La sesta stagione sta facendo discutere molto critica e pubblico: in molti accusano gli autori di aver perso la retta via… Ma siamo sicuri che è proprio così?
Qualche giorno fa mi hanno segnalato l’ennesimo articolo-lamentela su Lost. A quanto pare chiunque (inclusi quelli che non si occupano abitualmente di televisione) deve dire la sua sulla spinosa questione della sesta stagione e del finale di serie: gli sceneggiatori si sono persi, non avremo risposta a tutti i misteri, i nuovi episodi sono troppo incasinati (passatemi il termine: “complicati” non rendeva bene l’idea), alla fine la soluzione sarà semplicistica, si dovranno “tappare i buchi” con risposte banali… La solita solfa, insomma: non faccio che leggere articoli così, da quando la sesta stagione ha debuttato. Ho capito. Il concetto è chiaro.
Anche perché io stessa, nel primo Lost in Progress di quest’anno, avevo espresso le mie perplessità. Temevo anche io che ci fosse “troppa carne al fuoco”, e che gli sceneggiatori perdessero di vista la strada maestra nel tentativo – impossibile – di conciliare anche il più piccolo dettaglio. Un po’ di preoccupazione ci stava, insomma, come è accaduto spesso con i debutti delle varie stagioni, perché Lost cambia registro e ci spiazza, ogni volta. Ma da qui a lamentarsi di come la serie sia irrimediabilmente compromessa ce ne passa. La coerenza dell’impianto narrativo non è mai venuta meno. Nel bene e nel male, fra un salto temporale e una realtà alternativa, Lost continua a guidarci chiedendoci di fidarci. Di fare attenzione ai dettagli. Di riflettere su quanto vediamo. Di prestare attenzione alle coincidenze… ma di non confonderle con la fede.
E noi ci lasciamo condurre per mano, esprimendo dubbi e perplessità ma riconoscendo puntualmente il valore di ciò a cui assistiamo: una storia che è sì piena di incoerenze, ma che è anche piena di passione, di colpi di scena, di improvvisi cambi di direzione che ci costringono a rivalutare tutto quello che abbiamo visto (e creduto) fino ad un determinato momento. Lost è così, e così va preso: la sua coerenza sta nel giocare con spazio, eventi, realtà, presente, passato, futuro… Ma soprattutto con i personaggi. È vero: vogliamo sapere che cos’è l’isola, che cos’è la Nemesi, chi è Jacob, che cosa è successo al volo Oceanic 815. Più di tutto, però, vogliamo sapere cosa succederà a Jack, Sawyer, Hurley, Kate, Claire, Miles, Ben…
Lost ci ha regalato tante emozioni, un’infinità di colpi di sena, innumerevoli citazioni e diversi livelli di lettura. Ci ha fatto discutere per anni, spingendoci ad elaborare teorie per trovare la soluzione ad un mistero che fa impallidire i grandi misteri televisivi che hanno fatto la storia del piccolo schermo (come “chi ha ucciso a Laura Palmer” e “chi ha sparato a J.R.”). Lost ha segnato un’era, cambiato la tv, dato il via ad una nuova “interattività” con il pubblico, ridefinito budget e mezzi di produzione, rotto le regole di rinnovi e cancellazioni (abbiamo saputo con anni d’anticipo che le stagioni sarebbero state sei). Lost ha catturato un pubblico che di salti temporali e realtà parallele non voleva saperne, trascinando gli appassionati dei generi più diversi in un vortice di emozioni che tutti, più o meno consapevolmente, si sono trovati a voler condividere con amici, parenti, conoscenti.
Lost ha cambiato i metodi della fruizione televisiva, ha inciso sui riti della visione collettiva, ha impresso nell’immaginario le perle di saggezza pronunciate dai suoi protagonisti. Che importa, dunque, se non avremo proprio tutte le risposte? Non è sempre stato questo, il non sapere, il bello di Lost? Non è stato il continuo infittirsi della trama a catturare la nostra attenzione? Un finale pienamente risolutivo, senza nemmeno un dubbio, tradirebbe la natura ed il senso di sei anni di narrazione.
