Lost – La parola alla difesa: Round 2

Categorie:  Deep&Specials, fox
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Continuiamo ad occuparci della delusione che sembra accompagnare ogni nuovo episodio di Lost… Ad una manciata di episodi dalla fine

Pensavate che avessi finito… Invece no. La settimana scorsa mi sono imbattuta in una nuova serie di commenti, articoli ed interventi su forum che mi hanno spinta a scrivere un altro pezzo “in difesa” della sesta stagione di Lost. O meglio: della buona critica. Nel primo round, chiamiamolo così, mi ero concentrata sulla coerenza dell’impianto narrativo, sul gusto della scoperta, sull’appassionante passatempo di elaborare teorie. Avevo volutamente tralasciato un aspetto fondamentale delle critiche agli episodi di questo ultimo ciclo. È venuto il momento di vuotare il sacco.

In un commento all’episodio E vissero felici e contenti (tranquilli: niente spoiler) ho letto che il finale non convinceva per la sua “troppa facilità”… E mi si è accesa la proverbiale lampadina in testa: siccome in realtà la fine della sequenza potrebbe non essere quella che abbiamo già visto (l’azione potrebbe proseguire in qualunque modo…), ho riletto le critiche dei detrattori. E ho trovato ciò che cercavo: questo cliffhanger “aperto” è come il flash bianco nello scorso finale di stagione; non si coglie la volontà di lasciare una situazione aperta a discussioni ed interpretazioni e si grida all’incoerenza nella sceneggiatura. Ma non ci sono solo il gusto personale, la soggettiva decisione di sospendere l’incredulità o l’ormai celebre “atto di fede” da spettatore. C’è anche il fatto – credo di averlo scritto fin dal mio primo Lost in Progess, nel 2007 – che Lost non è per tutti.

Mi spiego: se la si vuole analizzare, o criticare, o commentare a nome di una testata, Lost bisogna capirlo e non dal punto di vista dell’intreccio, bensì da quello della struttura narrativa. Il fatto che offra diversi livelli di lettura non è in discussione: la scelta di quanto ci “arriva” da ogni episodio è strettamente personale; possiamo vivere la serie come un’avventura, un thriller soprannaturale, una fonte di citazioni filosofiche e letterarie, una rappresentazione dell’eterna lotta fra il bene e il male… Le possibilità sono tante. Capire e riconoscere ogni riferimento, citazione od omaggio dipende da noi, dalla nostra attenzione durante la visione, dal nostro background, dalla nostra formazione, dal nostro “impegno” nella visione. Il che ci rende spettatori liberi di vedere tutto ciò che vogliamo (o possiamo).

Indipendentemente dal livello di lettura che scegliamo di adottare, però, se vogliamo offrire ai nostri lettori una visione critica in più – positiva o negativa che sia – dobbiamo conoscere e riconoscere gli strumenti narrativi di cui si servono gli sceneggiatori. Bisogna essere in grado di esaminare i fondamenti del linguaggio audiovisivo. Bisogna saper padroneggiare l’arte dell’analisi audiovisiva, almeno in questo caso: Lost è una serie troppo complessa per limitarsi a “criticare” riassumendo gli eventi – come spesso accade con le recensioni. Io continuo a trovare una forte discrepanza fra una recensione motivata ed un riassunto con giudizio “sì, mi è piaciuto” o “no, non mi è piaciuto”. Ma forse è un problema mio…

In ogni caso, l’unico modo realmente efficace per analizzare una serie come Lost è comprenderne i meccanismi narrativi e, se si pensa sia il caso, smontarli poi uno ad uno. Affermare “è assurdo” di fronte ad un intreccio del genere non è sufficiente: bisogna dimostrarlo demolendo eventualmente il contesto fantasy e soprannaturale che fa da sfondo alla serie. Bisogna comprendere l’impianto narrativo, che si basa sul cambio di prospettiva da una stagione all’altra, sull’evoluzione dei personaggi (che dominano sugli eventi), sui continui rimandi agli archetipi classici che vogliono essere stereotipati per farsi riconoscere. Bisogna comprendere questo e poi, in caso, farlo a pezzi . Le critiche sono sempre ben accette se motivate a dovere, perché in quel caso sono davvero utili allo spettatore, che magari non possiede gli strumenti tecnici necessari a riconoscere eventuali lacune.

