Speciale – Dal piccolo al grande schermo: i remake cinematografici delle serie tv

Categorie:  Deep&Specials, fox
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A volte rappresentano riusciti omaggi. Ma spesso, per chi ha amato la serie che ha dato loro origine, rappresentano una delusione…

Il blu-ray del film di A-Team, quello con Liam Neeson e Bradley Cooper, giace ancora incellophanato (gergo da collezionisti di DVD: passatemelo) su uno scaffale della mia libreria. Ce l’ho da un po’, ormai: l’avevo comprato on line nell’impeto del momento, giusto nel giorno dell’uscita italiana. Ma a tutto’oggi, ancora lì è rimasto… Nei giorni lavorativi si guardano sempre e solo serie tv, ma nel weekend in famiglia ci dedichiamo anche al cinema. Da settimane, ormai, mio marito mi dà il tormento per vedere A-Team ma io continuo a trovare scuse. “No, abbiamo da vedere anche questo e quello”; “Non sono dell’umore”; “Dura troppo”; “Potrebbe spaventare i cani”; “L’hanno sconsigliato con questo ciclo lunare”…

La ragione per la quale non voglio vedere il film è una sola: sono talmente legata alla serie tv che ho un po’ di paura. Paura che mi abbiano distrutto un mito (cito un titolo a caso: Starsky & Hutch. Pur sapendo Zoolander a memoria ed adorando entrambi, Stiller e Wilson mi hanno delusa. Sarà colpa dell’inevitabile paragone con l’originale, col quale sono cresciuta come telespettatrice in erba, immagino). Paura che abbiano preso un titolo e dei personaggi per trasformarli in altro (cito altri titoli a caso: Charlie’s Angels, che ha sbancato i botteghini ma che nulla c’entrava con l’originale; non mi pronuncio invece su Hazzard perché quello non l’ho visto. E da quanto ho letto pare che sia stata una saggia decisione…).

Non ho nulla contro i film tratti dalle serie tv e viceversa, sia ben chiaro. I film di X-Files, i rapporti di derivazione (serie tv tratte da film) fra Stargate SG-1, Buffy, Saranno famosi e M.A.S.H. (tanto per citarne qualcuno) o le versioni cinematografiche di Get Smart (che rende omaggio alla serie originale in chiave moderna ma mantiene intatto lo spirito inteso da Mel Brooks)… Non ho nulla contro tutte queste, e le molte altre, serie tratte da film o contro i film – riusciti – tratti dalle serie. È questa mania del remake dei culti tv degli anni ‘70 e ‘80 a lasciarmi perplessa.

Si dice sempre che a Hollywood c’è carenza d’idee, che si fanno remake dei remake dei remake e prequel dei sequel perché gli sceneggiatori non sanno più dove andare a parare. Ma nello specifico cinema-tv io non credo che la ragione sia questa. Io credo che ciò che sta dietro ai remake dei cult tv di due fra i decenni più prolifici sia semplicemente… il tentativo di sfruttarne il pubblico, la fama, il nome. Un modo come un altro per farci ancora soldi, tanto per capirci. Questo nella maggior parte dei casi. In altri casi, si sfrutta un cult tv per attrarre un pubblico sufficiente a farsi dare il via libera per la produzione, nel tentativo di dire qualcosa di nuovo – ed interessante – sull’argomento. Prendete Battlestar Galatica: la miniserie del 2003, dalla quale poi è derivata la serie prodotta dal 2004 per quattro stagioni, non è altro che una fra le migliori serie mai viste in tv, in cui alcuni personaggi e la storia-base della serie del 1978 vengono ripresi, rielaborati, portati avanti (e indietro, nel tempo). Per ottenere un risultato diverso dall’originale, aggiornato al gusto e ai ritmi contemporanei non solo dal punto di vista visivo e stilistico ma anche tematico e sociale, che valeva davvero la pena di realizzare.

Ma casi come questi sono praticamente mosche bianche, nel panorama attuale. Mi aspetto da un momento all’altro una versione cinematografica di Happy Days de noartri. E le notizie sul film di Buffy senza Whedon e Sarah Michelle Gellar mi terrorizzano. Tremo al solo pensiero. Che dite: faccio male?

Scritto il 27 dicembre 2010 da Chiara Poli

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