Io me lo aspetto, un finale, certo! Ma mi aspetto anche la possibilità di interpretarlo, seppur in minima parte. Fateci caso: le grandi serie hanno sempre un finale in qualche modo “aperto”. Perché nessuno vuole che tutto finisca davvero. Nessuno vuole uccidere il sogno di milioni di persone, di anni di fedeltà, di ore di interrogativi e di fiumi di parole che sconosciuti di tutto il mondo hanno condiviso per capire.
Nessuno vuole davvero tutto questo. Nemmeno noi. Nemmeno voi, anche se forse ancora non ve ne siete resi conto…
Beh io sono di parte adoro Lost e non sono affatto daccordo sulle critiche…Innanzitutto abbiamo già scoperto cos’è l’isola nell’episodio ab aeterno, ovviamente non scrivo qui la risposta per evitare spoiler…Abbiamo scoperto cosa sono i numeri, perchè sono finiti tutti sull’isola e in linea generale chi sono MIB e Jacob. Direi che non ci si può proprio lamentare, poi è ovvio che non tutti saranno soddisfatti magari anche dal finale di stagione, ma questo accade dappertutto e per ogni film telefilm che si rispetti c’è sempre chi critica chi non è daccordo ecc…Però non credo si possa accusare gli autori di essersi persi, perchè le linee generali della storia vengono rispettate in quanto esistenti fin dall’inizio, come hanno sempre sostenuto il sig Lindelof e Cuse le linee generali della storia erano presenti fin dall’inizio poi ovviamente i particolari sono arrivati dopo. Io sono personalmente felicissima di coem la storia sta andando avanti, felicissima che Ben Linus sembra aver trovato finalmente la sua strada, felicissima da quello che Jacob dice: sull’isola il passato di ognuno non conta, si può ripartire da zero, c’è al fatidica seconda chance. Insomma come messaggio di speranza non è mica male!
io ho dimenticato molte delle domande che mi sono posta durante tutte le sei stagioni perche’ sono talmente tante che piu’ andiamo avanti e piu’ bisogna dare valore a quelle piu’ importanti. Gli autori sanno gia’ dalla prima stagione come dovra’ finire Lost. Lo hanno sempre detto. Io spero in un bel finale e so che non verro’ delusa…o almeno spero
BRAVA!
non mi sarei riuscita ad esprimere meglio!!
sono assolutamente d’accordo con te su tutto!
WWWW Lost
Sono completamente daccordo con la Sig.ra Poli,vi ho sempre seguito con interesse senza mai intervenire con la mia opinione.
Oggi però dopo aver letto questa mirabile difesa alla migliore serie televisiva trasmessa su scala mondiale,mi sento in dovere di partecipare con il mio sostegno alla difesa di LOST.
Davvero complimenti a tutti.
Complimenti per la mirabile e condivisibile difesa.
Essere fan di lost è come essere tifosi: la propria squadra di calcio non si discute, si ama! Il problema di questa sesta stagione (ma anche un po’ della quinta), a mio avviso, è che si è perso il focus sui personaggi, il “clima” delle prime stagioni proprio a favore della ricerca spasmodica delle teorie, delle risposte ai misteri. Io amo ogni singolo episodio ma devo ammettere di provare sempre una specie di nostalgia alla fine di ogni puntata che faccio fatica a descrivere o a raccontare…
Concordo con la conclusione dell’articolo di Chiara: la conclusione di LOST secondo me dovrà essere aperta, almeno in parte, non voglio la soluzione a tutti i misteri della serie. Le puntate più belle ed intriganti di LOST sono quelle che sollevano dubbi, non quelle che li risolvono.
Chiaramente una soluzione ed una spiegazione generale ci deve essere, e ci sarà tranquilli, ma senza dire tutto. Questo mi sembra anche l’indirizzo che ha preso questa sesta stagione e a me va bene così.
Le critiche sono assurde; quando LOST finirà sarà una perdita incolmabile, pensiamo a godercelo fino alla fine che è meglio.