Tempo fa parlavo del rapporto e della (erronea) rigida distinzione fra critica e pubblico. I gusti fra i due “gruppi” in realtà spesso collimano e il pubblico può (e deve) a sua volta criticare come, quando e quanto vuole il lavoro della critica. Il punto è che quel lavoro deve essere surrogato da fatti e basato – ne sono fermamente convinta – su precisi strumenti tecnici precisi. Ecco perché si deve studiare la storia del cinema e della tv, si devono vedere tutti i classici, li si deve analizzare nei dettagli, si deve smontare ogni sequenza per evidenziare i messaggi degli autori…
La scrittura televisiva e cinematografica, non mi stancherò mai di ripeterlo, è l’unione di creatività e tecnica: perché le cose funzionino bisogna rispettare tempi e modi ben precisi. E un buon critico deve prima di tutto capire se questi tempi e modi sono coerenti con la storia che gli viene raccontata. Dopodiché, può scrivere tutto ciò che vuole…

Scritto il 14 aprile 2010 da Chiara Poli

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10 commenti a “Lost – La parola alla difesa: Round 2”

  • mattini Dice:

    So che non è il posto in cui scriverlo… ma non sò dove scriverlo!
    Apprezzo molto che voi mandiate in onda la puntata in Inglese il giorno dopo l’uscita oltre oceano, è stata una scelta molto azzeccata.

    Però, a mio modesto parere, i sottotitoli sono davvero piccoli, e di conseguenza il bordo nero del testo è troppo sottile quindi molte frasi risultano illeggibili se lo sfondo è chiaro.

  • river_ Dice:

    io non sono affatto d’accordo con quanto scrivi nell’articolo.
    A parte il fatto che tutto può riassumersi in un “potete parlare solo dopo che siete diventati esperti di sceneggiatura televisiva” e per dire questo non c’era bisogno di usare 4 cartelle, a me non piace per niente questa “guerra” che di fatto stai istaurando tra paladini e detrattori di lost.

    non c’e’ nessuna guerra visto che anche le cosidette critiche vengono da chi sta comunque seguendo con passione la serie e nessuno sano di mente si sorbisce centinaia di ore di tv solo per criticare cio’ che sta vedendo. non so a quali critiche ti riferici ma di sicuro sono opinioni scritte da chi ama questa serie come la ami tu, come la amo io, nonostante possa non piacermi qualcosa.

    ma veniamo al punto. noi esprimiamo opinioni, giudizi personali che arrivano dal nostro cuore e con la critica non c’entrano nulla e che sono degni di essere letti, commentati, approvati o contraddetti anche se non sappiamo nulla di “impianti narrativi”.
    che poi essendo cresciuti a pane e tv … beh forse qualcosa ci capiamo anche noi oramai.

    quando guardi un de chirico oppure un grattacielo, se hai qualcuno che ti spiega cosa voleva dire l’artista o come fa a stare in piedi il palazzo puoi sicuramente apprezzare meglio l’opera d’arte, o l’opera di ingegneria, fino al punto di amarla di piu’, non c’e’ dubbio.
    Ma il gusto, personale, le sensazioni che provi di fronte ad un quadro o un grattacielo quelle sono e quelle restano, perchè sono parte della tua sfera interiore. Se ti piace, ti continuerà a piacere, se non ti piace, non ti piace.
    Puoi avere davanti a te il prodotto tecnicamente e stilisticamente perfetto, ma se non incontra il tuo gusto non c’e’ niente da fare. Hai presente Natale in casa Cupiello?

    tra l’altro non è questo il caso. a noi lost piace. puo’ non piacerci una puntata, una battuta, una situazione o una spiegazione. ma lost ci piace.
    ed è proprio perchè ci piace che desideriamo scrivere le nostre impressioni, i nostri giudizi e ci fa piacere avere questo spazio dove poterci esprimere. anche se ignoriamo come si scrive e si realizza un telefilm.

    ed è proprio perchè siamo ignoranti in materia che non vediamo l’ora che arrivi il giovedi’ per leggere i tuoi commenti. adoriamo questa serie e vogliamo saperne di piu’, vogliamo capirci di piu’ riguardo gli impianti narrativi e gli strumenti tecnici, vogliamo leggere l’opinione di chi è piu’ esperto di noi.

    io mi sono avvicinato a questa rubrica solo recentemente purtroppo. pensa che sto cercando e salvando tutti i lost in progress delle 5 stagioni precedenti per leggerli.

    questo secondo me è il tuo ruolo. non devi “difendere” lost perchè lost non ha bisogno di essere difeso. devi spiegarci lost, prenderci per mano e mostrarci cio’ che non siamo in grado di vedere.

    e se ogni tanto scriviamo qualche fesseria, perdonacela.

