Grey’s & Private – A proposito di ieri: Episodio 7.11 e 4.11

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I medici di Seattle e Los Angeles ci salutano per una pausa, lasciandoci con le novità che hanno rivoluzionato le loro vite…

Niente da fare: la storia della pesca, a Meredith Grey proprio non va giù. Non si capacita di come la sua amica Cristina Yang possa aver rinunciato al lavoro che amava tanto, e nel quale era così brava. E a giudicare da Il ritorno, l’episodio di Grey’s Anatomy in onda ieri su FoxLife, fa bene. Perché il “ritorno” di cui parla il titolo è proprio quello di Cristina, che trovandosi sul luogo di una strage (un ragazzo ha aperto il fuoco su studenti ed insegnanti al Pacific College) riprende a funzionare come chirurgo, vincendo le paure che l’avevano bloccata. Così, mentre Grey’s Anatomy e Private Practice ci salutano per una pausa (i nuovi episodi torneranno a maggio su FoxLife), vediamo cosa è successo.

Cristina è tornata. Il fatto che sia successo dopo che ha deciso di salvare la vita a quello che poi risulterà essere l’assassino, è secondario (o semplicemente sintomo di sfortuna). Ciò che conta è che lei, e tutti i suoi colleghi del Seattle Grace Mercy West, hanno dovuto fare i conti con il passato, confrontandosi con l’esperienza traumatica dell’incursione armata di Gary Clarke. La strage al Pacific College, infatti, non solo inonda l’ospedale di feriti, ma risveglia anche il ricordo dell’incubo per tutto il personale. Come sostiene il capo Webber, le vittime del pazzo omicida sono “compagni di viaggio” che proprio loro – che hanno vissuto un’esperienza simile – possono capire ed aiutare meglio di chiunque altro. Il senso è chiaro: con grande impegno, anche dall’esperienza più traumatica si possono trarre preziosi insegnamenti.

Perché facendo, sbagliando, vivendo, amando, lavorando… s’impara. Callie ha imparato che non vuole perdonare Arizona, tornata dall’Africa, perché ha sofferto troppo. Mark e Lexie hanno imparato che vogliono stare insieme. Teddy ha imparato che aiutare gli altri per lei è più importante di tutto, inclusi i rischi di sposare uno sconosciuto bisognoso di cure mediche. E noi abbiamo imparato che in Grey’s Anatomy non possiamo mai dare nulla per scontato… Cosa che vale anche per Los Angeles, dove i medici di Private Practice devono vedersela con una serie di problematiche di difficile gestione.

Addison è alle prese con quella che possiamo senza dubbio eleggere “peggior madre dell’anno”: Bizzy pretende dalla figlia un miracolo per salvare la vita della sua compagna Susan… e quando lo ottiene non spreca nemmeno un “grazie”. Abbiamo assistito ad una storia facilmente riconducibile alla realtà. Ovvero: come una donna adulta e di successo come Addison può sentirsi piccola piccola di fronte ad un genitore autoritario ed incapace di mostrare affetto ed incoraggiamento. E abbiamo assistito anche al difficile momento che ci aspettavamo fra Charlotte e Cooper (anche in questo caso: ovvero come una violenza può insidiare un solido rapporto di coppia).

Infine, abbiamo assistito alla messa in scena di un “triangolo” tanto classico quanto ricco di complicazioni, rabbia e dolore (l’uomo malato, la moglie che non sa dell’amante e la giovane amante incinta, che ovviamente sa della moglie…) e ci siamo concentrati sulla questione “il libro di Violet”, che fino all’ultimo – cioè fino alla decisione che lo porterà ad essere pubblicato – ci ha fatto riflettere di nuovo sul tema centrale di queste due puntate di Grey’s Anatomy e Private Practice: per quanto brutto possa sembrare e per quanto possa far male, qualunque evento al quale sopravviviamo è in grado di insegnarci qualcosa…

Scritto il 1 marzo 2011 da Chiara Poli

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