Infedeli! Se avete avuto modo di vedere la 6×11 (quella su Desmond) avrete finalmente capito che “tutta la carne al fuoco”, come voi dite, verrà cotta a puntino e servita proprio nelle ultima puntata, magari in pochi secondi. Che tutto, ma proprio tutto, ritornera (Dire “carne al fuoco” non vuol forse dire che la carne è già sul fuoco, cioè sche i sta già cuocendo?) Perché?
Perché tutto è già stato scritto dagli sceneggiatori (già successo, con umore metafisico, se preferite). E non mi sento nemmeno di condividere con l’autrice del post (non me ne volere) sul finale aperto o soggetto a esegesi casalinghe. Credo invece che il finale (alla fine) ci farà strabuzzare gli occhi per l’incredibile semplicità, ma genialità, con cui tutti i conti torneranno. E ci renderemo conto che, al di là delle ipotesi fantascientifiche, mistico-religiose, evocative, da virtual game o altro, il finale sarà l’unico possibile (la fine di Lost).
Quel finale appartterrà a noi spettatori, a loro attori, agli sceneggiatori, al medico, al filosofo, allo scienziato.
Al buono e al cattivo.
D’altronde, non è questa la sola vita che ci è dato vivere?
No?
Lost è senz’altro la serie televisiva meglio ideata e rappresentata di
tutti i tempi: in ogni episodio abbiamo assistito ad un susseguirsi di
colpi di scena che ci hanno sempre lasciato a bocca aperta, senza per
questo darci l’impressione di essere presi in giro… perché tutto ha
senso… tutto segue un filo ed è innegabile. Per quanto siano stati e
sono ancora tanti i misteri irrisolti, tutto quello che ci è stato
chiarito non ci ha mai lasciato l’amaro in bocca, anzi ci ha reso
sempre di più curiosi di saperne di più e ansiosi di vedere la
puntata successiva. Le emozioni che ci procura Lost sono
indescrivibili, come indecifrabile è la costruzione che in queste sei
serie gli autori hanno saputo narrarci con una maestria geniale. La
bellezza di Lost è senz’altro il mistero, oltre che la coerenza
narrativa e i rimandi continui a quello che si è già visto; i punti di
vista sempre diversi rendono però la narrazione sempre avvincente,
nonostante si racconti sempre la stessa storia da sei anni. Credo sia
impossibile riuscire a far di meglio in futuro e lo stesso Flash
Forward, per quanto avvincente e ben fatto, nulla ha da spartire con
le emozioni che Lost è riuscito a darci. Il finale sono sicuro non
tradirà le nostre aspettative, ma fino ad allora ci saranno ancora
tante emozioni e sorprese da vivere… e non desideriamo altro.
W Lost….!!!!!!
io una critica piuttosto la faccio a FOX:
avete ammazzato una community virtuale che si riuniva su un solo lost in progress a settimana: lì ci si incontrava tutti, tutti facevano i commenti a caldo contemporaneamente, elaboravano le loro teorie, etc.. insomma c’era un confronto al 100%. ora quasi non c’è più sfizio: chi è “di qua”, chi è “di là”.. chi è indietro, chi è avanti..
la critica peggiore va proprio a voi di FOX
Io penso che il finale di Lost ci spiazzerà, come ha sempre fatto in
tutti questi anni, lasciandoci piacevolmente stupiti per la sua
innegabile logica, tristi perchè sarà finito e felici per avere avuto la
possibilità di assaporare una serie fantastica come questa anche con
tantissimi altri fans con i quali abbiamo condiviso le emozioni.
Credo anche che non sia il caso di elaborare un finale troppo personale
per non rimanere delusi ma, piuttosto, di lasciarci aperti e fiduciosi
con il cuore e con la mente a quello che ci faranno vedere come abbiamo
sempre fatto.
Namasté
raramente vedo la tv, e lost mi haveva preso molto.
nelle prime serie ero talmente attento da indovinare i copioni succesivi.
ora lo sto guardando giusto per vedere che fine ha, ma l’entusiasmo mi è propio passato, è diventato molto noioso, dubito che un’altra stagione avrebbe successo.
me ne spiace ma è così!