Chi lo dice che la tv non ci regala emozioni degne di essere ricordate per sempre?
Questa non è una classifica: avevo promesso nella top ten delle serie dell’anno che l’avrei smessa con le classifiche del meglio del 2010. Manterrò la promessa: questo non è un articolo sui migliori dieci momenti televisivi dell’anno. Questa è solo una raccolta di ricordi legati alle serie tv che hanno il solo scopo di rendere omaggio ad un anno che ci ha regalato tante emozioni. Che mi ha regalato tante emozioni.
Lo ricordo come se fosse appena successo: alzarsi la mattina alle 6.00 per seguire il finale di Lost in contemporanea con gli Usa. E giù a lacrimare senza ritegno a partire dall’amato “Previously, on Lost…”. E ricordo lo scorso Natale, con l’anteprima di Glee che mi aveva fatto scrivere con entusiasmo del potere della musica. E ricordo lo strepitoso numero d’apertura della notte degli Emmy, un appuntamento annuale che per me è importantissimo: faccio mattina sul divano, in piagiama, avvolta in una coperta con accompagnamento di tifo da stadio per i miei beniamini. Praticamente, mio marito è un santo.
E ancora: l’arrivo di The Walking Dead, accompagnato dagli articoli che preferisco: quelli che mi permettono di commentare gli episodi, la mattina dopo la messa in onda, insieme a voi qui sul Magazine. Ma quest’anno c’è stato anche tanto, tanto altro: il debutto del geniale Modern Family, le risate per Cougar Town (adorando Scrubs confidavo in Bill Lawrence, ma la sua nuova serie è andata anche oltre le mie aspettative: Cougar Town è davvero divertente), che mi hanno fatta ridere e sorridere. Perché ho riso, quest’anno, guardando la tv. Anche con 30 Rock e The Big Bang Theory, per citarne solo due.
Ma ho anche pianto. Accidenti, se ho pianto. Per il finale di Lost ho pianto disperatamente almeno due ore la mattina, poi ho riattaccato a frignare la sera, quando ho riunito per l’ultima volta il gruppo Lost per rivedere il finale di serie sottotitolato in italiano. E sì, ho pianto anche quando l’ho rivisto – per la terza volta – doppiato. Ho pianto tre volte, confesso. Ma non tanto per le scene commoventi (e ce n’erano, perdindirindina! Ah, se ce n’erano!), quanto per l’idea della fine. Lost, “la” serie degli ultimi anni, uno dei miei più grandi amori televisivi – e lavorativi, con i Lost in progress in cui mi avete fatto compagnia per 4 stagioni, stava finendo.
Sapevo, quella mattina, che non ci sarebbe mai stata un’altra serie così. Sapevo già di essere pronta a vederne ed amarne molte altre, ma sapevo che il posto che Lost ha nel mio cuore (e sul soffitto del mio ufficio, dov’è appeso lo striscione che avevo fatto realizzare per il finale di serie, e avevo esposto sul mio balcone) resterà insostituibile. Perché noi fans di serie tv viviamo di passioni, vero? Ci nutriamo di passioni. E per me, le passioni televisive – che spesso coincidono con ciò di cui mi occupo per lavoro – restano indissolubilmente legate a tanti ricordi e a tanti stati d’animo.
Quand’ero “senza casa e senza ufficio” (la casa nuova era in ritardo, la vecchia avevo dovuto lasciarla ed ero accampata in casa di mia madre), in DVD guardavo, rapita, l’ultima stagione de I Soprano. Quando lavoravo a Mediaset, la sera per evitare il traffico sull’A4 mi fermavo insieme ad una collega fino ad ora di cena per vedere Buffy sul televisore della stanza in cui lavoravo. Quando sono usciti i DVD dell’ultima stagione di Star Trek: Voyager li ho guardati tutti di fila insieme a mio marito, in un weekend. E alla maratona milanese cinematografica di 24 (la prima stagione proiettata tutta di fila sul grande schermo), io c’ero. Come c’ero al primo Telefilm Festival, con la prima “tessera supporters” insieme a mio marito.
E ancora: c’ero per il finale della sesta stagione di Grey’s Anatomy e per quello della quarta stagione di Dexter, quest’anno, pronti entrambi a scioccarmi. C’ero per l’addio a Jack Bauer e per il series finale di Battlestar Galactica, per il debutto di Sons of Anarchy e di FlashForward, per il ritorno di T.J. Hooker, per gli episodi inediti di Mad Men, The Wire, Desperate Housewives, Lie to Me, Big Love, True Blood e di tante, tantissime altre serie. Io ci sono sempre. Perché è il mio lavoro. E la mia passione.
grande Chiara! – come sempre – mi hai commossa…