Cogliamo l’occasione di una notizia divertente per riflettere ancora una volta, a più di un anno di distanza, sulla conclusione di Lost…
In alcuni dei vecchi Lost in Progress, in diversi articoli su Lost e nella maggior parte degli speciali dedicati alla sceneggiatura, ho ripetuto che il processo di creazione di una serie tv prevede la stesura della cosiddetta “bibbia”, ovvero un riassunto a grandi linee della storia con la delineazione dei personaggi principali. Per un poliziesco, la bibbia contiene ambientazione, personaggi ed eventuali intrecci personali fra i protagonisti, oltre ad un’accurata descrizione dell’oggetto delle indagini (è fondamentale far capire a chi legge se si tratti della BAU di Criminal Minds, dell’Unità Vittime Speciali di Law & Order: SVU o della Squadra Crimini Maggiori di The Closer, per capirci) e oltre all’indicazione di una serie di casi d’esempio e degli sviluppi evolutivi previsti per i personaggi.
Nelle serie drammatiche o romantiche, fantascientifiche o mediche, comiche o soprannaturali, la bibbia descrive come sempre ambientazione, personaggi ed intrecci ma racconta in modo più specifico l’intero arco narrativo previsto, a prescindere dal numero di stagioni che si avranno a disposizione per raccontarle. Tutte le sotto-trame che animano i vari episodi vengono infatti “rimpolpate” episodio dopo episodio, magari anche con l’aggiunta di nuovi personaggi, a seconda della durata della serie e dei suoi sviluppi (in base ai gusti del pubblico, ad esempio: capita spesso che personaggi secondari piacciano al punto di convincere gli autori a farne delle presenze fisse per accontentare il pubblico).
A prescindere dal genere di storia, insomma, la bibbia contiene già tutta la storia. Cito uno dei miei esempi preferiti: alla fine della prima stagione di X-Files, il personaggio di Gola Profonda accenna ad eventi che ci verranno mostrati solamente nell’ultimo ciclo, otto anni dopo. Una chiara dimostrazione del fatto che Chris Carter aveva già in mente tutta la storia, e che visto il successo del suo show si è limitato a portarla avanti disseminando di indizi i vari episodi, alimentati da nuovi casi ed intrecci aggiunti di volta in volta. Dal punto di vista pratico, del resto, sarebbe impossibile portare avanti una serie di successo senza sapere dove si va a parare: ci si perderebbe per strada, dando l’impressione di non sapere ciò che si sta facendo (cosa che è capitata con alcune serie dalla trama eccessivamente complicata ed improvvisata dagli inesperti autori).
Tutto questo per spiegarvi un po’ più a fondo parte delle ragioni per cui è impossibile che J.J. Abrams, nel momento in cui ha proposto il soggetto e la bibbia di Lost al network della ABC, non vi avesse inserito premessa, svolgimento e conclusione della storia. L’ho scritto diverse volte: portare avanti una narrazione complessa come quella di Lost “alla cieca”, senza sapere fin dal principio dove si va a finire, è semplicemente impossibile. Non-fattibile. Parte di coloro che sono rimasti delusi dal finale di serie lamentano un finale non coerente con il resto della narrazione, una sorta di “spiegazione improvvisata” buttata lì alla fine. Piaccia o no la conclusione di Lost, questa teoria è da escludere. Per le ragioni esposte qui sopra. E il bello di tutto questo discorsone è che… mi è stato ispirato dal geniale video-parodia di Lost diffuso alla Comic-Con di San Diego, in cui una scena della fine della prima stagione ha visto l’introduzione di due personaggi che avremmo conosciuto solo in seguito, intenti a prendersi gioco di Jack e Locke nascosti fra i cespugli… Cliccare qui per ridere!
Namaste.
VIDEO FANTASTICO!
già aprendo la home page vedere i primi piani di Jack e Locke, mi ha fatto sentire come “a casa”… e poi il video, veramente esilarante.
Namaste!!!!