Speciale – Dal romanzo alla tv: i grandi successi

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Dopo le tecniche ed i principali problemi dell’adattamento, ricordiamo insieme alcuni fra i più grandi successi nella trasposizione romanzo-serie tv

“Adattamento” non è sinonimo di successo: trarre una serie tv (o un film) da un romanzo di successo non garantisce affatto un prodotto riuscito ed apprezzato da critica e pubblico. Oltre ai problemi tecnici e alla necessità di fare le scelte giuste, come abbiamo visto, occorre infatti fare un accurato lavoro di casting, una selezione precisa del materiale e soprattutto un’efficace “trasformazione” delle parole in immagini, dialoghi, costumi, ambientazioni… Comunemente si pensa che adattare un romanzo indichi carenza d’idee originali, in realtà si tratta di una sfida – spesso rischiosa – che gli sceneggiatori accettano quando decidono di impegnarsi in un adattamento. A volte, purtroppo, la loro fatica non viene ripagata ed il risultato non è soddisfacente. Altre volte, invece, la magia della tv si lega a quella dell’immaginazione e nasce un grande successo.

La ricetta segreta si affida in gran parte ai personaggi (e quindi agli interpreti), ai dialoghi, alle scelte stilistiche che portano una ventata d’aria fresca in una storia che tutti conoscono, oppure a scelte che esaltano le peculiarità di un romanzo che il grande pubblico conoscerà solo grazie al suo successo in tv. Ad ogni modo, gli ingredienti che contribuiscono a fare di un adattamento una grande serie sono tanti e vanno dosati con cura. Solo così si ottengono risultati come quelli di Sex and the City, il più grande successo della giornalista e scrittrice Candace Bushnell che nell’adattamento della storia, parzialmente autobiografica, di Carrie Bradshaw e delle sue più care amiche (che in tv sono diventate co-protagoniste mentre nel romanzo avevano un ruolo decisamente secondario rispetto a quello di Carrie) ha trovato la sua fortuna.

Ottimo risultato anche per Dexter, tratto dai romanzi di Jeff Lindsay ed efficacemente affidato alle sapienti mani di Michael C. Hall, che con la complicità degli sceneggiatori ha trasformato Dexter Morgan in un personaggio molto più accattivante e “simpatico” (sì: un serial killer che il pubblico ama!) rispetto al Dexter letterario (che ci trascina nei suoi pensieri ma non suscita molta empatia). Anche in tema vampiresco, con The Vampire Diaries (dalle opere di Lisa Jane Smith) e True Blood (dalla saga letteraria di Charlaine Harris) i risultati televisivi sono più che soddisfacenti grazie ai cambiamenti e alle scelte originali degli sceneggiatori, consapevoli di doverci “mettere del loro” per ottenere un risultato invidiabile.

Lo stesso discorso si applica a Bones, tratto dai romanzi di Kathy Reichs incentrati sul personaggio della dottoressa Brennan, e a FlashForward, trasposizione del romanzo di Robert J. Sawyer (che ne ha curato personalmente l’adattamento televisivo insieme a Brannon Braga e David Goyer).
Le serie tratte da fonti letterarie sono dunque moltissime, probabilmente più di quante immaginiamo. Vi ricordo solo qualche titolo: Medium, High School Team, Gossip Girl, La famiglia Bradford, Lipstick Jungle, The Wire, Band of Brothers e The Pacific, Accidentally on Purpose, Crusoe, Diario di una squillo perbene, Army Wives, Merlin, Roswell, Blood Ties, Dresden Files… Insomma: la lista è praticamente infinita, sia che si tratti di adattamenti “veri e propri”, sia che si parli di serie “inspired by”.

E visti i risultati che, tranne qualche raro caso, sfociano di norma in prodotti degni di nota (o comunque molto curati), non possiamo che augurarci che l’ispirazione (reciproca, perché anche la tv ispira gli scrittori, come nel caso di Castle: leggete qui) letteraria continui a regalarci tante altre serie appassionanti…

Scritto il 16 giugno 2010 da Chiara Poli

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