  • Chiara Poli Dice:

    Ciao river,
    temo che tu abbia travisato le mie parole.
    L’intero discorso si riferisce ESCLUSIVAMENTE ai critici e ai giornalisti. Pensavo fosse chiaro (“se si vuole analizzare, o criticare, o commentare A NOME DI UNA TESTATA”).
    Critici e giornalisti che non stanno affatto seguendo la serie con passione, scontenandosi di qualche elemento, ma che si sono lanciati in una sorta di “crociata anti Lost” – che non ho certo scatenato io: la mia è solo una reazione – dall’inizio di questa sesta stagione.
    Sarò sincera: io sono convinta che critici e giornalisti televisivi siano TENUTI ad avere piena conoscenza degli strumenti necessari ad analizzare un testo audiovisivo.
    Se fai il critico e vuoi scrivere di tv, la tv e tutto ciò che la riguarda la DEVI conoscere.
    Il mio sfogo è rivolto solo ai colleghi che scrivono articoli in cui demoliscono questa sesta stagione senza motivare realmente, se non con un “non se ne può più di questo caos”.
    Al decimo articolo consecutivo su questi toni, sono intervenuta (ti basta fare una ricerca in rete, per trovare i nostri “detrattori”: su Film tv, La stampa, Multiplayer, Telefilm Cult… Per citare quelli che ricordo a memoria).
    Ho scritto che i fans e i telespettatori possono criticare quanto vogliono i critici, e Lost, e qualsiasi altra serie tv. Per gusto, per noia, per qualunque altra ragione hanno pieno diritto di non apprezzare (o di non apprezzare). Ma non può farlo, almeno per come intendo io questo mestiere, qualcuno che da un “pulpito” (virtuale o meno) lancia critiche senza motivarle adeguatamente.

  • river_ Dice:

    ops. scusa allora ho capito male io. meglio cosi’.
    beh a me non frega niente di cio’ che dicono i giornalisti o gli pseudo tali. se una cosa mi piace la guardo, se no no ;)

    pero’ se ci spieghi un po’ di tecnica televisiva ti leggo volentieri

  • Chiara Poli Dice:

    Ci provo, di tanto in tanto. Recentemente ho inaugurato (con l’introduzione al flashback) una serie di speciali che vorrei fare sul linguaggio televisivo… nella speranza che la critica ai telefilm venga presa un po’ più “sul serio” dagli addetti ai lavori.
    Io, al contario di ciò che fai (saggiamente :-D ) tu, devo interessarmi di cosa scrivono i miei colleghi: ci tengo molto al fatto che le serie tv ottengano FINALMENTE il rispetto che meritano.
    Insomma, non siamo tutti dei nerds incollati alla tv perché non hanno di meglio da fare… Il problema è che molti addetti ai lavori non la pensano così!
    Grazie anche a internet, però, io spero che stia finendo l’era del “bello, guardatelo” o del “è una schifezza, lasciate stare” senza alcuna spiegazione.
    In ogni caso, la tua appassionatissima difesa mi ha colpita.
    Grazie per l’accorato intervento.

  • Kylie Dice:

    Chiara appoggio la tua crociata! :)

  • Selene Dice:

    Lode a te, oh Chiara!
    Finalemente qualcuno che difende Lost nel modo corretto, usando terminologia e competenza, non come chi lo critica a priori senza sapera nemmeno cosa sta dicendo e soprattutto di cosa sta parlando.
    Grazie a nome di tutti!

  • Manuela Dice:

    Chiara, il tuo è un gran lavoraccio e personalmente io lo apprezzo tanto. Seguo sempre il magazine, non solo per scambiare opinioni con altri fans ma soprattutto per leggere ituoi aritcoli su Lost, sempre illuminanti :)

  • vale.io Dice:

    Chiara complimenti per i commenti sempre appassionati e appassionanti! :) )
    Secondo te potrebbe essere fattibile per sky produrre una o due “serate” tipo talk show con
    te moderatrice :) ) e magari qualche altro esperto appassionato, o in tv o su questo sito in
    streaming, con lo scopo di ripercorrere tutta la serie e analizzare meccanismi narrattivi,
    riferimenti, significati, e tutto ciò che riguarda il “mondo” di Lost? Per quanto mi riguarda
    penso sarebbe un bel ultimo omaggio a questa splendida serie e un ulteriore momento per
    poter dar sfogo al fiume di commenti e teorie personali che l’hanno caratterizzata e resa
    unica. Scrivo questo, forse vaneggiando un po’, solo perchè sono sicuro che mi sentirò
    troppo presto orfano di Lost…

  • Chiara Poli Dice:

    Ciao vale.io,
    grazie mille per i complimenti :-)
    Sono sicura che anche dopo la fine di Lost avremo modo di parlare ancora a lungo di questa grande serie, ripercorrendone le tappe e ricostruendone la storia, per scoprirne anche aspetti inediti… Sto preparando una serie di interventi post-finale che, spero, terranno vivo il “fuoco” della nostra passione ancora a lungo e ci permetteranno di continuare a scambiare opinioni, dando vita ad interessanti dibattiti…
    A presto e buona giornata

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