FX ripropone, dal primissimo episodio, la serie che ha fatto impazzire critica e pubblico in tutto il mondo
Ne abbiamo già parlato in diverse occasioni: tempo fa, la distinzione fra serie per la critica e serie per il pubblico era molto in voga. In realtà, la divisione veniva spesso usata per rivalutare in qualche modo serie fondamentalmente noiose o troppo “cervellotiche” e con una sceneggiatura piuttosto banalotta, ma che vedevano anche la partecipazione di nomi “importanti” per l’ambiente dietro le quinte. O magari sul set (una serie non riuscita con un protagonista molto apprezzato si difende in tutti i modi…). Non a caso, quindi, una volta anche la distinzione fra i gusti e quelli del pubblico era molto netta: si diceva che era meglio stare alla larga da film e telefilm acclamati dalla critica. Fortunatamente le cose sono cambiate, e i critici (non tutti, disgraziatamente) pure. Oggi la qualità media di una serie tv made in Usa è tale, per ogni genere, che le serie solo per i critici non esistono più. E grazie ai commenti del pubblico già dopo i primi episodi, non esistevano più già al momento del debutto di The Wire, che torna su FX dal 25 aprile alle 13.40 dal lunedì al venerdì.
Il pubblico americano, dicevamo, ha molto apprezzato The Wire. A cominciare da un suo illustre rappresentante, l’attuale Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha dichiarato più volte che The Wire è la migliore serie tv mai realizzata.
Creata da David Simon, giornalista ed autore di molti libri polizieschi di successo, The Wire ha visto la luce nel 2002 sul prestigioso network via cavo HBO. Si tratta di un poliziesco in piena regola… che infrange tutte le regole. Pare una contraddizione. Non lo è: è un colpo di genio, piuttosto.
La storia segue fedelmente, passo dopo passo, le indagini di un’unità speciale della polizia che cerca di incastrare i “pesci grossi” della banda che gestisce il traffico degli stupefacenti in città. E la città è Baltimora, che vanta il triste primato di metropoli statunitense con il maggior numero di omicidi.
Seguendo le operazioni degli agenti sotto copertura, le dinamiche che regolano la gerarchia della banda criminale e tutti i dettagli delle indagini (con un occhio di riguardo alle operazioni di intercettazione audio-video, a cui fa riferimento il titolo della serie), The Wire ha preso gli elementi classici del poliziesco e li ha trasformati negli strumenti per una ricerca quasi ossessiva dalla verosimiglianza. In The Wire tutto – dal linguaggio alle lungaggini burocratiche, fino alle dinamiche interne alla polizia e alle bande criminali – è teso a restituire lo sconcertante quadro di un’America in cui la lotta per la sopravvivenza si conduce ogni giorno. Per le strade. Dove la giustizia diventa un concetto relativo.
Prodotta per 5 stagioni, la serie ha per protagonista Dominic West (Mona Lisa Smile, Chicago) nei panni del detective Jimmy McNulty. Jimmy è un uomo tanto dedito al suo lavoro (nel quale si dimostra ogni giorno più in gamba) quanto incapace di condurre una vita privata tenendosi alla larga dai guai. Accanto a Jimmy, che ci regala uno dei ritratti televisivi più interessanti degli ultimi anni, c’è il “contraltare” criminale. Ma non si tratta di un boss, di uno dei “pesci grossi” o di un moderno Al Capone che gestisce il crimine di tutta la città. Nossignore: il personaggio-simbolo della criminalità di The Wire è Bubbles (Andre Royo, All the Invisible Children), tossicodipendente che sa tutto di tutti e sfrutta le informazioni al solo scopo di tenersi a galla, barcamenandosi fra spacciatori e polizia.
Nel corso delle sue cinque stagioni, che anno dopo anno mettono a nudo diversi aspetti della vita criminale di Baltimora e del lavoro degli agenti di polizia col compito di arginarla (fino ad indagare sulla scuola, sul giornalismo, sulla politica…), The Wire si è largamente servita anche di attori non professionisti, ex poliziotti o ex protagonisti della vita criminale della città, chiamati ad interpretare anche in tv il ruolo che hanno avuto nella vita. Sarà anche per questo, perché esplora l’eterna domanda (La vita imita l’arte, o viceversa?) che The Wire è piaciuta tanto anche ai critici di tutto il mondo?
guardando i programmi della settimana dal 20 aprile non ho visto in programmazione THE WIRE e NYPD, che e’ successo? avete cambiato idea? qualcosa di buono e’ impossibile farlo vero?
Peccato sia terminata.Speriamo trasmettano presto la terza serie.
Sarebbe auspicabile venisse collocata in orari più favorevoli es. prima o seconda serata.Comunque peccato sia finita,per ora
quando comincia la terza serie?
dal 20 aprile non la vedo più in programmazione
Ciao Peppe,
la terza stagione – inedita – di The Wire sarà su CULT a Giugno.
Purtroppo la prima serie mi è sfuggita.
Pensate di riproporla ?
Riposto la domanda:
Pensate di riproporre la prima serie ?
Ciao Emiliano,
al momento non è prevista una nuova messa in onda della prima stagione. La programmazione di The Wire proseguirà come annunciato: dopo le repliche delle prime due stagioni arriveranno gli episodi inediti dei rimanenti cicli della serie.
Tieni comunque presente che ogni stagione è un “caso” a sé: una volta conosciuti i personaggi (anche nella seconda stagione, se hai perso la prima) potrai seguire la trama senza grosse difficoltà, pur non avendo assistito al “debutto” di The Wire.
Buona giornata
Domanda:…quindi da qui a giugno , rimandate anche la prima stagione?
Ciao Mauro,
no, forse non sono stata abbastanza precisa, mi scuso. Con “la programmazione proseguirà come annunciato” intendevo come annunciato nell’articolo al quale appartengono questi commenti, che è di marzo. L’articolo dedicato all’arrivo delle prime due stagioni su Cult, ora già trasmesse, e all’annuncio delle tre stagioni inedite (che arriveranno a breve).
ok…ho capito. grazie…gentilissima.
La piu bella serie che ho mai visto !
Quando replicherete la prima stagione?
quando ci sara la 5 serie?
ciao Walter!
La 5° serie sarà trasmessa dai nostri canali, probabilmente non da CULT ma comunque la trasmetteremo! Non abbiamo ancora una data ufficiale da comunicare. Stay tuned : )