce con un accordo (vigliaccamente imposto da lui) sulla questione “Capo”. In cambio di un posto di lavoro garantito per la rediviva dottoressa Stevens, riemersa dal nulla con l’intenzione di rimanere, Meredith accetta che Derek denunci il Capo, alcolizzato, per prenderne il posto come primario di chirurgia. Quello che non accetta nulla, invece, è Alex: con insospettabile maturità, il nostro dottor Karev lascia sua moglie e le chiede di andarsene per non tornare mai più (mi associo: che fai, cara? Vai? Resti? Se vuoi andare vai, se resti sei bene accetta. Basta decidersi…)

Possiamo dargli torto? Forse no, visto che lei se n’era andata di punto in bianco, rifiutandosi di dare qualsivoglia spiegazione e servendosi di Alex come capro espiatorio per il suo licenziamento. Come a dire: se ti comporti male, prima o poi la paghi. E il discorso vale un po’ per tutti: Meredith viene accusata di aver protetto il segreto del Capo solo per fare un intervento difficile al posto suo; Lexie e Mark si confessano le reciproche avventure – con Alex e con Addison – e scoprono che probabilmente non esiste possibilità di perdono (almeno da parte di lui)… Il tutto, poi, ruota attorno al tema principale della puntata, ovvero la scelta fra carriera e amore. Un argomento sul quale tutti (a cominciare da Cristina, appunto) vengono chiamati a dare un’opinione. E se mi è concesso, a tal proposito: non se ne può più del dottor Hunt che, quando c’è puzza di guai con la sua fidanzata, tenta una risoluzione in extremis esibendosi in forzatissimi baci da cinema… al grido di “non ti sbarazzerai mai di me”. Questo è stalking, Owen caro. Cambia tattica.

Serata decisamente più impegnativa a Los Angeles, dove la puntata di Private Practice ruotava attorno al delicatissimo tema dell’aborto. Un episodio molto riuscito che ha lasciato da parte i consueti guai privati di tutti i personaggi per concentrarsi su un argomento importante, condito da una serie di reazioni fortemente verosimili da parte dei protagonisti. Le parole di Naomi, che cerca di convincere la figlia quindicenne ad abortire, toccano il cuore. Naomi è contraria all’aborto – il suo stesso lavoro lo è, di fatto – ma è disposta ad andare all’inferno, tradendo le sue convinzioni, per evitare che uno stupido errore rovini la vita a sua figlia.

Ma anche le parole di Addison, che rappresenta il punto di vista opposto a quello di mamma Naomi (e non della dottoressa Naomi), coinvolgono mentre dispensano saggezza e verosimiglianza: una volta giunta al dunque, ovvero quando si accorge che Maya non è convinta di voler interrompere la gravidanza, Addison le prospetta diverse possibilità e le dice che deve prendere una decisione. “Hai fatto una cosa da adulti, Maya, ora ti trovi in una situazione da adulti e devi prendere un decisione da adulti”. Non fa una piega, no? E Maya… sceglie la vita. Naomi, coerentemente, se ne va affermando di non essere in grado di affrontare la cosa. Tutti gli altri restano lì, come sospesi, mentre attendono di scoprire – insieme a noi – che cosa succederà. Tutti. Anche Violet, che dopo aver (vigliaccamente!) mentito ad un giovane vedovo con lo scopo di aiutarlo (va detto), finalmente crolla.

Raccontando ad un perfetto sconosciuto che ha appena perso la moglie di aver abbandonato il suo bambino, che ora ha sei mesi, Violet ammette per la prima volta – con se stessa e con i telespettatori – di essere cosciente del fatto che Lucas esiste davvero. Finalmente. Il suo comportamento di rifiuto della maternità, magari anche comprensibile vista la sua esperienza, si scontrava troppo con la normalità ostentata da Violet di fronte ai casi dei suoi pazienti. Sembrava essere razionale ed equilibrata solo con gli altri, il che strideva troppo con la sua situazione, facendola apparire non come un personaggio ferito bensì come un personaggio ipocrita.
Mi auguro, dopo questa svolta, che assisteremo a dei cambiamenti…

Scritto il 9 marzo 2010 da Chiara Poli

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