24 – Arrivederci, Jack!

Categorie:  Deep&Specials, fx
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24 si è chiusa su FX venerdì scorso, con l’ottava stagione. Ecco perché non la dimenticheremo mai

Non poteva finire in altro modo: non potevano certo uccidere Jack Bauer. Non si uccide un personaggio-icona della tv. Non ci si chiude mai la porta, se si è bravi (e gli autori e produttori di 24 sono bravi: siamo tutti in attesa delle novità sul film-sequel della serie). Soprattutto, però, non si tradisce lo spirito di una serie seguita da milioni di telespettatori in tutto il mondo e premiata con 20 Emmy Awards e 2 Golden Globes. E scegliere un finale diverso da quello che vede Jack Bauer sparire dal nostro schermo, fuggendo ancora una volta per andare in cerca dell’unico futuro possibile (quello che lo ha sempre contraddistinto come: amico dello Stato ufficiosamente, nemico pubblico ufficialmente) avrebbe significato tradire lo spirito di 24.

24: una serie che ci ha fatto compagnia per 9 anni. Una serie che ha debuttato in patria – nel bene e nel male – nel novembre del 2001, a soli due mesi dal giorno che tutti ricordiamo come uno dei più tragici della nostra storia. Una serie che, sono certa di non parlare solo per me, ci mancherà. Il 5 dicembre, esattamente una settimana fa, FX ha trasmesso in prima tv italiana gli ultimi due episodi di 24: il finale di serie che tutti aspettavamo con ansia e che, per quanto mi riguarda, ha ottimamente risollevato le sorti di un’ottoava stagione che negli episodi immediatamente precedenti non mi convinceva più.
Jack Bauer in versione “The Punisher”, per citare uno a caso dei molti personaggi cinematografici e televisivi che abbiamo visto trasformarsi in spietati giustizieri a caccia di vendetta, non mi è piaciuto. L’ho trovato eccessivo, e stonato con il “solito” Jack. Provo a spiegarvi perché.

Jack è uno che ha torturato, che ha ucciso. È uno che è stato torturato, uno che è arrivato a diventare tossicodipendente – con tutte le conseguenze del caso – per non far saltare la propria copertura. Uno che ha continuato a lavorare per quel Governo e quell’organizzazione che in qualche modo sono state responsabili della morte di sua moglie. Uno che è solo uno. Perché come lui, in tv, non c’è nessun altro. Spie, agenti speciali, supereroi: molti altri personaggi, di molte altre serie, hanno dei punti in comune con lui. Ma nessuno di loro è riuscito a fare ciò che ha fatto Jack: diventare l’icona del personaggio tosto, il duro più duro a cui tutto è concesso, a patto che nasca dai suoi ideali. Il duro più duro che piange (ancora mi emoziono, se ripenso alla terza stagione, la mia preferita). Il duro più duro che si sacrifica. Il duro più duro che è pronto a tutto – pure a farsi torturare, imprigionare e deportare, se necessario – in nome di ciò in cui crede.

Perché Jack Bauer è un idealista. Lo è sempre stato. Ecco perché la sua reazione alla morte di Renée, una delle poche donne che hanno intrecciato una relazione con lui dopo la morte di Teri, mi è parsa eccessiva e poco credibile. La rabbia e la vendetta ci stanno, per uno come lui. Un sacco di uccisioni a sangue freddo, però, no. Ecco perché ho apprezzato il cambiamento di rotta degli ultimi due episodi: tutto è andato come doveva andare. Con una scelta senz’altro poco verosimile ma perfettamente in linea con lo spirito della serie, ovvero: con il Presidente Taylor che ha fatto ciò che doveva. Ha scelto di ascoltare la propria coscienza piuttosto che il potere ed i “giochi politici” del sistema legati a doppio filo alla sua posizione.

Il reintegro temporaneo del personaggio di Charles Logan è servito proprio a questo, a dimostrare come il degno Presidente degli Usa si differenzi da una sua pallida imitazione mossa dall’ambizione personale. 24 ha sempre restituito un’immagine idealistica e foertemente patriottica degli Stati Uniti. Soprattutto perché è arrivata subito dopo l’11 settembre, guadagnandosi spesso le accuse delle comunità straniere “colpite”, di volta in volta nelle varie stagioni, dall’assimilazione al modello di “terrorismo internazionale”. È toccato un po’ a tutti (ad alcuni più che ad altri…) nei vari episodi, ma c’è stata una chiara insistenza verso nazioni fittizie legate al terrorismo che nove anni fa ha sconvolto l’America ed il mondo intero.

Quel terrorismo respinto con tanta forza da Jack Bauer da costringere il suo interprete, Kiefer Sutherland, a parlare ai soldati americani scoraggiando l’uso della violenza verso il “nemico”. Perché Jack Bauer non era solo molto amato: correva anche il rischio di dare un esempio che non andava seguito. Correva questo rischio per via della formula che ne ha decretato il successo: un’esasperata ricerca di verosimiglianza (scandita dall’orologio che ci ha narrato 8 giornate della vita di Jack “in tempo reale”) unita all’esasperata ricerca di esagerazione di situazioni, personaggi, contesti.

Chi ha amato 24 con i suoi continui colpi di scena, i suoi elementi fissi (al CTU c’è sempre una talpa: il nemico ci siede accanto…) ed i suoi imperdibili personaggi (da Kim “Sparatemi-Addosso” Bauer a Chloe, che tutti abbiamo odiato al suo arrivo ma che abbiamo poi imparato ad amare) sa di cosa sto parlando. Sa che il mix di realtà e fantasia, unito all’adrenalina che scaturiva dal suono dell’orologio digitale che non dimenticheremo mai, è stato ciò che ci ha tenuti incollati al piccolo schermo per tutti questi anni.

Io ho seguito tutte le stagioni di 24 in tv. Poi le ho riviste in DVD. E poi… le ho riviste ancora in tv, quando capitava. Jack mi mancherà. Non solo perché ha dato vita ad una serie che ha spalancato le porte a nuove possibilità sul piccolo schermo. Anche e soprattutto perché, prevedibili o no, verosimili o no, credibili o no, le storie di 24 avevano la capacità di coinvolgermi al punto di farmi spalancare le braccia a quel meccanismo di sospensione dell’incredulità indispensabile per goderne appieno.

Mi mancheranno quelle storie, quegli intrighi, quell’orologio. Ma soprattutto, mi mancherà lui. Dannazione, Jack!

Scritto il 10 dicembre 2010 da Chiara Poli

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Un commento a “24 – Arrivederci, Jack!”

  • NICO Dice:

    OTTIMO COMMENTO, COMPLIMENTI HAI RESO PERFETTAMENTE L’IDEA CHE RISIEDE IN TUTTI NOI !

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